feb 01 2010

L’indipendenza oltre i miti nazionalistici

Angelo Morittu @ 22:07Tag: , , ,

Il Manifesto Sardo, sito dell’Associazione LUIGI PINTOR, affronta e analizza i miti più o meno fasulli della storia sarda, ma in occasione del 150° dell’Unità d’Italia è opportuno guardare meglio anche dentro i miti fondanti la nazione italiana.

È appassionante il filone di ricerca documentale intrapreso da questo sito sui miti antichi e moderni di Sardegna, è uno sforzo che apprezzo e condivido poiché sono convinto che la mitizzazione di uomini ed esperienze del passato in funzione di esaltazione nazionalistica oltre che essere inutile e dannosa, confligge con l’onestà intellettuale e con la libertà di pensiero.

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gen 09 2010

La storia siamo noi

Omar Onnis @ 10:19Tag: , , ,
Camillo Bellieni

Camillo Bellieni

Una classe politica votata alla mediazione col potere centrale, a protezione di privilegi suoi e altrui. Le risorse del territorio appaltate o cedute al controllo forestiero, per lo più di natura parassitaria e speculatrice. Disagio sociale, inadeguatezza dei salari al costo della vita e costante ricatto occupazionale come garanzia di condizioni lavorative scadenti. Controllo dell’informazione e repressione del dissenso. Diffuso sentimento popolare di stanchezza e desiderio di affrancamento politico.

Questa era la situazione della Sardegna cento anni fa. Somiglia tanto a quella attuale.

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dic 27 2009

La scuola alle porte del 2010. Il ministro Gelmini a Ballarò, la “riforma” scolastica e la sorte dei precari.

Cristian Ribichesu @ 15:51Tag: , , , , , , , , ,

Seguo spesso la trasmissione televisiva Ballarò, condotta dal giornalista Floris. Anche questo martedì 15/12, e con rammarico ho visto che l’attuale Ministro all’Istruzione sembra lontana dal contesto scolastico. Sarà un mio limite, ma credo di non sbagliare. Io penso che il punto non stia nel fatto che i finanziamenti della Scuola venissero usati, alla vigilia dell’insediamento di questo Governo, per il 98% per pagare stipendi, come affermato dal ministro Gelmini, ma che negli anni progressivamente lo Stato abbia ridotto i finanziamenti nell’istruzione e, per forza di cose, alla fine siano rimasti in piedi solo le voci degli stipendi (togli anche quelle e chiudi le scuole!) .  Continua “La scuola alle porte del 2010. Il ministro Gelmini a Ballarò, la “riforma” scolastica e la sorte dei precari.”


dic 15 2009

Prove tecniche di militarizzazione nucleare

Michela Murgia @ 12:32Tag: , , , , , , ,

Centrali francesiL’articolo che riporto è di Pietro Mannironi ed è uscito sulla Nuova Sardegna, praticamente ignorato, circa un mese fa. Annunciava che nella finanziaria – in corso di approvazione alla camera con l’ennesimo scandaloso voto di fiducia – c’è un emendamento molto preoccupante che riguarda la questione Sardegna-nucleare. Lo posto perché le voci sul progetto di installazione in Sardegna di una centrale si susseguono anche da fonti autorevoli (l’ultima è lo studio dell’Enel reso noto dai verdi la settimana scorsa, che indica Oristano tra i siti probabili) e altrettanto puntuali giungono le smentite, a cui però – e dal pezzo di Mannironi capirete bene perché – ci sono ottimi motivi per non credere ciecamente, tantopiù se sono in buona fede: quando il gioco si fa duro, le decisioni non le prendono di sicuro i nostri parlamentari e senatori. Continua “Prove tecniche di militarizzazione nucleare”


dic 06 2009

Sinfonia Sardegna e opera I Shardana

Giuanne Masala @ 23:43Tag: , , , , ,

Credo sia doveroso mettere al corrente i lettori della Corona de Logu su 2 date importanti del febbraio del 2010 riguardanti la sinfonia SARDEGNA e l’opera lirica I SHARDANA di Ennio Porrino, entrambe sconosciute e messe in programma al Teatro Lirico di Cagliari in occasione del centenario della nascita di Ennio Porrino. Purtroppo l’opera I SHARDANA andrà in scena relegata nella stagione corcertistica e non nella stagione lirica e verrà eseguita soltanto 2 volte anziché sette come solitamente accade a Cagliari per le opere liriche.

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dic 02 2009

Letargo di classe

Angelo Morittu @ 11:05Tag: ,

riccio in letargo Prendendo spunto dalla malcelata delusione di alcuni utenti sulla scarsa partecipazione dei migliori intellettuali sardi sulle pagine di coronadelogu.com, sinceramente non credo sia un gran problema, ossia i siti di discussione possono nascere o morire come qualsiasi altra iniziativa umana, oggi, che vanno per la maggiore facebook e altri social network, i blog e i forum hanno generalmente perduto parecchio appeal.
Voglio pensare che molti di coloro che sembravano inizialmente interessati ad un nuovo spazio assolutamente libero, indipendente e non moderato, poi, non abbiamo potuto usarlo per scarsa o nulla dimestichezza col mezzo oppure perché troppo impegnati nella produzione e nella promozione dei propri lavori; ad ogni modo la loro diserzione internettara non è in nessun caso preoccupante e tanto meno condannabile. Continua “Letargo di classe”


nov 24 2009

Crisi, crisi delle mie brame…

Omar Onnis @ 12:26Tag: , , ,

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Crisi, etimologicamente parlando, non è una parola dall’accezione prettamente negativa. Indica un momento o uno stato in cui esistono almeno due possibilità. Ha la stessa radice di crinale, di critica, ecc. Eppure è un termine ormai entrato nell’uso e profondamente radicato nell’immaginario collettivo come sinonimo di problemi, solitamente grossi. Un vero feticcio mediatico, in gran spolvero di questi tempi.

In Sardegna non riscuote grande successo, solo per la circostanza che noi – fortunati che siamo! – in crisi siamo sempre stati. Intere generazioni si sono consumate dentro la nostra perenne crisi. Si nasce e si vive per tutta la vita entro questo strano orizzonte precario ma in apparenza così evidente. Continua “Crisi, crisi delle mie brame…”


ott 05 2009

Inni nazionali e storia patria

Omar Onnis @ 15:19Tag: , , , ,

Stemma del Regno di Sardegna sabaudo

Stemma del Regno di Sardegna sabaudo

Interessante intervento di Carlo Loiodice su Carmilla OnLine, a proposito di inni nazionali e loro connotazioni.

Interessante per più motivi. Intanto fornisce alcune note storiche e interpretative di questo strano fenomeno  culturale/politico degli inni nazionali. Poi inquadra la fattispecie più specifica dell’inno nazionale italiano.

Ma per noi sardi l’articolo offre un ulteriore livello di lettura. Si noterà infatti che in nessun modo e a nessun proposito viene citata la Sardegna. Persino quando Loiodice accenna alla numerazione dinastica di Vittorio Emanuele II parla di “regno precedente”, senza menzionarlo (a quanto pare questo rimane una sorta di tabù). Vengono dimenticati poi due elementi che pure nel discorso cadevano a fagiolo. Si cita ad esempio la nota (e sempre un po’ sopravvalutata, come da costume storiografico italico) Rivoluzione Napoletana del 1799, ma ovviamente non si ricorda nemmeno succintamente la rivoluzione sarda degli anni 1794-1796. Dico ovviamente, perché si tratta di un evento storico difficilmente inquadrabile in una storia nazionale italiana propriamente detta, sia per scenario, sia per ragioni politiche. Nondimeno, essendo un episodio della storia europea dai significati ben più corposi di quelli della rivoluzione partenopea, una menzione magari ci poteva scappare. Ma va be’, sappiamo come vanno questo genere di cose e quali ne siano le cause, perciò non staremo certo qui a recriminare. Un po’ meno giustificabile risulta invece il mancato riferimento all’inno di quel “regno precedente” da cui pure Loiodice sembra far discendere, per continuità se non altro dinastica, il Regno d’Italia. Cita vari inni più o meno coevi (compreso naturalmente quello di Mameli/Novaro) ma non S’Hymnu sardu nationale (meglio noto come “Cunservet Deus su Re“) di V. Angius. Ma anche qui, a pensarci, l’aggettivo “nationale” era riferito alla Sardegna, non certo all’Italia. Il che, se messo in evidenza, avrebbe condotto il discorso lontano e costretto a una riflessione e a spiegazioni ulteriori: troppo complicato e inedito, per poterselo concedere, effettivamente.

Non mancherà chi vedrà in tutto ciò una ferita all’orgoglio identitario sardo, sempre così suscettibile, quando non siano in gioco questioni sostanziali. A me invece sembra che faccia giustizia di una certa posizione ideologica, sviluppatasi in seno a una ricostruzione storiografica che porta in calce il nome del prof. Francesco Cesare Casula e piuttosto amata in ambiente sardista e autonomista (col beneplacito del presidente emerito della repubblica italiana, F. Cossiga), posizione ideologica secondo la quale i sardi sarebbero i più italiani degli italiani e la nostra storia dovrebbe avere un posto di rigurado nella storiografia italiana, perché un certo giorno di quasi sette secoli fa i catalani fondarono presso l’attuale Cagliari il Regno di Sardegna, futuro Regno d’Italia. Lasciamo pure perdere le obiezioni (e anche il sorriso amaro) che una tale ricostruzione genera in qualsisi spirito onesto, non obnubilato da patologici complessi di inferiorità; quel che risulta evidente, in questo caso, è quanta poca accoglienza trovino in Italia tali tesi, e non presso ambienti intellettuali nazionalisti a oltranza. E forse è meglio così: di motivi per coprirci di ridicolo, soprattutto grazie ai nostri esimi rappresentanti istituzionali, ne stiamo fornendo già troppi!


set 11 2009

La battaglia di Sanluri

Manuel @ 20:43Tag: ,

Breve storyboard animato (by Ruggero Soru) su un’evento storico-politico della Sardegna, mai apparso nei libri di storia.

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set 10 2009

Letteratura e indipendenza (parte 1)

Michela Murgia @ 13:25Tag: , ,

immagine di Zusepe Ruju

Riporto la prima parte di una sbobinatura ripulita di una interessante conversazione tenuta da Paolo Maninchedda con alcuni suoi allievi nella campagna di Antonio e Tetta Succu vicino a Bosa. L’ho presa da qui.

Un amico romanziere mi ha comunicato di non voler più scrivere. Il motivo? “O scrivi un romanzo capace di rappresentare il mondo, o non serve scrivere”. In parole povere, il mio amico, che è sardo, dice che o uno scrittore ha veramente qualcosa da dire oppure scivola a inventare storie come un cantastorie ma poi, prima o poi, comincia a stancarsi, a soffrire o di un senso di vacuità o di quell’insopportabile eccesso di cinismo che può catturare i commercianti che credono troppo nel proprio mestiere. Continua “Letteratura e indipendenza (parte 1)”


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