Editziones Natzionales
Pratza de Sa Die de Sa Sardinna, 19
08100 – Nùgoro
Nùgoro, 11 de Trìulas 2069
Egrèziu Zuanne Puzone
carrera de Fabrìtziu Tzichitu, 328
(già Via Antonio Gramsci)
08100 – Nùgoro
Egrèziu Zuanne Puzone,
(o “Puggioni”, comente galu sighides a bos firmare) degheoto meses a oe amus retzidu un’àtera regolta de poesias bostras. Azis a cumprender su retardu cun su cale bos respondimus como cun custa lìtera. Lu ischides, fiamus e semus e amus a esser impinnaos cun sa tradutzione de sa “Patrolozia Latina” in Limba Sarda Ufitziale Unificada, faina manna che a cussa chi nos at dadu gherra pro deghennoe annos: sa tradutzione de sa “Trescanes”, sa grandu entziclopedia como agabada de imprentare cun azuntas sas boghes subra de sa Sardinna chi bi mancaian. Continua “Pistolàriu editoriale”
Dopo i discorsi sul “babbo morto” volevo proporre un nuovo argomento di discussione. Premetto: non voglio aprire una discussione sulla scritta in maiuscoletto che sottotitola il quotidiano sardo più influente, ca no mi illudo e ca seo seneghesu e su diretore chi dd’eus zau no fiat indipendente meda, in tempos… Continua “Troppo bello anche per parlarne”
Per Ester Grandesso, direttrice del Centro Servizi Bibliotecari della Provincia di Cagliari, che dopo aver tessuto in trent’anni di lavoro uno dei circuiti bibliotecari più vivaci d’Italia, e vinto nel 2005 il Premio Andersen per l’attività di promozione della lettura e di formazione dei bibliotecari, ha lasciato il suo telaio di libri ed è andata in pensione due mesi fa. Onore a lei per il suo lavoro di diffusione della migliore letteratura italiana per ragazzi in Sardegna.
Continua “Filastrocca per Ester Grandesso”
(la foto è di Mario Sollai)
Ha suscitato qualche reazione un mio commento, molto generale, su alcuni elementi emersi in occasione delle ultime elezioni sarde. Il pezzo in questione è linkato (molto cortesemente) nell’articolo di Michela Murgia Lo stato delle anime, è pubblicato anche su Altravoce.net e non lo ripropongo qui.
Riporto invece la risposta redatta da Alessandro Mongili sull’Altravoce, cui faccio seguire la mia replica. Continua “L’insostenibile leggerezza del non-essere”
Marco Carta, il ragazzo sardo che trionfa a Sanremo, la lingua sarda che manifesta un suo codice, una sua musicalità. Ma è davvero così? Che distanza esiste, per dire un paradosso, tra il “pruite non cantas ancora rusignolu” di mossiana memoria – che è un Ottocento sardo, ma non solo - e sa melodia e melodias cartiane e tazendiane? Potrebbe risultare un problema inutile – Carta e i Tazenda piacciano al mercato che sa come imporli ed è giusto che sia così – se non fosse che è forse opportuno domandarsi se dentro questo sardo- sanremese noi ci riconosciamo oppure no.
Se sia giusto accettare il mercato oppure contestarlo senza per questo contrapporgli balli e tenores riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità da salvaguardare. Continua “Sulla lingua sarda (su ventu survat innuve cheret)”

È bello avere, per disporre e squadernare parole per gli appunti-disappunti degli altri, questo spazio fisico e virtuale insieme in cui parlarsi… per una sinistra che da tempo ha perso la capacità di parlarsi perché tutta tesa a difendere roccaforti ideologiche e pratiche decisionistiche come fossero riti necessari per sacrifici ancora più necessari. Una sinistra che ha perso il senso dell’utopia, del non luogo come spazio della ricerca e del confronto, e in questo andar ciecamente per le sue mille direzioni indiscutibili ha perso il senso dell’orientamento travolgendo ogni ostacolo. Quanto mi hanno infastidito i fedelissimi soriani della prima e ancor di più quelli dell’ultima ora, oltre agli opportunisti di sempre, tutti impegnati a spianare la strada e a magnificare le gesta del leader maximo, yes-wo/men incapaci di vedere il disastro che stava compiendosi intorno… che stavano compiendo… che stavamo lasciando compiersi. Continua “Lo spazio dell’ascolto è anche quello dell’autocritica”
Vorrei aprire un dibattito sulla lettera pubblicata nel sito dell’Associazione Editori Sardi e rivolta al nuovo governatore rispetto alle politiche di sostegno del comparto editoriale.
Questo il mio commento:
Non si capisce come le iniziative relative ai premi letterari, ai presidi del libro, al forum del passaparola, ai festival, possano sovrapporsi ad altre non meglio specificate attività di promozione della lettura portate avanti in passato dagli editori: né come si faccia a dire che le une sono rivolte ai già lettori e le altre a crearne di nuovi: avere certezze rispetto ai risultati di qualsiasi iniziativa legata alla creazione di nuovi lettori è quantomeno improbabile, nessuno le ha, tantomeno l’AES.
Il documento considera anacronistico il coinvolgimento di librai e agenti letterari( e andrebbero aggiunti gli autori) nelle manifestazioni finanziate dalla Regione: vi assicuro che questa posizione da parte della Regione è in linea con le posizioni del governo nazionale che, istituendo il centro del libro ha inserito i rappresentanti dei librai a fianco a quelli degli editori. Continua “Gli editori sardi e il nuovo governatore”
Questa è una lettera a Renato Soru, che ho scritto la mattina presto del 17 febbraio, giorno successivo alle elezioni. È stata pubblicata su l’Unità Online e sul blog del sito di Renato Soru. Mi sta a cuore che appaia anche qui.
Presidente Renato Soru
So che probabilmente avrà ben altro da pensare, oggi.
Ma mi stava a cuore scriverle subito, sul ferro caldo della sconfitta sua e nostra, per dirle due cose.
La prima può parere inutile e puerile, ma non lo è. Piangere compiutamente la sconfitta è importante quanto gioire legittimamente per la vittoria.
E allora la prima è questa: mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace. È importante dirlo.
Più di quanto mi sia dispiaciuto altre volte, per le tante altre sconfitte, di cui ormai abbiamo panoplia e galleria. Mi dispiace di più, stavolta, forse perché ho “preso parte” in prima persona, ho contribuito con scritture e letture alla sua battaglia. Ma non solo per questo: anche perché, facendone parte, ho potuto sentire un’onda di energia, una vampa inconfondibile di presenza, che non sentivo da anni. Mi dispiace che quella vampa non sia bastata, neanche stavolta.
Non è bastato, dannazione, ma è servito. Per capire o confermare una visione. Continua “La Compagnia dei Raminghi”
Dice un proverbio che teme pure l’acqua gelata colui che è stato ustionato da quella bollente. È che la sinistra ha ustionato molta gente, al suo stesso interno, prima mare magnum, oggi pianeta disgregato e disperato.
Essere a sinistra, riprendere trame e fili. Ma come? È venuta a mancare un’etica di sinistra, fatta di rigore e insieme comprensione dell’altro.
Eravamo terzomondisti, e guarda un po’ il diagramma: da Fidel a Chavez e Morales.
Eravamo nel sogno di Frantz Fanon del liberare tutti i dannati della terra. Molti dei traduttori italiani di quei libri anticolonialisti e rivoluzionari sono finiti, già da tempo, nelle reti Mediaset e in Rai. Chi non ha potuto fare né faccia buona da opinionista né feroce da fanatico e settario, si è dato al comico. Ma di Dario Fo ce n’è uno solo. Continua “Essere a sinistra (al tempo in cui la destra muove e vince)”