<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" > <channel><title>Commenti a: L&#8217;Editore, questo sconosciuto</title> <atom:link href="http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/</link> <description> </description> <lastBuildDate>Sun, 25 Jul 2010 18:13:23 +0000</lastBuildDate> <generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>Di: Alessandro Giammei</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/comment-page-1/#comment-521</link> <dc:creator>Alessandro Giammei</dc:creator> <pubDate>Tue, 10 Mar 2009 01:37:44 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=512#comment-521</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-520&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Michela Murgia&lt;/a&gt;, hai ragione, anche se ormai non bastano più manco i ceci (qualche anno fa è uscita una canzone con tre tizie che spiattellavano la pronuncia a ripetizione, e poi c&#039;hanno fatto il jingle del supermag). Un giorno sarà creolizzazione. Per ora mi contento di sottoscrivere il tuo commento sardo - dopo rapida scorsa alla mia edizione del pendolo - e a sottolineare l&#039;orrore di quanto rileva francesca. La vanità è merce./ &#039;t§i§jri / !</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-520" rel="nofollow">@Michela Murgia</a>, hai ragione, anche se ormai non bastano più manco i ceci (qualche anno fa è uscita una canzone con tre tizie che spiattellavano la pronuncia a ripetizione, e poi c&#8217;hanno fatto il jingle del supermag). Un giorno sarà creolizzazione. Per ora mi contento di sottoscrivere il tuo commento sardo &#8211; dopo rapida scorsa alla mia edizione del pendolo &#8211; e a sottolineare l&#8217;orrore di quanto rileva francesca. La vanità è merce.</p><p>/ &#8216;t§i§jri / !</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Michela Murgia</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/comment-page-1/#comment-520</link> <dc:creator>Michela Murgia</dc:creator> <pubDate>Tue, 10 Mar 2009 01:12:34 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=512#comment-520</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-519&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Alessandro Giammei&lt;/a&gt;, Giammei, è inutile che cerchi di fare il portoghese, ti ho visto. Sappi che come non basta la circoncisione per diventare ebrei, così non basta l&#039;aver pubblicato con una casa editrice sarda per farti diventare sardo: nara cixiri anche tu, o abbandona codesto loco immantinente! :P</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-519" rel="nofollow">@Alessandro Giammei</a>, Giammei, è inutile che cerchi di fare il portoghese, ti ho visto. Sappi che come non basta la circoncisione per diventare ebrei, così non basta l&#8217;aver pubblicato con una casa editrice sarda per farti diventare sardo: nara cixiri anche tu, o abbandona codesto loco immantinente! <img src='http://www.coronadelogu.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Alessandro Giammei</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/comment-page-1/#comment-519</link> <dc:creator>Alessandro Giammei</dc:creator> <pubDate>Tue, 10 Mar 2009 01:07:36 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=512#comment-519</guid> <description>Date un&#039;edizione del pendolo a Michela Murgia, lei ne caverà una verità per ogni interrogativo. &lt;3</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Date un&#8217;edizione del pendolo a Michela Murgia, lei ne caverà una verità per ogni interrogativo. &lt;3</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Michela Murgia</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/comment-page-1/#comment-471</link> <dc:creator>Michela Murgia</dc:creator> <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 12:21:58 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=512#comment-471</guid> <description>Non pubblico con editori sardi per il momento, più per un concorso di circostanze che per scelta ponderata, quindi parlo solo del mio. Prima di uscire con Einaudi ho avuto la fortuna di esordire con una casa editrice piccola, ma serissima come la ISBN. Lì ho capito cosa vuol dire lavorare con un progetto editoriale, e quanto diverso sia dal pubblicare semplicemente quello che si pensa di poter vendere. Gli ho visto rifiutare libri sicuramente vendibili, che però non rientravano nella &quot;mission culturale&quot; che l&#039;editore si era dato. Per contro, gli ho visto pubblicare cose che nessun altro avrebbe avuto il coraggio di mandare sul mercato, e prendersi anche la soddisfazione di vedersi dare ragione dalle vendite. Mi hanno sempre riconosciuto il lavoro, e per questo quando mi arrivano lettere di persone in perfetta buona fede che si sono sentite chiedere soldi per pubblicare, ho solo una risposta: se quello che scrivi è buono, pagheranno te; se non lo è, nessun editore degno di questo nome farebbe la figuraccia di pubblicarti. Tutto qua. Il resto lo ha già detto molto meglio di me Umberto Eco nel &lt;em&gt;Pendolo di Foucault&lt;/em&gt;, parlando della cosiddetta casa editrice Manuzio. A chi mi chiede consigli sull&#039;editore di cui fidarsi, io consiglio pag.146 dell&#039;edizione Bompiani. Si capiscono tante cose, più che altro su quelli di cui non fidarsi.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non pubblico con editori sardi per il momento, più per un concorso di circostanze che per scelta ponderata, quindi parlo solo del mio.<br /> Prima di uscire con Einaudi ho avuto la fortuna di esordire con una casa editrice piccola, ma serissima come la ISBN. Lì ho capito cosa vuol dire lavorare con un progetto editoriale, e quanto diverso sia dal pubblicare semplicemente quello che si pensa di poter vendere. Gli ho visto rifiutare libri sicuramente vendibili, che però non rientravano nella &#8220;mission culturale&#8221; che l&#8217;editore si era dato. Per contro, gli ho visto pubblicare cose che nessun altro avrebbe avuto il coraggio di mandare sul mercato, e prendersi anche la soddisfazione di vedersi dare ragione dalle vendite. Mi hanno sempre riconosciuto il lavoro, e per questo quando mi arrivano lettere di persone in perfetta buona fede che si sono sentite chiedere soldi per pubblicare, ho solo una risposta: se quello che scrivi è buono, pagheranno te; se non lo è, nessun editore degno di questo nome farebbe la figuraccia di pubblicarti. Tutto qua.<br /> Il resto lo ha già detto molto meglio di me Umberto Eco nel <em>Pendolo di Foucault</em>, parlando della cosiddetta casa editrice Manuzio. A chi mi chiede consigli sull&#8217;editore di cui fidarsi, io consiglio pag.146 dell&#8217;edizione Bompiani. Si capiscono tante cose, più che altro su quelli di cui non fidarsi.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Francesca Casula</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/comment-page-1/#comment-445</link> <dc:creator>Francesca Casula</dc:creator> <pubDate>Sun, 08 Mar 2009 09:44:45 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=512#comment-445</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-435&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Alessandro Giammei&lt;/a&gt;, a parità di spesa, non è meglio stamparsi tutto direttamente in una tipografia che ammette di essere tale? Per sovrappiù, Alessandro, in tipografia si spende meno (chiedere preventivi per credere). Però non puoi far finta con gli amici e i parenti che &quot;ti abbiano pubblicato un libro&quot;, non hai il nome su un catalogo... Questo si paga.</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-435" rel="nofollow">@Alessandro Giammei</a>, a parità di spesa, non è meglio stamparsi tutto direttamente in una tipografia che ammette di essere tale?<br /> Per sovrappiù, Alessandro, in tipografia si spende meno (chiedere preventivi per credere). Però non puoi far finta con gli amici e i parenti che &#8220;ti abbiano pubblicato un libro&#8221;, non hai il nome su un catalogo&#8230; Questo si paga.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: giuseppe mulas</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/comment-page-1/#comment-443</link> <dc:creator>giuseppe mulas</dc:creator> <pubDate>Sat, 07 Mar 2009 18:52:56 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=512#comment-443</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-418&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Daniele Pinna&lt;/a&gt;, E&#039; un vorrei ma non posso,piu&#039; che un potrei ma non voglio.Sarebbe piu&#039; onesto farsi chiamare tipografi,questo e&#039; sicuro.</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-418" rel="nofollow">@Daniele Pinna</a>, E&#8217; un vorrei ma non posso,piu&#8217; che un potrei ma non voglio.Sarebbe piu&#8217; onesto farsi chiamare tipografi,questo e&#8217; sicuro.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: giuseppe mulas</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/comment-page-1/#comment-442</link> <dc:creator>giuseppe mulas</dc:creator> <pubDate>Sat, 07 Mar 2009 18:48:01 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=512#comment-442</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-435&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Alessandro Giammei&lt;/a&gt;, Si infatti alla fin fine il succo del discorso e&#039; lo stesso dei book fotografici per aspiranti attori/ici ,modelli/e, veline etc., cambia il settore ma la logica e&#039; la stessa. E ora che mi viene in mente non si discosta molto dai siti per ricerca lavoro che anziche&#039; trovarti opportunita&#039; concrete,ti inviano mail promozionali di Master a pagamento,ma per questo argomento ci vorrebbe un post specifico. Giocano sulle aspirazioni delle persone,da che mondo e&#039; mondo.</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-435" rel="nofollow">@Alessandro Giammei</a>,<br /> Si infatti alla fin fine il succo del discorso e&#8217; lo stesso dei book fotografici per aspiranti attori/ici ,modelli/e, veline etc., cambia il settore ma la logica e&#8217; la stessa.<br /> E ora che mi viene in mente non si discosta molto dai siti per ricerca lavoro che anziche&#8217; trovarti opportunita&#8217; concrete,ti inviano mail promozionali di Master a pagamento,ma per questo argomento ci vorrebbe un post specifico.<br /> Giocano sulle aspirazioni delle persone,da che mondo e&#8217; mondo.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Angelo Morittu</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/comment-page-1/#comment-440</link> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <pubDate>Sat, 07 Mar 2009 16:32:17 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=512#comment-440</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-419&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Omar Onnis&lt;/a&gt;, scrivesti: &lt;blockquote&gt;Qui, secondo me, a parte tutto il resto, entra in gioco anche quella dannata passione per la mediocrità professionale di noi sardi. Per noi è un punto d’onore non fare mai bene, fino in fondo, il nostro lavoro, qualunque esso sia.&lt;/blockquote&gt; Scusa Omar, sugli editori non ho tanto da dire, se non che a volte ho notato valanghe di libri più o meno validi &quot;acquistati&quot; dai vari enti pubblici per chissà quale fioretto socio-culturale, la roba buona regalata agli amici e quella scadente a scuole e/o biblioteche. Sul punto quotato invece mi aspetto un chiarimento poiché normalmente non sei portato a luogocomunare, penso davvero che questa volta hai esagerato con gli effetti speciali :&#124;</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-419" rel="nofollow">@Omar Onnis</a>, scrivesti:</p><blockquote><p>Qui, secondo me, a parte tutto il resto, entra in gioco anche quella dannata passione per la mediocrità professionale di noi sardi. Per noi è un punto d’onore non fare mai bene, fino in fondo, il nostro lavoro, qualunque esso sia.</p></blockquote><p>Scusa Omar, sugli editori non ho tanto da dire, se non che a volte ho notato valanghe di libri più o meno validi &#8220;acquistati&#8221; dai vari enti pubblici per chissà quale fioretto socio-culturale, la roba buona regalata agli amici e quella scadente a scuole e/o biblioteche.<br /> Sul punto quotato invece mi aspetto un chiarimento poiché normalmente non sei portato a luogocomunare, penso davvero che questa volta hai esagerato con gli effetti speciali <img src='http://www.coronadelogu.com/wp-includes/images/smilies/icon_neutral.gif' alt=':|' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Francesca Casula</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/comment-page-1/#comment-439</link> <dc:creator>Francesca Casula</dc:creator> <pubDate>Sat, 07 Mar 2009 16:20:04 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=512#comment-439</guid> <description>Marcello scrive: &quot;Gli editori in Sardegna sono pochissimi perché è editore, in Sardegna e nel mondo, chi ha distribuzione, chi rischia in proprio pagando l’autore su cui punta e non facendosi pagare in nessuna forma da lui. E’ editore vero chi sceglie cosa vuole pubblicare in base alla politica editoriale che si è dato, perché dalle scelte che fa dipende la sopravvivenza della sua azienda. Chi ti ha risposto che aspettava i fondi regionali prima di pubblicare i tuoi manoscritti evidentemente non era un editore.&quot; Omar, valuta anche l&#039;ipotesi che se uno di quegli editori veri di cui alla descrizione sopra non ti pubblica, potrebbe anche avere ragione. Voglio dire: non è che gli editori che non pubblicano il mio libro sono cialtroni, i giornalisti che non lo recensiscono sono venduti, i librai che non lo mettono in vetrina non capiscono niente, i lettori che non lo comprano (e invece comprano certa monnezza tipo...) sono vittime dell&#039;offerta ingombrante dei grandi gruppi che soffocano il mercato... Magari è semplicemente che il mio libro vale poco, e questa è l&#039;unica ipotesi che non avevo preso in considerazione. Tutto ciò sia detto non per Omar, che non conosco né punto né poco, ma in generale, per ciascuno di noi.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Marcello scrive: &#8220;Gli editori in Sardegna sono pochissimi perché è editore, in Sardegna e nel mondo, chi ha distribuzione, chi rischia in proprio pagando l’autore su cui punta e non facendosi pagare in nessuna forma da lui. E’ editore vero chi sceglie cosa vuole pubblicare in base alla politica editoriale che si è dato, perché dalle scelte che fa dipende la sopravvivenza della sua azienda. Chi ti ha risposto che aspettava i fondi regionali prima di pubblicare i tuoi manoscritti evidentemente non era un editore.&#8221;<br /> Omar, valuta anche l&#8217;ipotesi che se uno di quegli editori veri di cui alla descrizione sopra non ti pubblica, potrebbe anche avere ragione. Voglio dire: non è che gli editori che non pubblicano il mio libro sono cialtroni, i giornalisti che non lo recensiscono sono venduti, i librai che non lo mettono in vetrina non capiscono niente, i lettori che non lo comprano (e invece comprano certa monnezza tipo&#8230;) sono vittime dell&#8217;offerta ingombrante dei grandi gruppi che soffocano il mercato&#8230; Magari è semplicemente che il mio libro vale poco, e questa è l&#8217;unica ipotesi che non avevo preso in considerazione.<br /> Tutto ciò sia detto non per Omar, che non conosco né punto né poco, ma in generale, per ciascuno di noi.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Omar Onnis</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/leditore-questo-sconosciuto/comment-page-1/#comment-438</link> <dc:creator>Omar Onnis</dc:creator> <pubDate>Sat, 07 Mar 2009 16:15:18 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=512#comment-438</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-430&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@MARCELLO FOIS&lt;/a&gt;, Marce&#039;, è proprio destino che non ci capiamo. La mia provocazione era ovviamente un&#039;&lt;a href=&quot;http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/I/iperbole.shtml&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;iperbole&lt;/a&gt; (se c&#039;è una cosa che non stiamo lesinando da queste parti sono le figure retoriche!). Riprendevo tra l&#039;altro un &lt;a href=&quot;http://sardegnamondo.blog.tiscali.it//Il_lavoro_degli_altri_1946364.shtml&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;post&lt;/a&gt; che avevo scritto sul mio blog qualche tempo fa e che aveva a suo tempo causato qualche commento perplesso. Ti ringrazio per l&#039;attenzione clinica che mi riservi (e dire che lo psichiatra ero io: per referenze, chiedere ad Angelo Morittu!), ma ti assicuro che riesco a separare il mio senso critico dalle mie vicende personali, con una certa naturalezza, sin dall&#039;età di otto anni (tanto tempo fa, dunque). Gli esempi che ho fatto non sono autobiografici, se non nella misura in cui si rifanno a scene cui ho assistito di persona. Ma vogliono essere più che altro esemplificazioni di modi di fare e di situazioni che, anche alla luce del post di apertura della discussione, non devono essere poi così rari. Sulle difficoltà dell&#039;editoria sarda qualche idea ce l&#039;ho, anche perché ho la malsana abitudine di frequentare le librerie e di avere amici librai. Al di là dei problemi contingenti, il settore è afflitto dal fattore restrittivo strutturale delle dimensioni del mercato. Proprio oggi leggevo su Megachip &lt;a href=&quot;http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&amp;op=viewarticle&amp;artid=8792&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;un pezzo alquanto significativo&lt;/a&gt;, che non lascia molti dubbi su quale possa essere il bacino d&#039;utenza commerciale del mercato librario, in Italia e anche in Sardegna. Investire risorse su un mercato come questo significa veramente essere degli idealisti, specie se non si può contare, come giustamente rilevi tu, su una rete distributiva ampia ed efficiente (che costa parecchio). Tuttavia, le riserve nascevano - mi pareva di capire dalle parole di Daniele - dall&#039;estensione arbitraria della qualifica di editore. In Sardegna esistono ufficialmente svariate decine di case editrici. E&#039; un dato che fa a pugni col fattore restrittivo di cui sopra, per di più applicato a 1&#039;600&#039;000 abitanti, di cui forse, esagerando, 5/600&#039;000 possono essere lettori. Far passare per un libro edito a regola d&#039;arte un testo che invece è stato stampato a pagamento presso un tipografo, non mi sembra corretto verso il lettore e rischia di inquinare il mercato librario, finendo per far perdere credibilità proprio a quelle piccole ma valorose realtà editoriali che invece fanno onestamente, coerentemente e spesso molto bene il loro mestiere.</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-430" rel="nofollow">@MARCELLO FOIS</a>,<br /> Marce&#8217;,<br /> è proprio destino che non ci capiamo.<br /> La mia provocazione era ovviamente un&#8217;<a href="http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/I/iperbole.shtml" rel="nofollow" rel="external">iperbole</a> (se c&#8217;è una cosa che non stiamo lesinando da queste parti sono le figure retoriche!). Riprendevo tra l&#8217;altro un <a href="http://sardegnamondo.blog.tiscali.it//Il_lavoro_degli_altri_1946364.shtml" rel="nofollow" rel="external">post</a> che avevo scritto sul mio blog qualche tempo fa e che aveva a suo tempo causato qualche commento perplesso.<br /> Ti ringrazio per l&#8217;attenzione clinica che mi riservi (e dire che lo psichiatra ero io: per referenze, chiedere ad Angelo Morittu!), ma ti assicuro che riesco a separare il mio senso critico dalle mie vicende personali, con una certa naturalezza, sin dall&#8217;età di otto anni (tanto tempo fa, dunque).<br /> Gli esempi che ho fatto non sono autobiografici, se non nella misura in cui si rifanno a scene cui ho assistito di persona. Ma vogliono essere più che altro esemplificazioni di modi di fare e di situazioni che, anche alla luce del post di apertura della discussione, non devono essere poi così rari.<br /> Sulle difficoltà dell&#8217;editoria sarda qualche idea ce l&#8217;ho, anche perché ho la malsana abitudine di frequentare le librerie e di avere amici librai. Al di là dei problemi contingenti, il settore è afflitto dal fattore restrittivo strutturale delle dimensioni del mercato.<br /> Proprio oggi leggevo su Megachip <a href="http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&amp;op=viewarticle&amp;artid=8792" rel="nofollow" rel="external">un pezzo alquanto significativo</a>, che non lascia molti dubbi su quale possa essere il bacino d&#8217;utenza commerciale del mercato librario, in Italia e anche in Sardegna.<br /> Investire risorse su un mercato come questo significa veramente essere degli idealisti, specie se non si può contare, come giustamente rilevi tu, su una rete distributiva ampia ed efficiente (che costa parecchio).<br /> Tuttavia, le riserve nascevano &#8211; mi pareva di capire dalle parole di Daniele &#8211; dall&#8217;estensione arbitraria della qualifica di editore. In Sardegna esistono ufficialmente svariate decine di case editrici. E&#8217; un dato che fa a pugni col fattore restrittivo di cui sopra, per di più applicato a 1&#8242;600&#8242;000 abitanti, di cui forse, esagerando, 5/600&#8242;000 possono essere lettori.<br /> Far passare per un libro edito a regola d&#8217;arte un testo che invece è stato stampato a pagamento presso un tipografo, non mi sembra corretto verso il lettore e rischia di inquinare il mercato librario, finendo per far perdere credibilità proprio a quelle piccole ma valorose realtà editoriali che invece fanno onestamente, coerentemente e spesso molto bene il loro mestiere.</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
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