<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" > <channel><title>Commenti a: Quesito su una legge ingiusta</title> <atom:link href="http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/</link> <description> </description> <lastBuildDate>Sun, 14 Feb 2010 14:37:25 +0100</lastBuildDate> <generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>Di: LadyGhessa</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/comment-page-1/#comment-990</link> <dc:creator>LadyGhessa</dc:creator> <pubDate>Sat, 06 Feb 2010 04:09:40 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/#comment-990</guid> <description>ADORO I SARDI. &lt;3</description> <content:encoded><![CDATA[<p>ADORO I SARDI. &lt;3</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Angelo Morittu</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/comment-page-1/#comment-727</link> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <pubDate>Sun, 17 May 2009 21:30:44 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/#comment-727</guid> <description>&lt;em&gt;Il dado è tratto, chi c&#039;è c&#039;è e chi non c&#039;è salute! Possiamo consideraci fortunati ad essere nati in Italia e/o da genitori Italiani, la nostra beneamata e malandata Nazione ha chiuso e protetto il recinto, finalmente ora siamo tutti più felici e sicuri. Chi si azzarda a violare il nostro confine, foss&#039;anche bambino, gravida o malato verrà respinto nel suo recinto di provenienza, non si possono mescolare razze buone con altre meno pregiate. È davvero rassicurante appartenere ad un ovile con feroci molossi padani a vigilare sul nostro benessere, è dai tempi del duce che non ci sentivamo così cattivi e cazzuti, ora non ci manca proprio nulla, ben custoditi nel nostro caldo utero tricolore. Abbiamo un Papa tutto nostro, la gloriosa Fiat, i Campioni del Pallone, una Compagnia di Bandiera e anche un ometto servizievole chiamato Bertolaso sempre pronto a tirare fuori dai guai le pecorelle smarrite. Non è colpa nostra se milioni di persone sono nate nel posto sbagliato da vagine sbagliate, non tutti possono vincere la lotteria del passaggio in terra, per fortuna molti di loro credono nella vita ultraterrestre e forse anche nella reincarnazione, si rifaranno al prossimo giro, stavolta di qui non si passa. Intanto qualche centinaio di aspiranti clandestini anche quest&#039;anno troverà pace in fondo al mare, mentre il nostro buon pastore da Arcore verrà verosimilmente candidato al premio Nobel per la pace. È proprio tremendo per un essere umano sentirsi braccato per il semplice bisogno di cercarsi un vita degna di essere vissuta magari oltrepassando un filo spinato o un braccio di mare, ma questo è lo scotto da pagare quando si nasce fuori dal giusto contesto spazio-temporale, è naturale. Arriveranno forse tempi migliori dove ognuno sarà libero di andare dove vuole senza rendere conto a nessun gendarme, intanto oggi la realpolitik ci ricorda che ognuno deve rimanere confinato dov&#039;è nato, ovvero chi ha il potere potrà andare dove vuole e disporre delle vite dei suoi schiavi da importazione, mentre i quei poveri diavoli rimarranno per sempre legati alla loro zolla di fango. Le gaie pecorelle italiane ringraziano, l&#039;indice di gradimento verso il loro padrone è alle stelle, ma sarebbe davvero ingrato rimproverare al pastore l&#039;esistenza degli ovini, i padroni passano e cambiano ma l&#039;indole pecoresca non muta, da che mondo è tempo essa ha bisogno di un pastore autorevole e anche del suo aiutante cane. Il nero è un brutto colore secondo la logica ridanciana di quell&#039;ultra-settantenne che ci comanda, in effetti non è dignitoso avere un gregge variopinto, qualche pecora nera si può anche tollerare, ma solo se ha bei fianchi e turgide mammelle.&lt;/em&gt;</description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Il dado è tratto, chi c&#8217;è c&#8217;è e chi non c&#8217;è salute!<br /> Possiamo consideraci fortunati ad essere nati in Italia e/o da genitori<br /> Italiani, la nostra beneamata e malandata Nazione ha chiuso e protetto il<br /> recinto, finalmente ora siamo tutti più felici e sicuri.<br /> Chi si azzarda a violare il nostro confine, foss&#8217;anche bambino, gravida o<br /> malato verrà respinto nel suo recinto di provenienza, non si possono<br /> mescolare razze buone con altre meno pregiate.<br /> È davvero rassicurante appartenere ad un ovile con feroci molossi padani a<br /> vigilare sul nostro benessere, è dai tempi del duce che non ci sentivamo così<br /> cattivi e cazzuti, ora non ci manca proprio nulla, ben custoditi nel nostro<br /> caldo utero tricolore.<br /> Abbiamo un Papa tutto nostro, la gloriosa Fiat, i Campioni del Pallone, una<br /> Compagnia di Bandiera e anche un ometto servizievole chiamato Bertolaso<br /> sempre pronto a tirare fuori dai guai le pecorelle smarrite.<br /> Non è colpa nostra se milioni di persone sono nate nel posto sbagliato da<br /> vagine sbagliate, non tutti possono vincere la lotteria del passaggio in<br /> terra, per fortuna molti di loro credono nella vita ultraterrestre e forse<br /> anche nella reincarnazione, si rifaranno al prossimo giro, stavolta di qui<br /> non si passa.<br /> Intanto qualche centinaio di aspiranti clandestini anche quest&#8217;anno troverà<br /> pace in fondo al mare, mentre il nostro buon pastore da Arcore verrà<br /> verosimilmente candidato al premio Nobel per la pace.<br /> È proprio tremendo per un essere umano sentirsi braccato per il semplice<br /> bisogno di cercarsi un vita degna di essere vissuta magari oltrepassando un<br /> filo spinato o un braccio di mare, ma questo è lo scotto da pagare quando si<br /> nasce fuori dal giusto contesto spazio-temporale, è naturale.<br /> Arriveranno forse tempi migliori dove ognuno sarà libero di andare dove vuole<br /> senza rendere conto a nessun gendarme, intanto oggi la realpolitik ci ricorda<br /> che ognuno deve rimanere confinato dov&#8217;è nato, ovvero chi ha il potere potrà<br /> andare dove vuole e disporre delle vite dei suoi schiavi da importazione,<br /> mentre i quei poveri diavoli rimarranno per sempre legati alla loro zolla di<br /> fango.<br /> Le gaie pecorelle italiane ringraziano, l&#8217;indice di gradimento verso il loro<br /> padrone è alle stelle, ma sarebbe davvero ingrato rimproverare al pastore<br /> l&#8217;esistenza degli ovini, i padroni passano e cambiano ma l&#8217;indole pecoresca<br /> non muta, da che mondo è tempo essa ha bisogno di un pastore autorevole e<br /> anche del suo aiutante cane.<br /> Il nero è un brutto colore secondo la logica ridanciana di<br /> quell&#8217;ultra-settantenne che ci comanda, in effetti non è dignitoso avere un<br /> gregge variopinto, qualche pecora nera si può anche tollerare, ma solo se ha<br /> bei fianchi e turgide mammelle.</em></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: MARCELLO FOIS</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/comment-page-1/#comment-514</link> <dc:creator>MARCELLO FOIS</dc:creator> <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 22:18:39 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/#comment-514</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-509&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Manuel&lt;/a&gt;, tentavo solo di ricordare che l&#039;unica strada per essere moderni è quella di avere radici, perché il paradosso di tutta questa impostazione è la visione di un modello nuovo senza il peso specifico del dato di fatto e della storia in atto. Riferirsi al passato millenario (davvero millenario) della Sardegna come &quot;precedente&quot; di un&#039;autonomia perduta e poi non tenere conto che questi 150 di unità d&#039;Italia sono stati equivalenti a qualche millennio e che noi siamo direttamente provenienti da quelle radici, rende palese la differenza che c&#039;è tra passatismo e radici... L&#039;appunto sulla Rivoluzione Francese era una piccola procovocazione in questo senso... :-)</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-509" rel="nofollow">@Manuel</a>, tentavo solo di ricordare che l&#8217;unica strada per essere moderni è quella di avere radici, perché il paradosso di tutta questa impostazione è la visione di un modello nuovo senza il peso specifico del dato di fatto e della storia in atto. Riferirsi al passato millenario (davvero millenario) della Sardegna come &#8220;precedente&#8221; di un&#8217;autonomia perduta e poi non tenere conto che questi 150 di unità d&#8217;Italia sono stati equivalenti a qualche millennio e che noi siamo direttamente provenienti da quelle radici, rende palese la differenza che c&#8217;è tra passatismo e radici&#8230; L&#8217;appunto sulla Rivoluzione Francese era una piccola procovocazione in questo senso&#8230; <img src='http://www.coronadelogu.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Manuel</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/comment-page-1/#comment-509</link> <dc:creator>Manuel</dc:creator> <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 20:22:36 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/#comment-509</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-508&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@MARCELLO FOIS&lt;/a&gt;,Durante la fase giacobina della Rivoluzione francese, l’idea di cittadinanza come virtù collettiva gode della sua massima espansione: essa viene contrapposta ad altre identità alternative (che fondavano l’Ancien Régime come la proprietà, la famiglia, la religione) considerate negativamente ed esaltata fino ad essere diritto potenzialmente estendibile a tutta l’umanità, in un corps politique che è per definizione comunità di uguali.Ed è proprio l’appartenenza &quot;orizzontale&quot; ad una comunità a costituire uno degli idealtipi del concetto di cittadinanza che trae le sue origini fin dai tempi remoti della politeia greca.Con il superamento della fase rivoluzionaria francese e l’approdo al modello di Stato liberal-democratico dell’Ottocento, questo idealtipo si carica di sfumature diverse, legate all’etnia, alla cultura, alle tradizioni, ai riferimenti al concetto di nazione che tende a pian piano a diventare patria (nazionalismo).Attualmente la maggior parte degli stati europei, fra cui l&#039;Italia, adotta lo ius sanguinis, con la rilevante eccezione della Francia, dove vige lo ius soli fin dal 1515.Mi rendo conto che quello che chiedo sarebbe un ideale, uno ius soli universale, però sperare è lecito. E non è che perché c&#039;è stata la rivoluzione francese non si possa pensare in meglio per doverle portarle rispetto. E&#039; un argomento difficile questo comunque...</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-508" rel="nofollow">@MARCELLO FOIS</a>,</p><p>Durante la fase giacobina della Rivoluzione francese, l’idea di cittadinanza come virtù collettiva gode della sua massima espansione: essa viene contrapposta ad altre identità alternative (che fondavano l’Ancien Régime come la proprietà, la famiglia, la religione) considerate negativamente ed esaltata fino ad essere diritto potenzialmente estendibile a tutta l’umanità, in un corps politique che è per definizione comunità di uguali.</p><p>Ed è proprio l’appartenenza &#8220;orizzontale&#8221; ad una comunità a costituire uno degli idealtipi del concetto di cittadinanza che trae le sue origini fin dai tempi remoti della politeia greca.</p><p>Con il superamento della fase rivoluzionaria francese e l’approdo al modello di Stato liberal-democratico dell’Ottocento, questo idealtipo si carica di sfumature diverse, legate all’etnia, alla cultura, alle tradizioni, ai riferimenti al concetto di nazione che tende a pian piano a diventare patria (nazionalismo).</p><p>Attualmente la maggior parte degli stati europei, fra cui l&#8217;Italia, adotta lo ius sanguinis, con la rilevante eccezione della Francia, dove vige lo ius soli fin dal 1515.</p><p>Mi rendo conto che quello che chiedo sarebbe un ideale, uno ius soli universale, però sperare è lecito. E non è che perché c&#8217;è stata la rivoluzione francese non si possa pensare in meglio per doverle portarle rispetto.<br /> E&#8217; un argomento difficile questo comunque&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: MARCELLO FOIS</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/comment-page-1/#comment-508</link> <dc:creator>MARCELLO FOIS</dc:creator> <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 19:50:58 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/#comment-508</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-507&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Manuel&lt;/a&gt;, E ci pappiamo la Rivoluzione Francese, che tanto era Francese che ci frega a noi? Erano anche mangiapreti. :-)</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-507" rel="nofollow">@Manuel</a>, E ci pappiamo la Rivoluzione Francese, che tanto era Francese che ci frega a noi? Erano anche mangiapreti. <img src='http://www.coronadelogu.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Manuel</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/comment-page-1/#comment-507</link> <dc:creator>Manuel</dc:creator> <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 19:03:11 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/#comment-507</guid> <description>Bisognerebbe sì abbandonare i concetti di cittadini e cittadinanza e la Costituzione dovrebbe parlare di &lt;em&gt;persone&lt;/em&gt;</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Bisognerebbe sì abbandonare i concetti di cittadini e cittadinanza e la Costituzione dovrebbe parlare di <em>persone</em></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Omar Onnis</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/comment-page-1/#comment-506</link> <dc:creator>Omar Onnis</dc:creator> <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 18:53:54 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/#comment-506</guid> <description>Posto che ciò che dice Michela (e diceva anche Angelo) è condivisibile in pieno, ho paura che, dal punto di vista pratico, subentrino dei problemi giuridici e soprattutto politici insormontabili. Se tutti gli stati della Terra (o almeno una buona parte di essi) decidessero di rendere vincolante, giuridicamente vincolante (ossia con la previsione di una forma coercitiva o puntitiva, in caso di vioolazione), la &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_universale_dei_diritti_umani&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Dichiarazione Universale dei Diritti Umani&lt;/a&gt;, molti dei problemi relativi alle diverse (ed eterogenee) forme di cittadinanza e di riconoscimento dei diritti civili cadrebbero. Oggi come oggi, tuttavia, mi pare impossibile. Checché se ne dica, l&#039;ordinamento giuridico di gran lunga prevalente sul pianeta (ossia la forma-stato, o stato-nazione) è ben lungi dal volersi estinguere, benché minato all&#039;interno e dall&#039;esterno da forze difficilmente controllabili. E un tale sistema inevitabilmente prevede confini e diritti &quot;nazionali&quot; separati (sia pure con alcuni inevitabili adattamenti e armonizzazioni a livello internazionale e/o sovranazionale). Senza la possibilità di concedere la &quot;cittadinanza&quot;, che discende da una sovranità giuridica piena e vigente, &lt;em&gt;superiorem non recognoscens&lt;/em&gt;, lo stato perderebbe gran parte della propria ragion d&#039;essere. Non mi pare che la maggior parte degli stati attuali sarebbe disposta a cedere, su questo punto.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Posto che ciò che dice Michela (e diceva anche Angelo) è condivisibile in pieno, ho paura che, dal punto di vista pratico, subentrino dei problemi giuridici e soprattutto politici insormontabili.<br /> Se tutti gli stati della Terra (o almeno una buona parte di essi) decidessero di rendere vincolante, giuridicamente vincolante (ossia con la previsione di una forma coercitiva o puntitiva, in caso di vioolazione), la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_universale_dei_diritti_umani" rel="nofollow" rel="external">Dichiarazione Universale dei Diritti Umani</a>, molti dei problemi relativi alle diverse (ed eterogenee) forme di cittadinanza e di riconoscimento dei diritti civili cadrebbero.<br /> Oggi come oggi, tuttavia, mi pare impossibile. Checché se ne dica, l&#8217;ordinamento giuridico di gran lunga prevalente sul pianeta (ossia la forma-stato, o stato-nazione) è ben lungi dal volersi estinguere, benché minato all&#8217;interno e dall&#8217;esterno da forze difficilmente controllabili. E un tale sistema inevitabilmente prevede confini e diritti &#8220;nazionali&#8221; separati (sia pure con alcuni inevitabili adattamenti e armonizzazioni a livello internazionale e/o sovranazionale). Senza la possibilità di concedere la &#8220;cittadinanza&#8221;, che discende da una sovranità giuridica piena e vigente, <em>superiorem non recognoscens</em>, lo stato perderebbe gran parte della propria ragion d&#8217;essere. Non mi pare che la maggior parte degli stati attuali sarebbe disposta a cedere, su questo punto.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Michela Murgia</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/comment-page-1/#comment-500</link> <dc:creator>Michela Murgia</dc:creator> <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 18:00:21 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/#comment-500</guid> <description>&lt;a href=&quot;#comment-478&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Chicco Gallus&lt;/a&gt;, è un parallelo brillante, per quanto mi riguarda. L&#039;idea di cittadinanza umana mi pare più che sufficiente per fondare diritti e doveri.</description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-478" rel="nofollow">@Chicco Gallus</a>, è un parallelo brillante, per quanto mi riguarda. L&#8217;idea di cittadinanza umana mi pare più che sufficiente per fondare diritti e doveri.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Chicco Gallus</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/comment-page-1/#comment-478</link> <dc:creator>Chicco Gallus</dc:creator> <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 14:09:27 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/#comment-478</guid> <description>Ciao Michela E&#039; vero, è il punto che  fa riguardare da capo con grande attenzione a tutto il problema. Vediamo. C&#039;è un problema con il concetto stesso di cittadinanza. Cioè, per il fatto stesso di stabilire chi è cittadino e chi no si crea una discriminazione. Suppongo che l&#039;unica soluzione a questo sia la fine del concetto di cittadinanza. Ognuno potrebbe dire &quot;sono nato a Olbia, mia mamma è di Buenos Aires e mio babbo è di Shangai, sono cresciuto a Kiev, sono residente a Mogadiscio da due anni&quot; senza che questo sia altro che la descrizione come è arrivato a essere come è. Oggi funziona così se tutte le città citate sono nello stesso Stato. Ad esempio &quot;Sono nato a Alghero, mia mamma è di Benevento e mio babbo è di Milano, sono cresciuto a Savona, sono residente a Taranto da due anni&quot;. Quindi per arrivare a questo bisognerebbe che la un nuovo concentto, non più di cittadinanza, funzionasse più o meno come oggi funziona la residenza all&#039;interno dell&#039;Italia (semplifico, ma spero il ragionamento stia in piedi). Cioè una persona la cambia semplicemente comunicandolo. Dopodichè ha pieni diritti civili e politici, può abitare lì, paga le tasse lì, vota lì. Mi sembra una prospettiva desiderabile, soltanto non immagino praticamente come si potrebbe fare per realizzarla. Forse attraverso l&#039;Onu, o per tappe, per macroblocchi di stati che pian piano si integrano. E suppongo ci possano volere anche dei secoli di sforzi.Diciamo che proponendo l&#039;introduzione anche dello Ius Soli mi auguro un risultato molto più limitato, con delle contraddizioni non risolte (penso a chi arrivasse in Italia a un mese di età, o un giorno, o un&#039;ora) ma anche più facile da raggiungere. A me pare valga la pena di cercare di ottenerlo.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Michela<br /> E&#8217; vero, è il punto che  fa riguardare da capo con grande attenzione a tutto il problema.<br /> Vediamo.<br /> C&#8217;è un problema con il concetto stesso di cittadinanza.<br /> Cioè, per il fatto stesso di stabilire chi è cittadino e chi no si crea una discriminazione.<br /> Suppongo che l&#8217;unica soluzione a questo sia la fine del concetto di cittadinanza.<br /> Ognuno potrebbe dire &#8220;sono nato a Olbia, mia mamma è di Buenos Aires e mio babbo è di Shangai, sono cresciuto a Kiev, sono residente a Mogadiscio da due anni&#8221; senza che questo sia altro che la descrizione come è arrivato a essere come è. Oggi funziona così se tutte le città citate sono nello stesso Stato. Ad esempio<br /> &#8220;Sono nato a Alghero, mia mamma è di Benevento e mio babbo è di Milano, sono cresciuto a Savona, sono residente a Taranto da due anni&#8221;.<br /> Quindi per arrivare a questo bisognerebbe che la un nuovo concentto, non più di cittadinanza, funzionasse più o meno come oggi funziona la residenza all&#8217;interno dell&#8217;Italia (semplifico, ma spero il ragionamento stia in piedi).<br /> Cioè una persona la cambia semplicemente comunicandolo.<br /> Dopodichè ha pieni diritti civili e politici, può abitare lì, paga le tasse lì, vota lì.<br /> Mi sembra una prospettiva desiderabile, soltanto non immagino praticamente come si potrebbe fare per realizzarla. Forse attraverso l&#8217;Onu, o per tappe, per macroblocchi di stati che pian piano si integrano. E suppongo ci possano volere anche dei secoli di sforzi.</p><p>Diciamo che proponendo l&#8217;introduzione anche dello Ius Soli mi auguro un risultato molto più limitato, con delle contraddizioni non risolte (penso a chi arrivasse in Italia a un mese di età, o un giorno, o un&#8217;ora) ma anche più facile da raggiungere.<br /> A me pare valga la pena di cercare di ottenerlo.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Michela Murgia</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/comment-page-1/#comment-475</link> <dc:creator>Michela Murgia</dc:creator> <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 13:08:08 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/07/quesito-su-una-legge-ingiusta/#comment-475</guid> <description>Chicco, ci ho pensato, e credo che andrei a monte della faccenda.Mi fa problema il concetto di cittadinanza come discriminante non tanto di una appartenenza, quanto di un&#039;affermazione o negazione di determinati diritti civili. Il cittadino può fare cose che il non cittadino non può fare, e si tratta di cose che confinano spesso con i diritti umani. Ricordo che durante la seconda guerra mondiale la prima cosa che il Reich chiedeva agli stati alleati o sotto il suo controllo era di dichiarare gli ebrei apolidi (cioè non cittadini in assoluto) ed espellerli, perché in quel modo chi si sarebbe più curato della loro sorte? I non cittadini sono figli di nessuno.Firmare prima una dichiarazione dei diritti umani in cui si stabiliscono pari diritti per tutti, e poi accettare senza colpo ferire il concetto di cittadinanza, che rimette in essere le distinzioni tra persona e persona, conserva ai miei occhi qualcosa di insormontabilmente contraddittorio. La cittadinanza non è legata tanto al concetto di terra o di sangue, ma piuttosto all&#039;idea che sia legittimo fare delle differenze nel diritto tra le persone all&#039;interno della stessa area geografica (vedi Milano che cerca di non far andare all&#039;asilo i figli dei migranti, o la Lega che vorrebbe tanto che nemmeno si potessero curare).Se dovessi mettere in discussione qualcosa, non sarebbe lo ius soli o lo ius sanguinis, ma questa presunta legittimità.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Chicco, ci ho pensato, e credo che andrei a monte della faccenda.</p><p>Mi fa problema il concetto di cittadinanza come discriminante non tanto di una appartenenza, quanto di un&#8217;affermazione o negazione di determinati diritti civili. Il cittadino può fare cose che il non cittadino non può fare, e si tratta di cose che confinano spesso con i diritti umani.<br /> Ricordo che durante la seconda guerra mondiale la prima cosa che il Reich chiedeva agli stati alleati o sotto il suo controllo era di dichiarare gli ebrei apolidi (cioè non cittadini in assoluto) ed espellerli, perché in quel modo chi si sarebbe più curato della loro sorte? I non cittadini sono figli di nessuno.</p><p>Firmare prima una dichiarazione dei diritti umani in cui si stabiliscono pari diritti per tutti, e poi accettare senza colpo ferire il concetto di cittadinanza, che rimette in essere le distinzioni tra persona e persona, conserva ai miei occhi qualcosa di insormontabilmente contraddittorio.<br /> La cittadinanza non è legata tanto al concetto di terra o di sangue, ma piuttosto all&#8217;idea che sia legittimo fare delle differenze nel diritto tra le persone all&#8217;interno della stessa area geografica (vedi Milano che cerca di non far andare all&#8217;asilo i figli dei migranti, o la Lega che vorrebbe tanto che nemmeno si potessero curare).</p><p>Se dovessi mettere in discussione qualcosa, non sarebbe lo ius soli o lo ius sanguinis, ma questa presunta legittimità.</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
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