mar 13 2009

Tre metri cubi sopra il cielo

Manuel @ 14:42

Sono andato a fare una passeggiata sul lago di Como, proprio quel ramo di lago che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti.
In realtà di interrotto c’è tutto, le colline sono letteralmente coperte di case e palazzi, ovunque si vedono le gru che ancora costruiscono. Alcuni “cubi” che sarebbero case (obrobri) sono appoggiate vista lago e vendute a prezzi altissimi.
La cosa difficile da credere è che la gente di qui è convinta che tutto questo sia bello, che sia un bel paesaggio, e te lo mostra con orgoglio.

quel ramo del lago di como che volge a mezzogiorno

Ma a chi occorrono tutte queste nuove case se siamo in calo demografico e gli extracomunitari non contribuiscono di certo abbastanza ad acquisti di questo livello? La risposta semplice che mi ha dato mia zia è stata “i russi miliardari”, ma sono davvero tutti disposti a vendere tutto pur di avere le palanche subito? E’ questo che accadrà anche alla Sardegna? Cambieranno non solo il profilo delle coste, ma anche la percezione di quello che è bello?

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  • A soli 3 mesi di distanza potrei già osar dire che sono molte le percezioni modificate da questo governo verso gli italiani, ma meriterebbe un post a parte l'analisi della sterilizzazione mentale compiuta dai media negli ultimi 15 anni. Le affermazioni di Cappellacci nel video di cui sopra sono perfettamente in linea con la politica dell'attuale premier e le persone che gli stanno accanto libere e felici come una farfalla (probabilmente l'analogia si estende anche alla durata di vita...) sono il sunto dell'italiano semplicista e accattone moderno. Puh....
  • GuidoN
    Recentemente mi sono imbattuto in una rivista dove in copertina e all'interno c'erano delle foto della riviera amalfitana. Molto bella, con tutte quelle costruzioni in posizione panoramica che la "arricchiscono". Le sue pareti quasi a strabiombo mi hanno ricordato la costa del Golfo di Orosei, anche se questa è ancora selvaggia.
    Ho pensato che prima o poi qualcuno deciderà di "valorizzare" anche questa zona della Sardegna, magari ribattezzandola Riviera di Orosei.
    Credo sia solo una questione di tempo.
    Per fortuna, gipeto e foca monaca sono estinti. Non avranno di che lamentarsi.
  • BOZZA

    Tanto per avere altri punti di discussione e per ricollegarmi a te Giancarlo e alla visione che si ha dell'ambiente... ecco il programma "incominci a preparare cemento e mattoni" di Cappellacci (copia&incolla; epurato dalle cazzate):

    La persona e l’impresa saranno i veri protagonisti della ripresa del territorio che, all’interno del nostro modello di sviluppo, rappresenta il terzo, ma non per ordine di importanza, asse strategico. Il territorio considerato nella sua duplice accezione: patrimonio ambientale da tutelare e difendere e “luogo” da restituire al protagonismo delle autonomie locali (in particolare i Comuni) e funzionali (Camere di Commercio, Università e Autonomie scolastiche).

    La Sardegna ha nel proprio territorio e nelle sue peculiarità naturalistiche la sua più grande
    ricchezza: paesaggi unici e vari, specie endemiche e tutelate a livello internazionale, possibilità di godere di ambienti e spettacoli naturali in tutti i periodi dell’anno. Tutto ciò va sì protetto e conservato, ma anche gestito e saputo offrire soprattutto al popolo sardo, senza che esso si senta defraudato della propria identità, né costretto a subire leggi severe e restrittive.

    Occuparsi di ambiente significa in primo luogo riconoscere gli stretti e delicati legami che uniscono l’uomo a tutte le altre forme viventi. Significa impegnarsi per far nascere un modello di coesistenza creativa tra gli esseri umani e la natura, che non è solo conservazione dell’ambiente e delle sue risorse, ma anche necessità di una maggiore consapevolezza e di una trasformazione del modo di considerare l’ambiente stesso.

    L’investimento maggiore da compiere attiene alla ricerca del delicato equilibrio tra le esigenze di tutela degli habitat e delle specie e quelle di sviluppo e di fruizione dell’ambiente.
    In altri termini, oggi più che mai, è richiesta una visone unitaria che ricomprenda, in un’unica
    soluzione, uomo, territorio, ambiente.

    Al centro della nostra politica noi mettiamo la persona umana che deve vivere nel territorio, curarlo come fosse un bene prezioso e renderlo sempre più bello e fruibile.

    Il paesaggio non è altro che il territorio visto dall'uomo. Quindi: se l'uomo non fosse più in grado di
    viverci, non esisterebbe neanche il paesaggio come valore!
    Il problema reale riguarda la qualità dell'intervento dell'uomo sul paesaggio, nell'ambito di limiti quantitativi stabiliti dalla legge e dalla programmazione generale della Regione.

    Principali azioni previste:

    1. Coniugare le opportunità di sviluppo locale con la sostenibilità ambientale, ovvero con la
    conservazione della natura (intesa come biodiversità e territorio), governando, in modo
    integrato e sostenibile, la salvaguardia e la valorizzazione delle eccellenze ambientali e
    facendo della risorsa umana il nodo focale dei processi di sviluppo.
    3. Riordino complessivo della problematica dei parchi e delle aree naturali protette.
    5. Istituire l’Osservatorio Regionale ambientale per monitorare e garantire la qualità,
    l'economicità e l'efficienza dei servizi di igiene ambientale erogati dai diversi Comuni
    della Regione Sardegna, al fine di uniformare, nel rispetto delle specificità locali, gli
    standard qualitativi degli stessi.
    7. Adottare un nuovo Piano di Forestazione anche per rispondere agli obiettivi di Kyoto. (???)
    8. Introdurre metodi di incentivazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili
    come impianti fotovoltaici, pannelli solari, impianti eolici ecc.
    9. Razionalizzare il sistema di riciclaggio e del sistema di chiusura del ciclo di recupero dei rifiuti.

    c) Adottare misure per porre i primi rimedi nei confronti delle questioni negative già
    evidenziate cercando il più alto ed equilibrato rapporto tra le esigenze di tutela
    ambientale e necessità di promuovere lo sviluppo economico‐sociale della
    Sardegna

    Risulta particolarmente urgente, dopo il fallimento del governo Soru, procedere ad una
    azione di delegificazione, semplificazione e riordino della materia urbanistica, con
    l’obiettivo di formulare una nuova legge‐quadro, concreta nel delineare gli obiettivi da
    perseguire, chiara e semplice nella sua definizione e che, introducendo la certezza del
    diritto in materia, consenta una decisa contrazione dei tempi necessari per i procedimenti
    autorizzativi a beneficio dei programmi e delle azioni di sviluppo economico‐sociale nel
    territorio e delle singole esigenze dei cittadini
    .

    Pertanto, si assume l’impegno di elaborare in tempi rapidi la nuova proposta di legge che
    dovrà contenere i principi fondamentali della disciplina e gli obiettivi ritenuti strategici per
    un equilibrato governo del territorio, quali lo sviluppo sostenibile, intendendo con questo lo sviluppo economico‐sociale improntato a inderogabili principi di sostenibilità ecologico‐ambientale al fine di assicurare adeguati livelli di conservazione e riproducibilità delle risorse naturali.
  • Non ho purtroppo il tempo per seguire il blog per filo e per segno. Accidenti! Quindi lo leggo ma non riesco a partecipare come vorrei. Ma gli ultimi dieci minuti sono andato a mangiare una pizza è sentivo questi "rincoglioniti" che sapevano tutto del nucleare e che se la centrale fosse stata fatta ai piedi del limbara sarebbe una garanzia perchè è tutto granito. Mi sarei fatto esplodere...
  • Caro Manuel, la percezione del bello di cui parli, se vi è mai stata, è già cambiata. Per l'uomo pratico godere della bellezza di un paesaggio naturale è un'imperdonabile romanticaglieria. Ne ho visti e sentiti in rapimento estetico di fronte a ecomostri che magari non hanno la sfacciataggine dei sei piani sulla battigia, ma hanno la grazia dei villaggi di pescatori in panfilo, abitati un mese all'anno (strana tipologia d'insediamento umano che conosce fortuna in Sardegna a partire dagli anni Settanta del Novecento). Se provi a spiegargli il divino che abitava quei luoghi prima che arrivasse la razza costruttrice, ti guardano come se appartenessi ad una setta, innocuo ma mezzo invasato, di sicuro partecipe di un mistero insondabile, comunque non invidiabile. Esagero un po', poiché la setta è per fortuna vasta. Però, fra l'altro, preoccupa un principio che avanza: la valorizzazione. E' un principio che sento provenire da persone anche preparate e pensanti, ma per le quali è impossibile concepire una "fruizione" (già si potrebbe discutere molto su questo termine) dell'ambiente naturale senza un intervento e una presenza (cementifera) dell'uomo. Al grado più basso di questa tendenza, ho anche sentito persone di fede ambientalista dire che l'ambiente (che so? un bosco) ha senso se c'è l'uomo. E' una visione antropocentrica che non approvo. Non siamo niente al cospetto della natura e invece, spesso, siamo di troppo nella natura.
  • chicco gallus
    Svendere l'ambiente per fare i soldi subito, con l'illusione di essere pure furbi. E' come credere di diventar ricchi vendendosi gli organi. E' quando li hai venduti che ti accorgi che non è divertente star senza, e che i soldi li ha fatti qualcun altro.
  • Tore Cubeddu
    Era ora... finalmente. Basta con questi ambientalisti. Ora si potrà costruire ovunque e grazie alla proposta di legge del senatore Orsi si potrà sparare a quasiasi animale, ovunque e sempre, compresi cani, gatti e ogni animale che ci sta sul culo...
    Semus pròpriu postos mare...
    Ho scoperto anche che su facebook ci sono gruppi a favore del nucleare fondati da ragazzi dell'oristanese. Mi sembra un incubo...
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