<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" > <channel><title>Commenti a: Habeas Porcus</title> <atom:link href="http://www.coronadelogu.com/2009/03/26/habeas-porcus/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/26/habeas-porcus/</link> <description> </description> <lastBuildDate>Tue, 20 Jul 2010 20:37:27 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator> <item><title>Di: Qumran</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/26/habeas-porcus/comment-page-1/#comment-663</link> <dc:creator>Qumran</dc:creator> <pubDate>Thu, 26 Mar 2009 19:10:53 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=771#comment-663</guid> <description>Salve a tutti. Ho scoperto, anzi, abbiamo scoperto questo forum, mia moglie ed io, qualche giorno fa. Abbiamo letto, riletto e stampato e così oggi diciamo che ho preso coraggio ed eccomi a pestare sulla tastiera. Rispondo all&#039;&quot;Habeas Porcus&quot;. Alzando una mano, o se volete posandola sul petto recitando il &quot;mea culpa&quot;, affermo: l&#039;ho fatto. Ebbene sì, sono uno di quelli che, in passato, hanno votato Berlusconi. Lo ammetto, credevo a Babbo Natale. I fatti, o i misfatti, mi hanno portato politicamente dall&#039;altra parte, anche se forse stavolta ho di nuovo sbagliato qualcosa, in quanto io sono proprio uno di quegli elettori del &quot;voto dissociato&quot; che tanti dubbi e perplessità ha suscitato. Senza giri di parole, ho votato Soru e IRS. Ora, credo che l&#039;uomo di Sanluri abbia fatto del bene e del male, però il male è stato fin troppo pubblicizzato, il bene per niente. IRS ha presentato la lista con i candidati più giovani in assoluto, già questo mi piaceva, nonostante alcune loro idee mi sembrino ancora piuttosto utopistiche. Nonostante questo, non sono d&#039;accordo con il signor Dettori. Sono nato a Carbonia e vivo ad Iglesias. Ho quarantasette anni e ho vissuto sia le innumerevoli &quot;crisi minerarie&quot;, sia quest&#039;ultima di Portovesme. Pensate, faccio il commerciante ma, udite udite, P E N S O. Magari non ci credete, ma esistono anche alieni come me. Se un operaio di Portovesme non ha più stipendio, da me non ci passa più, non lo posso ignorare. Figuriamoci quando si parla di c e n t i n a i a di loro. Questo il tragico presente. Però concordo con chi ha affermato, nei commenti, che &quot;basta piangerci addosso&quot;. Esatto, non serve a nessuno. Per tornare alla giovane età dei candidati di IRS, non sono affatto degli sprovveduti: alcuni li conosco, la loro preparazione è più che notevole, il ventaglio di titoli di studio anche. Così come ci sono altri ragazzi, in altre formazioni politiche, che ammiro nonostante magari non condivida le loro idee. Ammiro il loro n u o v o impegno, quasi sempre ignorato dai cosiddetti mass-media o dalle telecamere. Mi occupo di volontariato educativo ed ho a che fare da anni con ragazzi e ragazze nella fascia d&#039;età compresa tra i sedici e i ventun anni: beh, non sono assolutamente quelli che spesso sono mostrati in televisione. Anche loro, quelli che conosco io, o molti di loro, p e n s a n o, discutono, ragionano, studiano ( ve l&#039;immaginate? ) e sono consapevoli dell&#039;importanza della conoscenza e della tragicità dell&#039;ignoranza. Per questo un briciolo di speranza ce l&#039;ho, anche se temo che molte di queste nuove &quot;intelligenze&quot;, non trovando spazi o semplici occasioni d&#039;ascolto (è solo questo che i &quot;giovani d&#039;oggi&quot; - che orrenda definizione! - cercano: del parlare di loro, con loro, per loro, su loro proprio non ne possono più!)ahimè emigrino (si può ancora usare questo termine?) diventando nuovi &quot;sardi di fuori&quot;! La mia speranza resta forte però, anche perchè oggi - e quindi anche nell&#039;immediato futuro - comunicare idee è molto più facile e veloce e, come disse non ricordo chi, &quot;puoi uccidere un uomo, la sua o le sue idee no.&quot;</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti. Ho scoperto, anzi, abbiamo scoperto questo forum, mia moglie ed io, qualche giorno fa. Abbiamo letto, riletto e stampato e così oggi diciamo che ho preso coraggio ed eccomi a pestare sulla tastiera. Rispondo all&#8217;&#8221;Habeas Porcus&#8221;. Alzando una mano, o se volete posandola sul petto recitando il &#8220;mea culpa&#8221;, affermo: l&#8217;ho fatto. Ebbene sì, sono uno di quelli che, in passato, hanno votato Berlusconi. Lo ammetto, credevo a Babbo Natale. I fatti, o i misfatti, mi hanno portato politicamente dall&#8217;altra parte, anche se forse stavolta ho di nuovo sbagliato qualcosa, in quanto io sono proprio uno di quegli elettori del &#8220;voto dissociato&#8221; che tanti dubbi e perplessità ha suscitato. Senza giri di parole, ho votato Soru e IRS. Ora, credo che l&#8217;uomo di Sanluri abbia fatto del bene e del male, però il male è stato fin troppo pubblicizzato, il bene per niente. IRS ha presentato la lista con i candidati più giovani in assoluto, già questo mi piaceva, nonostante alcune loro idee mi sembrino ancora piuttosto utopistiche. Nonostante questo, non sono d&#8217;accordo con il signor Dettori. Sono nato a Carbonia e vivo ad Iglesias. Ho quarantasette anni e ho vissuto sia le innumerevoli &#8220;crisi minerarie&#8221;, sia quest&#8217;ultima di Portovesme. Pensate, faccio il commerciante ma, udite udite, P E N S O. Magari non ci credete, ma esistono anche alieni come me. Se un operaio di Portovesme non ha più stipendio, da me non ci passa più, non lo posso ignorare. Figuriamoci quando si parla di c e n t i n a i a di loro. Questo il tragico presente. Però concordo con chi ha affermato, nei commenti, che &#8220;basta piangerci addosso&#8221;. Esatto, non serve a nessuno. Per tornare alla giovane età dei candidati di IRS, non sono affatto degli sprovveduti: alcuni li conosco, la loro preparazione è più che notevole, il ventaglio di titoli di studio anche. Così come ci sono altri ragazzi, in altre formazioni politiche, che ammiro nonostante magari non condivida le loro idee. Ammiro il loro n u o v o impegno, quasi sempre ignorato dai cosiddetti mass-media o dalle telecamere. Mi occupo di volontariato educativo ed ho a che fare da anni con ragazzi e ragazze nella fascia d&#8217;età compresa tra i sedici e i ventun anni: beh, non sono assolutamente quelli che spesso sono mostrati in televisione. Anche loro, quelli che conosco io, o molti di loro, p e n s a n o, discutono, ragionano, studiano ( ve l&#8217;immaginate? ) e sono consapevoli dell&#8217;importanza della conoscenza e della tragicità dell&#8217;ignoranza. Per questo un briciolo di speranza ce l&#8217;ho, anche se temo che molte di queste nuove &#8220;intelligenze&#8221;, non trovando spazi o semplici occasioni d&#8217;ascolto (è solo questo che i &#8220;giovani d&#8217;oggi&#8221; &#8211; che orrenda definizione! &#8211; cercano: del parlare di loro, con loro, per loro, su loro proprio non ne possono più!)ahimè emigrino (si può ancora usare questo termine?) diventando nuovi &#8220;sardi di fuori&#8221;! La mia speranza resta forte però, anche perchè oggi &#8211; e quindi anche nell&#8217;immediato futuro &#8211; comunicare idee è molto più facile e veloce e, come disse non ricordo chi, &#8220;puoi uccidere un uomo, la sua o le sue idee no.&#8221;</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Angelo Morittu</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/26/habeas-porcus/comment-page-1/#comment-661</link> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <pubDate>Thu, 26 Mar 2009 15:18:34 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=771#comment-661</guid> <description>Di Berlusconi penso tutto il male possibile, ma non mi riconosco nell&#039;analisi di Soru, che pure è una persona intelligente. Soru e i soriani non hanno ancora compreso, ma avranno almeno 5 anni per capirlo che la loro sconfitta è arrivata principalmente dal di LORO partito democratico. Ma i sardi non sono impazziti di colpo sono sempre stati tendenzialmente e maggioritariamente conservatori perfettamente omologati nell&#039;orizzonte democristiano (è questa la vera costante resistenziale sarda evocata da Lilliu) della prima repubblica, dal mondo agropastorale a quello delle grandi città, mentre il mondo intellettuale, operaistico e sindacale della vecchia sinistra è completamente disarticolato. Oggi nessuno meglio di Berlusconi incarna la peggiore tradizione democristiana, quella del &quot;si abbuffino pure ma ci lascino almeno qualche osso&quot;, moltissimi sardi alla fame (?), e non certo per colpa di Soru, si aspettano che qualcuno gli regali almeno una mestolata di vomito magari al gusto di cemento e scorie. Come scrivevo in un altro topic (&lt;a href=&quot;http://www.coronadelogu.com/2009/03/08/indipendenza-orizzonte-logico/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Indipendenza, unico orizzonte logico per la Sardegna&lt;/a&gt;), serve un completo ripensamento della politica sarda ma è impossibile se si resta vincolati allo stato italiano per il quale siamo e resteremo una lontana spiaggia d&#039;oltremare governata da proconsoli. Soru si è affacciato alla politica allo stesso modo di Berlusconi, un imprenditore di successo, creatore di posti di lavoro e di ricchezza che scendeva in politica per mettersi al servizio della sua regione, ma ora si lamenta che un signore più ricco e potente di lui ha contrapposto la sua forza economica e mediatica per batterlo. Fin quando la politica rimarrà impastata nelle lotte tra leader vincerà sempre il più forte economicamente non serve essere politologi per capire che questo è il campo delle destre, la politica italiana ha definitivamente abdicato alla sua funzione di aggregazione di consenso attorno ad un ideale moderno di società, preferendo adeguarsi alla mera conquista dell&#039;opinione pubblica per mantenere il potere. Che il costituendo partito democratico fosse privo di qualsiasi idea di progresso lo si è avvertito già ai tempi dell&#039;Ulivo di Prodi, quando questi fece di tutto rinnegare qualsiasi vicinanza col partito socialista spagnolo, trovandosi evidentemente più affine ad Aznar, e ancora oggi non hanno deciso dove collocarsi. Le battaglie abbandonate e perse per codardia e calcolo davanti ai temi della laicità, del conflitto d&#039;interesse, della bioetica e della libertà d&#039;informazione evidentemente non hanno insegnato nulla agli strateghi del PD e sopratutto a Soru che adesso vorrebbe creare una task force per rianimare il partito che lo ha ridicolizzato, probabilmente trova gratificante strangolarsi con le proprie mani.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Di Berlusconi penso tutto il male possibile, ma non mi riconosco nell&#8217;analisi di Soru, che pure è una persona intelligente.<br /> Soru e i soriani non hanno ancora compreso, ma avranno almeno 5 anni per capirlo che la loro sconfitta è arrivata principalmente dal di LORO partito democratico. Ma i sardi non sono impazziti di colpo sono sempre stati tendenzialmente e maggioritariamente conservatori perfettamente omologati nell&#8217;orizzonte democristiano (è questa la vera costante resistenziale sarda evocata da Lilliu) della prima repubblica, dal mondo agropastorale a quello delle grandi città, mentre il mondo intellettuale, operaistico e sindacale della vecchia sinistra è completamente disarticolato.<br /> Oggi nessuno meglio di Berlusconi incarna la peggiore tradizione democristiana, quella del &#8220;si abbuffino pure ma ci lascino almeno qualche osso&#8221;, moltissimi sardi alla fame (?), e non certo per colpa di Soru, si aspettano che qualcuno gli regali almeno una mestolata di vomito magari al gusto di cemento e scorie.<br /> Come scrivevo in un altro topic (<a href="http://www.coronadelogu.com/2009/03/08/indipendenza-orizzonte-logico/" rel="nofollow">Indipendenza, unico orizzonte logico per la Sardegna</a>), serve un completo ripensamento della politica sarda ma è impossibile se si resta vincolati allo stato italiano per il quale siamo e resteremo una lontana spiaggia d&#8217;oltremare governata da proconsoli.<br /> Soru si è affacciato alla politica allo stesso modo di Berlusconi, un imprenditore di successo, creatore di posti di lavoro e di ricchezza che scendeva in politica per mettersi al servizio della sua regione, ma ora si lamenta che un signore più ricco e potente di lui ha contrapposto la sua forza economica e mediatica per batterlo. Fin quando la politica rimarrà impastata nelle lotte tra leader vincerà sempre il più forte economicamente non serve essere politologi per capire che questo è il campo delle destre, la politica italiana ha definitivamente abdicato alla sua funzione di aggregazione di consenso attorno ad un ideale moderno di società, preferendo adeguarsi alla mera conquista dell&#8217;opinione pubblica per mantenere il potere.<br /> Che il costituendo partito democratico fosse privo di qualsiasi idea di progresso lo si è avvertito già ai tempi dell&#8217;Ulivo di Prodi, quando questi fece di tutto rinnegare qualsiasi vicinanza col partito socialista spagnolo, trovandosi evidentemente più affine ad Aznar, e ancora oggi non hanno deciso dove collocarsi. Le battaglie abbandonate e perse per codardia e calcolo davanti ai temi della laicità, del conflitto d&#8217;interesse, della bioetica e della libertà d&#8217;informazione evidentemente non hanno insegnato nulla agli strateghi del PD e sopratutto a Soru che adesso vorrebbe creare una task force per rianimare il partito che lo ha ridicolizzato, probabilmente trova gratificante strangolarsi con le proprie mani.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Omar Onnis</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/26/habeas-porcus/comment-page-1/#comment-654</link> <dc:creator>Omar Onnis</dc:creator> <pubDate>Thu, 26 Mar 2009 11:16:01 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=771#comment-654</guid> <description>Caro Giovanni Dettori, non ci conosciamo e per questo, se possibile, cercherò di essere ancor più rispettoso del solito. Il tuo (uso il &quot;tu&quot;, spero non ti offenda) è uno sfogo dolente e amaro, certamente frutto di profonda delusione. Ma, consentimi, non ne condivido né il tono, né il contenuto. Mi sembra troppo in linea con quell&#039;atteggiamento lamentoso e recriminatorio che tu stesso condanni. Per di più, un po&#039; fuori tempo massimo. Si è già parlato, e a lungo, di tutto ciò (Soru o non Soru, il male minore, i cattivi berlusconidi, i sardi imbelli, ecc.): forse nel nostro hic et nunc sarebbe il caso di passare a qualche proposta costruttiva, ad un salto nell’elaborazione teorica, ad una prospettiva di azione politica. A me sembra di intravedere nelle tue parole un atteggiamento abbastanza ricorrente nei &quot;sardi-di fuori” (lo sono anch’io), dovuto a una distanza (e a una presa di distanza) che, se salvano dai contorcimenti retorici giustificazionisti cui noi sardi troppo spesso incliniamo, a volte però fanno perdere di vista la complessità dei processi in corso e la loro reale consistenza nella media e lunga durata. Come ho già avuto modo di dichiarare e di argomentare, la sconfitta di Soru alle ultime elezioni non ha tutta la portata epocale e drammatica che i suoi seguaci e coloro che lo consideravano (lo considerano?) la sola speranza della Sardegna si ostinano a intravedervi. La situazione è più complessa e di più ampia portata di così. E prescinde in buona misura sia da Soru, sia da Berlusconi e dai suoi ascari. Ma troverai questi temi meglio affrontati &lt;a href=&quot;http://www.coronadelogu.com/2009/02/25/linsostenibile-leggerezza-del-non-essere/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; Sul punto specifico dell’indipendentismo, poi, posso serenamente smentirti: non siamo al livello che tu ci attribuisci. Forse una maggiore frequentazione col dibattito politico sardo (non quello dei media mainstream, ovviamente) ti avrebbe offerto una conoscenza più articolata e approfondita delle riflessioni in corso. E forse ti avrebbe anche dato qualche motivo di speranza. Ma anche in questo caso, ti rimando a &lt;a href=&quot;http://www.coronadelogu.com/2009/03/08/indipendenza-orizzonte-logico/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;questa discussione&lt;/a&gt;.Insomma, il tempo dei lamenti, delle auto-commiserazioni, del fatalismo rassegnato, è andato, finito. Non ce lo possiamo più permettere. Chiunque abbia a cuore le sorti della nostra terra e di chi ci vive ha il preciso dovere di darsi da fare, ognuno nelle proprie possibilità, per cambiare le cose. Non è affatto vero che niente si muove, che al di là dei modisti “di moda”, dei festival musicali o letterari e delle veline di stagione non ci sia niente altro. Ma bisogna dedicarcisi, bisogna spendersi, parlare, cercare gli interlocutori. Le intelligenze “convergenti” in Sardegna non mancano e il luogo comune dei “pocos, locos y malunidos” (maledetto il vescovo di Alighera quando pronunciò, se la pronunciò, questa sentenza!) dobbiamo infrangerlo, non continuare a evocarlo.Visto che esiste questo spazio di condivisione e di elaborazione, approfittiamone, dunque. Già questo è qualcosa.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giovanni Dettori, non ci conosciamo e per questo, se possibile, cercherò di essere ancor più rispettoso del solito.<br /> Il tuo (uso il &#8220;tu&#8221;, spero non ti offenda) è uno sfogo dolente e amaro, certamente frutto di profonda delusione. Ma, consentimi, non ne condivido né il tono, né il contenuto. Mi sembra troppo in linea con quell&#8217;atteggiamento lamentoso e recriminatorio che tu stesso condanni. Per di più, un po&#8217; fuori tempo massimo.<br /> Si è già parlato, e a lungo, di tutto ciò (Soru o non Soru, il male minore, i cattivi berlusconidi, i sardi imbelli, ecc.): forse nel nostro hic et nunc sarebbe il caso di passare a qualche proposta costruttiva, ad un salto nell’elaborazione teorica, ad una prospettiva di azione politica.<br /> A me sembra di intravedere nelle tue parole un atteggiamento abbastanza ricorrente nei &#8220;sardi-di fuori” (lo sono anch’io), dovuto a una distanza (e a una presa di distanza) che, se salvano dai contorcimenti retorici giustificazionisti cui noi sardi troppo spesso incliniamo, a volte però fanno perdere di vista la complessità dei processi in corso e la loro reale consistenza nella media e lunga durata.<br /> Come ho già avuto modo di dichiarare e di argomentare, la sconfitta di Soru alle ultime elezioni non ha tutta la portata epocale e drammatica che i suoi seguaci e coloro che lo consideravano (lo considerano?) la sola speranza della Sardegna si ostinano a intravedervi. La situazione è più complessa e di più ampia portata di così. E prescinde in buona misura sia da Soru, sia da Berlusconi e dai suoi ascari. Ma troverai questi temi meglio affrontati <a href="http://www.coronadelogu.com/2009/02/25/linsostenibile-leggerezza-del-non-essere/" rel="nofollow">qui</a><br /> Sul punto specifico dell’indipendentismo, poi, posso serenamente smentirti: non siamo al livello che tu ci attribuisci. Forse una maggiore frequentazione col dibattito politico sardo (non quello dei media mainstream, ovviamente) ti avrebbe offerto una conoscenza più articolata e approfondita delle riflessioni in corso. E forse ti avrebbe anche dato qualche motivo di speranza.<br /> Ma anche in questo caso, ti rimando a <a href="http://www.coronadelogu.com/2009/03/08/indipendenza-orizzonte-logico/" rel="nofollow">questa discussione</a>.</p><p>Insomma, il tempo dei lamenti, delle auto-commiserazioni, del fatalismo rassegnato, è andato, finito. Non ce lo possiamo più permettere. Chiunque abbia a cuore le sorti della nostra terra e di chi ci vive ha il preciso dovere di darsi da fare, ognuno nelle proprie possibilità, per cambiare le cose.<br /> Non è affatto vero che niente si muove, che al di là dei modisti “di moda”, dei festival musicali o letterari e delle veline di stagione non ci sia niente altro. Ma bisogna dedicarcisi, bisogna spendersi, parlare, cercare gli interlocutori. Le intelligenze “convergenti” in Sardegna non mancano e il luogo comune dei “pocos, locos y malunidos” (maledetto il vescovo di Alighera quando pronunciò, se la pronunciò, questa sentenza!) dobbiamo infrangerlo, non continuare a evocarlo.</p><p>Visto che esiste questo spazio di condivisione e di elaborazione, approfittiamone, dunque. Già questo è qualcosa.</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
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