giu 16 2009

Mondo tondo

Giuanne Masala @ 18:54

Ennio Porrino

Dopo 50 anni riaffiora la memoria del maggiore compositore sardo di tutti i tempi, cancellato dalla storia della musica per motivi misteriosi. Se oggi chiedessimo a un giovane studente delle università o dei conservatori sardi chi è Ennio Porrino ci risponderebbe che conosce la Piazza Porrino a Cagliari, di fronte al Conservatorio, ma non saprebbe aggiungere altro. Se ne ricorda invece una ballerina cagliaritana, oggi sessantenne, che nel 1960 fece parte del cast della grande opera lirica di Ennio Porrino I Shardana, Assunta Pittaluga. In occasione del cinquantenario della morte di Ennio Porrino (1959), il balletto Mondo tondo, soggetto e musica di Ennio Porrino, coreografia di Assunta Pittaluga, aprirà il 18 giugno (ore 20.30) nell’AUDITORIUM DEL CONSERVATORIO DI MUSICA DI CAGLIARI (Piazza Ennio Porrino 1) il saggio della scuola di danza «Assunta Pittaluga».

Nato a Cagliari nel 1910 e morto improvvisamente a Roma nel 1959 a soli quarantanove anni, Ennio Porrino rappresenta indubbiamente una figura di primissimo piano nel mondo componistico del nostro paese e sicuramente la più grande della Sardegna. Ancora ventenne si afferma con la lirica Traccas (su versi di Sebastiano Satta) nel concorso nazionale La Bella Canzone Italiana. Segue una strepitosa carriera il cui apice è sicuramente costituito dalla prima rappresentazione assoluta de I Shardana al Teatro San Carlo di Napoli; la sua morte improvvisa è di circa sette mesi più tardi. È sintomatico constatare come il legame con la Sardegna apra e chiuda quindi la sua vita, terrena e musicale. L’autorevole enciclopedia musicale tedesca Die Musik in Geschichte und Gegenwart riporta che «la grande opera I Shardana fu accolta dalla critica come “la più importante opera lirica composta in Italia in questo dopoguerra”». Ed effettivamente, all’indomani della rappresentazione sancarliana del 21 marzo 1959 le critiche sono eccezionalmente positive. Sia riviste specializzate che quotidiani attribuiscono a I Shardana tanti meriti e uno soprattutto unanime: la capacità dell’artista di coniugare magistralmente l’antica e gloriosa storia sarda con la musica classica moderna, attingendo nel contempo alla musica tradizionale dell’isola mediterranea. Il 18 marzo del 1960 I Shardana verrà rappresentata, in occasione della commemorazione del compositore, al Teatro Massimo di Cagliari, e riscuoterà anche nella capitale sarda un grandissimo successo. Dopo, il silenzio… (G. Masala, «La vittoria dei… Shardana», in: E. Porrino, I Shardana. Dramma musicale in tre atti, Nördlingen 2006).

Da uno scritto (inedito) di Felix Karlinger sul balletto Mondo Tondo «Al contrario di Prosèrpina e Altair, Mondo tondo non possiede un’azione continua ma è costituita da una serie di danze provenienti da tutto il mondo. Di queste unicamente Lo spirito della danza conferisce a questa serie di danze una cornice riconoscibile. Ci troviamo di fronte a una suite moderna molto complessa. Accanto a moderne armonie e ritmi vivaci e ricchi di dissonanze troviamo motivi esotici; accanto a tipologie di danze ispirate alla storia del balletto (tuttavia non di stampo musicale neoclassico) e all’ambito della tradizione del ballo popolare trovano spazio scene pantomimiche. Porrino ama mettere di fronte momenti contrastanti l’uno con l’altro, e in questo suo percorso egli esplora il mondo. Mondo tondo è come un resoconto di viaggio: l’elemento sorprendente nello sfogliare le pagine attira l’interesse dello spettatore ed evita qualsiasi affaticamento. Le scene cambiano aspetto rapidamente assieme a immagini e impressioni. Solo in Italia, in patria, il compositore, anche autore della coreografia, si sofferma più a lungo: dall’ambito della suite egli cede il passo a una scena lirica sostenuta da folclorismi e piena di sentimento. A Roma il balletto è stato rappresentato in diverse occasioni, anche nel 1955, e ultimamente nel 1960 in occasione della chiusura solenne degli ultimi giochi olimpici sulla terrazza del Pincio. E merita pienamente l’elogio certificato dalla stampa romana: “fra i migliori balletti del repertorio del nostro massimo teatro”».


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  • Oggi ho sentito casualmente un intervista radiofonica alle discendenti di Porrino, di cui, non essendo un cultore del genere non conosco l'opera, le gentili signore hanno liquidato lo zelo fascista del loro congiunto come una normale consuetudine dell'epoca.
    Ma cari amici, sostenere il fascismo per conformismo è una colpa gravissima specialmente per chi, dotato di talento e intelligenza, non poteva non conoscere le atrocità di quel regime e addirittura se ne fece fervido cantore.
    L'oblio per il maestro Porrino è pertanto la giusta ricompensa per il suo tristissimo passaggio terreno, il suo inno del volontario, per quanto musica sublime, per dirla alla moda del poeta Murenu, continueremo ad usarla come tartaro emetico.
  • giuannemasala
    Caro Angelo, anzi cari Angeli, Porrino è autore, come tu sai da altri miei interventi in altri siti (vedi il forum di irs), di centinaia di composizioni e le sue musiche sono state eseguite in tutto il mondo, anche dopo la sua morte, migliaia di volte, e quindi l'oblio c'è stato ma solo in parte; e, a parte la marcetta l'inno dei volontari (di per sé musicalmente senza importanza), che fra l'altro a salò, secondo i reduci non è mai stata né eseguita né cantata, Porrino, anche se "fascista" (come altri milioni di italiani) non ha mai composto musica "fascista". E se, egregio prof. Pinna, Lei ascoltasse più spesso I Shardana di Porrino e soprattutto ne leggesse con attenzione il libretto d'opera, si accorgerebbe che nell'opera vi è molto meno "ossequio all'italico e romano spirito del suo tempo" di quanto Lei creda. Inoltre sarebbe ora di parlare e di scrivere di Porrino musicista perché del Porrino fascista si è scritto probabilmente troppo. È necessario, come dice lo stesso Porrino, separare la politica dall'Arte, ma per farlo è necessario essere preparati. Il fatto stesso che un grande estimatore di Porrino, il musicologo tedesco Felix Karlinger, fosse un convinto antinazista, dimostra che abbiamo ancora tanto da imparare.

    Per approfondimenti vi consiglio queste letture:
    E. Porrino, I Shardana, Stoccarda 2009
    F. Karlinger/G. Masala, Omaggio a Ennio Porrino, Stoccarda 2009
    E. Porrino, L'organo di bambù & Esculapio al neon, Stoccarda 2009

    Cordiali saluti, Giovanni Masala
  • angeloabis
    Siete sicuri che Porrino sia stato cancellato dalla storia della musica per motivi misteriosi ? o questo ha a che vedere con l'impegno civile e politico dell'artista. Porrino. Porrino fu fascista convinto:proclamato "littore" della musica nel 1935, ebbe numerosi incontri con Mussolini che in una intervista dichiarò: "I giovani musicisti Petrassi e porrino mi stanno nel cuore". Porrino dopo l'otto settembre aderi alla Repubblica Sociale Italiana.Tralascio per brevità l' impegno politico dell'artista in quel periodo per soffermarmi sull'attività musicale. A Salò Porrino musico ben otto films della neocostituita cinematografia "repubblichina" e oltre a varie composizioni rappresentate alla Scala nel 1944-45, musicò "L'inno del Volontario", che, come promesso dal sottosegretario di Mussolini Francesco Maria Barracu, sarebbe diventato l'inno ufficiale della RSI. Nel dopo guerra fu epurato dal maestro Renato Fasano, noto perchè in quel di Cagliari dirigeva i concerti con la camicia nera. Quando morì, a Roma, tra coloro che portavano a spalla ll feretro, c'era Giogio Almirante.Ecco a mio avviso "i motivi misteriosi" per cui ufficialmente siè sempre taciuto del grande musicista sardo.

    Distinti Saluti
    Angelo Abis
  • Sardigna Liberation Front
    Concordo con te Angelo. Ho letto il tuo articolo sull'unione e anche il tuo libro. Bravo.

    Porrino e la sua opera più nota "i Shardana" sono anche un esempio perfetto delle forzature imposte all'arte dallo spirito contemporaneo del proprio tempo...

    Se l'arte (come la storia) assumono sempre logiche imposte che travalicano l'autore o i protagonisti, nel caso specifico invece credo coincidano, volontà e interretazione coincidono.

    Il mito "guerriero" dei sardi antichi viene mutuato da Porrino per gli scopi evidenti di ossequio all'italico e romano spirito del suo tempo,

    Credo giusto quindi che si ristabilisca la misura che divide gli artisti o gli intellettuali e le loro opere, degne del massimo rispetto, nei confronti delle scelte e delle azioni degli stessi (visti solo come poveri uomini del proprio tempo).
    Azioni che purtroppo si rivelano spesso meno degne...
  • angeloabis
    Caro amico,
    ti invio l'inno del volontario composto da Ennio Prrino nel 1944. Detto inno su indicazione di Barracu doveva essere l'inno ufficiale della RSI.
    Un cordiale saluto
    Angelo Abis
  • angeloabis
    ----- Messaggio originale -----
    Da: Disqus <>
    A: abisangelo@yahoo.it
    Inviato: Martedì 22 settembre 2009, 22:11:58
    Oggetto: [coronadelogu] Re: Mondo tondo

    sardignaliberationfront wrote, in response to angeloabis:

    Concordo con te Angelo. Ho letto il tuo articolo sull'unione e anche il tuo libro. Bravo.

    Porrino e la sua opera più nota "i Shardana" sono anche un esempio perfetto delle forzature imposte all'arte dallo spirito contemporaneo del proprio tempo...

    Se l'arte (come la storia) assumono sempre logiche imposte che travalicano l'autore o i protagonisti, nel caso specifico invece credo coincidano, volontà e interretazione coincidono.

    Il mito  "guerriero" dei sardi antichi viene mutuato da Porrino per gli scopi evidenti di ossequio all'italico e romano spirito del suo tempo,

    Credo giusto quindi che si ristabilisca la misura che divide gli artisti o gli intellettuali e le loro opere, degne del massimo rispetto, nei confronti delle scelte e delle azioni degli stessi (visti solo come poveri uomini del proprio tempo).
    Azioni che purtroppo si rivelano spesso meno degne...


    Egregio prof. Pinna,

    la ringrazio per  il "bravo" che lei elargisce al mio articolo e al mio libro e ancora di più la ringrazio per " l'Angelo" e il "tu" che usa nei miei confronti e che non oso ricambiare perchè da vecchio sardo rispetto la gerarchia che deve esistere tra chi più sa e chi meno sa.Le confesso che prima di ricevere la sua gradita e-mail, nella mia crassa ignoranza, ignoravo del tutto le sue eccellenti attività culturali e la competenza con cui affronta tante problematiche della nostra Isola.Ho dovuto fare un corso accelerato di  apprendimento consultando il sito "coronadelogu" e altri che trattano delle sue attività. Concordo in pieno sulle valutazioni che lei fa sul rapporto tra cultura e arte in Porrino, E, in proposito, perchè non traduce queste sue essenziali osservazioni in qualcosa di più corposo non dico a livello di saggio, ma perlomeno con un articolo. Penso che darebbe un grande contributo alla comprensione di tante composizioni del
    maestro. Per concludere : conosce " L'Inno del Volontario" ? se si qual'è il suo giudizio tecnico? Io l'ho sentito e sono anche in possesso di copia dello spartito. L'ho trovato eccellente, ma , a parte il fatto che non mastico molto di musica, forse sono influenzato dal mio bagaglio "culturale" e dal mio amore per Porrino.
    Cordiali saluti

    Angelo Abis
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