lug 14 2009

Sciopero e libertà d’informazione

Manuel @ 8:28

In Italia, una politica “vecchia” vuole impedire la libertà d’informazione attraverso giornali, siti internet e blog.
Mi piacerebbe poter scrivere che CoronaDeLogu.com aderisce alla giornata per la libertà d’informazione ma non ne sono sicuro e non ne sono voce collettiva.

Personalmente concordo con l’opione espressa da Attivissimo e con questo post di Michela Murgia in merito. Perché uno sciopero in più o un Berlusconi in meno non sono sufficienti, però sono un inizio…


“Rumoroso silenzio” in Internet e sit in con bavaglio in piazza Navona a Roma (ore 19)

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Il 14 luglio, una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l’informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

Oggi dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.

L’iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

Hanno aderito all’iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.

Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).

Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.

Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.

Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.

Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna
Guido Scorza


Condividi questo articolo:

  • Add to favorites
  • email
  • Print
  • PDF
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • MySpace
  • Technorati
  • Wikio IT
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Upnews
  • Yahoo! Bookmarks

Post correlati

  • giorgiomelis
    Mentre diventiamo definitivamente un Paese a delinquere col condono criminale e tutto il resto, il “fedele” (a se stesso, oltre ogni limite) Michele Santoro, oggi (ri)porta Patty D’Addario ad Annozero: per la gioia della destra che può scatenarsi, procurando sconcerto emetico nell’altro campo. Ma si rende conto del danno enorme che procura alla protesta di sabato per la libertà d’informazione, degli argomenti che offre a Berlusconi&company per screditarla preventivamente, come aveva già iniziato a fare? Dentro una battaglia generale, cruciale, campale e letale, può ancora esserci posto per un’ossessione personale estrema, da forzato dell’eccesso, che a questo punto sgomenta anche chi ha il massimo disprezzo per le oscenità sessuali di Berlusconi ed ha apprezzato la prima puntata di Santoro? Sì, continuiamo a farci del male. Aiutiamo certa destra a spingerci ancora più a fondo il sasso in bocca con le esagerazioni ripetitive e controproducenti di alcuni. Anche a ridicolizzarci con l’outing di Di Pietro sulla sua prostata rimossa ma sempre virilizzante: sulle orme dei Cavaliere. Caro Lerner, magnifica e folgorante la tua analisi sull’intoccabile Ricci. Come quella di Vendola sulla regressione delle donne dalle storiche lotte di emancipazione a una nuova, umiliante subalternità tette-culo. Però, se Santoro si-ci tafazza tutti con la D’Addario offuscando la protesta nazionale, se Di Pietro si arRICCIa, disvelandosi (non richiesto e non gradito) vincente utilizzatore sessuale post-tumorale, che speranze ci restano? giorgio melis
  • Nonostante gli sforzi dei piccoli e grandi tiranni, più o meno democraticamente eletti, bloccare la libertà di espressione è impossibile, non esiste uomo più forte e intelligente di chi sente il desiderio di esprimere le propie opinioni.
    Troveremo sicuramente il modo per ingannare queste leggi.
    Lo spunto me lo offre l'Unione Sarda, foglio da sempre tutt'altro che indipendente, che ha deciso di pubblicare i Quaderni di Gramsci, eppure a quei tempi il giornale era di proprietà di un certo Sorcinelli*, industriale e gerarca fascista avvezzissimo alla corruzione e alla violenza di tutti i generi tanto da provocare grande imbarazzo nello stesso partito fascista.
    Per quanto grottesca l'iniziativa editoriale dell'Unione, ieri come oggi legata agli stessi gruppi di potere reazionari, dimostra come le idee vincano sempre sulla forza bruta.
    Ma anche Ferruccio Sorcinelli ha lasciato eredi, una sua nipote, Alessandra, indovinate un pò, svolge mansioni da velina presso le reti Mediaset, e si vanta pure del nonno editore.

    * Spero di non aver leso il diritto all'oblio.
  • Concordo col post di Michela. Un po' meno con quell'altro, che: a) sopravvaluta la padronanza del medium Rete da parte di chi ci scrive; b) puzza di benaltrismo.
    Rimane il dubbio su cosa sia lecito, opportuno e utile fare per contrastare la deriva mortifera in cui ci sta trascinando la gerontocrazia italica.
    Certo, tacere non sembra esattamente un esempio di "azione di disturbo" efficace, in questo caso...
  • Chiedo scusa per essermi espresso stamattina in un post a nome del sito che poteva essere interpretato come opinione di tutti gli autori che qui scrivono. Ho provveduto a correggere.
blog comments powered by Disqus