ago 09 2009

I Shardana di Porrino alla radio tedesca

Giuanne Masala @ 16:16

Ennio Porrino

Nella trasmissione “Treffpunkt Klassik” della swr2 (una delle maggiori radio tedesche) di mercoledì 12 agosto ore 10.30-12.00 verrà mandata in onda, tra Schubert e Chopin, un’aria molto bella dal primo atto dell’opera di Ennio Porrino I Shardana: “Aria di Nibatta, È sempre guerra e sangue sulle arene….”

Roma, Auditorium del Foro Italico, 24 settembre 1960
Interprete: Oralia Dominguez (Mezzosoprano)
Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Italiana
Direzione: Armando La Rosa Parodi

Può essere ascoltata anche in internet cliccando prima su questo link:

http://www.swr.de/swr2/-/id=7576/nid=7576/did=1586900/pv=mplayer/10idhq8/index.html

e dopo su: Player starten

PRIMO ATTO

La vicenda si svolge in Sardegna all’epoca dei nuraghi. Nell’antichità la Sardegna subì invasioni di razze diverse. Ad una delle più antiche incursioni, in epoca imprecisata, si fa risalire il tentativo di soggiogare l’isola e la cacciata dell’invasore da parte del popolo indigeno. I personaggi sono di carattere forte, austeri e tenaci nella difesa della patria, per la quale tutti sono pronti a qualunque sacrificio. È in uso, presso quei sardi, una cerimonia religiosa davanti alla Fonte Sacra per consacrare i «guerrieri», e a tale cerimonia si assiste nel primo atto per la consacrazione di Torbeno e Orzocco, i due giovani figli del capo Gonnario. Tra le voci inneggianti del popolo si stacca quella di Perdu, il guerriero cantore che invoca la vittoria e affida il popolo alla saggia guida di Gonnario. In contrasto con l’atmosfera festosa con cui tutti si preparano a celebrare il rito guerriero, Nibatta, moglie di Gonnario, tenera e dolente madre, timorosa per la sorte dei suoi figli, rimprovera il suo uomo perché troppo dedito alla guerra anziché alle opere dei campi e della pace. Gonnario mette fine ai lamenti di Nibatta ed ha inizio la cerimonia della consacrazione. Torbeno e Orzocco si inginocchiano. Il Sacerdote inizia, con gesti misteriosi, il rito: avanzano due donne che porgono una focaccia a ciascuno dei consacrandi, che ne prende un boccone. Altre due donne portano del sale e ne spargono una manciata sulle spalle dei due giovani. Il Sacerdote, infine, con una ciotola di legno, attinge l’acqua sacra e l’offre ai due fratelli che, uno dopo l’altro, bevono con religioso atteggiamento. Quindi a Torbeno e a Orzocco vengono consegnati gli elmi, le spade e gli scudi. Inizia la danza nuragica. Il ballo si svolge con espressione seria e attenta, contegno grave e sostenuto, corpi rigidi. Il passo è breve e spesso i piedi strisciano per terra. Suonatori e danzatori si eccitano all’insistenza ossessionante della melodia e del ritmo sempre più accelerato. Una strana mania invade tutti e li spinge verso un’ebbrezza violenta. È una danza religiosa di amore e di guerra. Con la sua nave giunge dal mare Norace di Nora, il capo dei marinai sardi. Rivolgendosi a tutto il popolo ricorda le distruzioni e i lutti subiti per mano dei nemici e chiede agli uomini di seguirlo per vendicare i propri morti. Gonnario assume il controllo supremo delle operazioni di guerra all’interno dell’isola, e Norace il comando delle operazioni in mare. Torbeno, però, e innamorato di Bèrbera Jonia, venuta nell’isola al seguito degli invasori. Scesa la notte, i due si incontrano di nascosto e si amano appassionatamente cercando di dimenticare la loro appartenenza a popoli nemici.

SECONDO ATTO

Il secondo atto è ambientato in uno spiazzo ai piedi di Montalba, la patria di Gonnario, il quale con i suoi uomini stringe d’assedio la città per liberarla dai nemici. Ripensando con nostalgia lontana alla casa, Perdu, il guerriero cantore, si abbandona a un canto malinconico. Anche Torbeno è preso dalla nostalgia; il suo pensiero corre all’amata lontana. Come evocata dal suo desiderio ecco sopraggiungere Bèrbera Jonia. I due amanti sono di nuovo insieme. Gli amanti fuggono insieme verso Montalba ma vengono visti, anche se non riconosciuti dagli uomini di guardia, che danno l’allarme e denunciano il tradimento. Poco dopo durante la battaglia, Gonnario scorge il figlio nelle file nemiche, si scaglia contro di lui e sta per colpirlo con la spada, ma Bèrbera interponendosi lo impedisce. Giunge intanto Norace che ha sconfitto per mare il nemico. Con la vittoria e la denuncia (da parte dello stesso Gonnario) del tradimento si chiude il secondo atto.

TERZO ATTO

Nel terzo atto il popolo condanna il traditore, e questi viene condotto verso il nuraghe per l’esecuzione capitale. Bèrbera tenta di seguire l’amante ma Orzocco la uccide. Segue una scena evocativa: mentre lo sventurato padre invoca la morte per liberarsi dalle pene, le ombre di Torbeno e di Bèrbera chiedono perdono perché la loro colpa è nata solo dall’amore. Nibatta, canta in un ritmo di lugubre ninna-nanna, il suo straziante dolore; infine le voci si fondono in un unico canto funebre. Al grido di Nibatta: l’Universo canti il mio dolore … risponde il coro delle Voci dell’Universo con una dolente Trenodia. Terminato questo quadro, riappare la scena del primo atto. Gonnario, davanti ai dignitari e al suo popolo, affida le insegne del comando a Norace, esortandolo a portarle in pace e in guerra e invita i poeti e il popolo a cantare l’inno di gloria dell’isola resa libera sul mare. Perdu, il guerriero cantore, accoglie l’invito di Gonnario e scioglie un canto d’amore alla sua terra.

Per approfondimenti:
Ennio Porrino, I Shardana: Gli uomini dei nuraghi (dramma musicale in 3 atti), Stoccarda 2007, traduzione tedesca del Booklet bilingue a cura di Helge-Nadja Ansorg. Compact Disc doppio (CD 1, atto I: 48 minuti: CD 2, atto II + III: 62 minuti) + booklet (90 pagine) contenente una biografia del compositore cagliaritano a cura della figlia Stefania, un articolo di Felix Karlinger sull’opera lirica I Shardana e il libretto d’opera (anche in lingua tedesca).


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