set 11 2009

La battaglia di Sanluri

Manuel @ 20:43

Breve storyboard animato (by Ruggero Soru) su un’evento storico-politico della Sardegna, mai apparso nei libri di storia.

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  • kikkedhu
    quando ho raccontato la vera storia della bandiera sarda ad un amico lui mi ha risposto: è come se da un giorno all' altro vieni a sapere che tua madre non è più tua madre.
    ..........si può dispiacere, però almeno lo sai
  • Ho già spiegato che sono in viaggio da giorni e ho pochissimo tempo (e anche voglia, se parliamo in questi termini) per sviscerare la questione. Ma in ogni caso l'elaborazione comune comincia con il rispetto dell'interlocutore, non con insinuazioni, collegamenti maligni e sovrastrutture di pregiudizio. Se basta che qualcuno consigli a un amico un mio libro durante Festa Manna per fare di me un "intellettuale" strumentalizzato da iRS come "simbolo di testimonianza", c'è un problema di pulizia di sguardo che preclude per quanto mi riguarda qualunque voglia di fare sforzi di incontro. Per te è la conseguenza ovvia del presentarsi con toni insinuanti e condiscendenti. O credevi che mi sarei sentita lusingata come interlocutore da frasi come "autrice che trovo sinceramente genuina nella sua appariscenza"?
    Sul tema scriverò quando ho tempo, come sempre e come con tutti. Ma intanto cinque minuti per un vaffanculo al paternalismo si trovano anche in viaggio. Detto in tutta serenità, he.
  • Sardigna Liberation Front
    Michela, la mia risposta a questo tuo ultimo commento sul paternalismo sta proprio sopra (dovrebbe essere invece successiva). Forse ho sbagliato io con il reply o forse la piattaforma fa le bizze... Mi spiace.
  • Purtroppo sono in viaggio da giorni e non ho il tempo per intervenire come vorrei nella discussione, che mi interessa moltissimo. Però una cosa al volo giusto per amore di verità la infilo, nella speranza di poter intervenire più lungamente sul cuore vero e proprio della questione, cioè l'uso strumentale dei simboli.

    Per ora approfitto dei soli cinque minuti di cui dispongo per dire al gentile SardiniaLiberationFront che non ho memoria di una sola presentazione di Accabadora che si sia svolta in un contesto sponsorizzato o anche solo vagamente promosso da iRS. Se lui è a conoscenza di una circostanza simile, e da quello che scrive sembrerebbe di sì, sarei curiosa di sapere quale.
  • Sardigna Liberation Front
    Gentile Michela, non vorrei si fraintendesse il senso delle mie affermazioni.
    Non credo sia un mistero che tu simpatizzi per IRS ed è anche cosa logica secondo me.

    E' un dato noto e pubblico, intervieni spesso sull'argomento, sul tuo blog o nel loro forum, e se non erro anche all'ultima festa manna sei stata abbastanza presente...
    Il tuo libro circolava in tale sede e in altri incontri, insieme a Viaggio in Sardegna e personalmente ti ho visto con la maglietta di Sardinia Is My Nation dei Sikitikis (altro discorso di uso e interscambio dei simboli correlabile forse in qualche modo in quanto analogo al tuo).

    Il tuo facebook è ricco di foto che ti ritraggono con esponenti del movimento IRS, compreso Franciscu Sedda e il ristorante di tua madre ha ospitato anche degli incontri se non erro.

    Quindi anche se non fosse ufficializzata da una presentazione con tutti i crismi la sponsorizzazione relativa tra ambo le parti è assolutamente implicita, ma non c'è niente di male. Perchè dovresti risentirti di quanto affermo?
    Sei una brava scrittrice, conosco e ho letto i tuoi libri. Rappresentano tra l'altro una idea di Sardegna che condivido e condividiamo in molti e mi fa piacere che siano apprezzati e letti anche fuori da questa isola.

    Il senso del mio riferimento ad Accabadora è quindi un paradosso discorsivo..
    Avrebbe potuto trattrasi anche di Viaggio in Sardegna o di qualsiasi altro tuo intervento.
    Questo non toglie che, se un movimento per l'indipendenza come IRS si fossilizza nella ricerca estenuante di questo tipo di consenso (definiamolo appunto di "intellighentzia" in senso non negativo), fermandosi però a quello, come sembra stia facendo ora, e cerca di fare un uso pervasivo delle testimonianze culturali di molti nomi noti, mentre indirizza al resto dei tanti astanti, una raffica di simbolismi mediatici e mediati di cui abbiamo abbondantemente parlato, ecco che allora il tutto diventa fuorviante.

    L'indipendentismo non è solo un percorso culturale.
    E così facendo si corre il rischio di fare solo molte chiacchiere per affiggersi sul petto qualche nuovo distintivo.
  • Scusami la franchezza, FLS, ma non ho simpatia per i paraculi, quindi non farò finta di non aver capito che hai tentato di lanciare la pietra e nascondere la mano dietro l'alibi del "paradosso discorsivo": la frase "seminari culturali e artistici che vedono la partecipazione degli intellettuali "illuminati" alla peppino marci che leggono, rileggono e sponsorizzano [...] "accabadora", NON E' un paradosso discorsivo, ma semplicemente una cazzata.

    Che io sia un attivista di iRS lo sanno anche i sassi, ma tu hai fatto un collegamento tra questo dato pubblico e il mio lavoro di scrittrice, una cosa malevola quanto inconsistente. Giusto per la cronaca: non conosco Peppino Marci, nessuno dei miei libri era presente a Festa Manna e nessun incontro di iRS si è mai svolto nel ristorante di mia madre.

    Qualche pettegolezzo in meno solleverebbe di molto la discussione.
  • Sardigna Liberation Front
    Paternalismo?
    A parte il fatto che se mai io fossi realmente padre per qualcuno gli suggerirei "la mia uccisione" anche a colpi di vaffanculo che a tuo dire sembrano liberatori! Io però non mi reputo padre, figlio o fratello di nessuno.
    Mio fratello forse è figlio unico.

    Ma il rispetto per te era insito nelle cose da me dette.
    Spogliati delle sovrastrutture (travi pagliuzze o quello che credi) e credi solo a quello che ho scritto.
    Oppure leggimi il labiale, baby.

    Se ti dico che sei genuina e appariscente significa solo che: "sei sincera e hai bella o vistosa apparenza".
    Come qualunque dizionario suggerirebbe. E la tua apparenza starebbe nell'apparire (nei luoghi e nelle situazioni culturali) che sono sempre numerosi e spero per te fruttuosi in termini di consenso e popolarità.

    Nient'altro. E' un apparire che se sincero, come nel tuo caso, ritengo necessario e importante forma dell'essere intellettuali in Sardegna o altrove. E' ovvio che però la sostanza dovrebbe stare nei tuoi libri o nelle idee che esprimi.
    E su entrambi mi sembra di averti già detto quello che penso in termini più che positivi.

    Ergo: NON ho mai detto che tu (o IRS) siate strumentalizzati o meno dal risvolto o afflatto nel moto culturale che l'indipendenza sta prendendo. Ho solo detto che si deve esser cauti entrambi.E anche sinceri, intellettuali e movimento.

    Altrimenti si rischia, (rischiate e rischiamo tutti noi Sardi) un altro grande "effetto Soru" in Sardegna, con dichiarazioni di tutta la cultura sarda al fianco di una idea, che dovrà vedersela con i fatti e non solo con i programmi e proclami. Per validi, giusti e onesti che siano.

    Poi io avrei detto "illuminati" tra virgolette nel mio paradosso frainteso, solo in quanto citazione (sulla rete si userebbe così) e con fare assolutamente non ironico.
    Intendevo proprio illuminati (avrei dovuto usare la I maiuscola o potuto dire Confratelli dello Spirito Libero...)
    Ho comunque tentato di porvi evidenza come citazione di un fatto (storico e lontano ma secondo me applicabile anche se può sembrar strano, alla nostra contemporaneità culturale ristretta in Sardegna.
    Forse ho preteso troppo da me stesso o dal luogo dove ho lasciato cadere questa cosa.

    Ma dato che anche Omar mi attacca parlando di "terzismo" a questo proposito, dirò qualcosa di cui ben pochi degli intellettuali sardi oggi parlano, alcuni hanno forse paura a farlo perchè in parte coinvolti in prima persona, altri lo fanno per non infierire su compagni, amici o colleghi.
    E qui spero tu noti che NON sto minimamente dicendo che l'uno o l'altro sarebbe il tuo caso, ovviamente.
    Mi riferisco alla categoria intera, che è fatta di individui singoli e indipendenti, tutti con un forte spessore culturale, eppure spesso si muove come un branco di pesci, quasi una intelligenza collettiva che si auto-orienta in massa e emozionalmente anche per sfuggire ai predatori più grandi.

    Avrei potuto usare gregge di pecore, ma questo presuppone cervelli piccoli (da pecora appunto) oltre che un pastore, un servo-pastore e dei cani-pastore che in questo caso non esistono. Meglio così.

    Insomma, sto parlando di un effetto mediatico e culturale recente, meglio noto come "effetto Soru" sugli intellettuali, che hanno sposato con enfasi delle idee sulla cultura in Sardegna e per i sardi, idee che poi, ALLA PROVA DEI FATTI sono state sicuramente (almeno in parte) disattese da un amministrazione o da persone compreso lo stesso Soru, in cui forse troppi riposero troppe speranze.
    Ovviamente credo che le idee di una vera rinascita della cultura in Sardegna, non saranno mai tanto disattese quanto nei prossimi anni, con il carrozzone di incompetenti e indolenti che il centrodestra vittorioso e arrogante ha portato e sta portando in Regione.

    Amministrazione di destra resa forte e arrogante anche grazie al rifiuto di tanti intellettuali delusi nei confronti dell'effetto Soru di cui sopra, che insieme a ben altri, ben noti e ben peggiori fattori e dissappori hanno comunque decretato la recente sconfitta del centro sinistra.

    Scusate il fuori dai denti, ma ho citato il Peppino Marci non casualmente. Lui forse potrebbe davvero risentirsi per l'ironia e me ne scuso.
    Ma ritengo che i suoi interventi, indiscutibilmente obiettivi e di grande spessore culturale e integrità morale (che nessuno gli nega) così pesantemente critici verso l'operato della giunta Soru sopratutto nell'ambito della cultura, fatti sull'unione sarda nei mesi pre-elettorali /ne ricordo uno dal titolo se non sbaglio "la cultura sarda colpita ora vuole rinascere" abbiano spostato e di molto numerosi voti di intellettuali sardi e non solo i loro.

    Tra i tanti concomittanti fattori "culturali" che hanno portato all'avvento trionfante della destra in Sardegna, porrei purtroppo anche il rifiuto di qualsiasi dialogo/alleanza da parte di IRS e altri movimenti indipendentisti con il centro-sinistra in affanno. Rifiuto che seppure si riconosce come motivato e plausibilissimo in termini di logica e coerenza con le idee di indipendenza, ha regalato purtroppo de-facto questa Isola a chi, statene certi, la sotterrerà (insieme a noi Sardi e alle scorie nucleari).

    Ora. Io non essendo soriano e nemmeno un esponente del PD, però ritornando in OT e in reply a Michela, farei grande tesoro per il futuro di tutti gli errori e delle esperienze sfortunate precedenti. Ecco perchè vi dico cautela.
    E la consiglio ad entrambi. La sincerità e l'efficacia delle idee, sia di IRS che di tutti gli intellettuali che ne sposeranno la causa, sarà misurata (come dice giustamente Omar) nei fatti e nelle AZIONI future di entrambi.
    Che sono certo saranno molte e andranno molto oltre le troppe parole e bandiere e canzoni di questi ultimi mesi.

    Fino ad allora, permettetemi di restare "terzo" o "quarto" anche se assolutamente vicino a voi.
  • sardinialiberationfront
    Ok, cara Michela, allora se pensi di poter facilmente intravvedere del paraculismo nelle mie parole, devo dirti che probabilmente ti stai comportando in modo altrettanto paraculo anche tu. Perché leggi tra le righe cose non dette.

    Io non ho detto che tu e Peppino Marci avete partecipato INSIEME degli incontri.
    Si trattava di un paradosso riguardo voi intellettuali illuminati che ultimamente abbracciano l'indipendenza e diventano subito dei simboli di testimonianza per Irs. Dicevo che ci vuole cautela e basta. Da parte di entrambi.

    Tutto qui. E Marci potrebbe leggere un tuo libro anche senza di te? Non trovi? Di paradosso trattasi per niente malevolo...
    Così come Io non facevo certo pettegolezzi sul tuo attivismo IRS che è noto come dici.
    Dei tuoi libri, alcuni miei conoscenti e amici li hanno avuti a festa manna, (non so se li abbiano comprati o meno ma comunque sono stati vivamente consigliato da altri amici presenti alla festa.
    E se vengono fatte delle cene a Le Dune, anche se non sono targate espressamente IRS, ci sono comunque molti esponenti del movimento stesso che lo frequentano. Pensa quello che vuoi, se li pensi pettegolezzi, mi dispiace non lo erano per niente.

    Per tutto il resto, che è sicuramente più importante di queste cazzate, non ti sei proprio espressa.
    Ho paura che anche tu guardi solo il dito. Quindi, sollevala tu la discussione se vuoi. Altrimenti buonanotte.
  • Be', SLF, cerchiamo di chiarire un punto almeno.
    Stai insinuando che esistano degli intellettuali (che a te evidentemente non suscitano simpatia, visto che li definisci ironicamente - l'ironia è data dalle virgolette - "illuminati") i quali starebbero abbracciando l'indipendentismo in modo strumentale perché ne possono trarre un qualche vantaggio?
    Non credo proprio che questa cosa possa avere fondamento. Oggi come oggi, se un intellettuale vuole acquisire una posizione comoda e politicamente protetta ha ben altre porte a cui bussare. A destra e a sinistra e comunque nei dintorni di qualche schieramento italiano, non certo presso un movimento indipendentista sardo.
    Che poi, in occasioni pubbliche come una festa di movimento politico o di partito o di parrocchia, si parli di un libro e se ne consigli la lettura, non vedo proprio cosa ci sia di strano o di riprovevole.
    Così come non c'è nulla di strano o di attribuibile a chissà quale complotto nel fatto che certe produzioni artistiche, musicali o anche letterarie trovino un'accoglienza di tipo politico o offrano materiale evocativo e simbolico a pulsioni e istanze politiche. Non possono esserci compartimenti stagni, nel nostro universo umano. Perché siamo bestie sociali e perché ogni nostra idea e azione si alimenta a idee e azioni altrui e ne alimenta a sua volta.
    Dopo di che, sull'etica cui rispondono le prese di posizione degli intellettuali e sulle conseguenze delle medesime, saremo tutti noi, testimoni diretti e, in modo diverso, la storia e i nostri successori, a giudicare.
    Ma certo non possiamo sostenere credibilmente che un intellettuale non debba "sporcarsi le mani" in politica. Perché lo fa comunque, specie se si presenta come assolutamente neutrale, o "terzo" come si dice a proposito di quelli che "né con la mafia né con l'antimafia" (e che di solito sono fiancheggiatori o esponenti diretti della mafia medesima, guarda un po').
    Viva gli intellettuali che si schierano apertamente, specie se il loro schierarsi non è dovuto a conformismo o mero calcolo.
    O vorresti intendere che Michela e qualcun altro si professano indipendentisti perché gli conviene?
  • Perdonami, SLF (uso l'acronimo, così facciamo prima), ma sarebbe proprio cortese da parte tua attenerti al tema di questa discussione, senza tirare in ballo cose, persone e movimenti politici che non c'entrano nulla, se non accidentalmente.
    Se vuoi dire la tua su iRS, il Movimento ha un suo spazio di discussione: iscriviti lì, rispettandone le poche, semplici regole, e dacci dentro. Potrai spiegare per filo e per segno cosa dovrebbe fare o non fare iRS e persino quali simboli adottare. Vedrai che troverai molti interlocutori disposti a dialogare con te.

    Qui però si parlava di tutt'altro, cioè di una creazione artistica che a sua volta fa riferimento ad un avvenimento fondamentale, almeno a livello simbolico, della storia sarda.

    Che la storia dei sardi sia misconosciuta e poco praticata, sia dai sardi medesimi sia fuori dall'Isola, è un semplice dato di fatto che una ricognizione anche superficiale sulla saggistica e sulla manualistica storiografica italiana ed europea basterebbe ad avvalorare. I motivi sono di ordine prettamente politico, questo è vero, ma ciò non significa che sollevare la questione equivalga a propugnare un disegno politico.

    Quanto alle presunte sponsorizzazioni, mi fa specie che chi si nasconde dietro l'anonimato si senta autorizzato a muovere simili rilievi dal forte senso allusivo (e dispregiativo, a dispetto delle forme gentili usate), facendosi un baffo della buona creanza e di quel minimo rispetto sempre dovuto all'interlocutore. È un atteggiamento da troll, o da seminatore di zizzania. Alquanto disdicevole, in ogni caso, e non solo su internet. Nel merito della cosa comunque risponderà Michela, se e quando ne avrà il tempo e la voglia.
  • Sardigna Liberation Front
    Gentile Omar, mi dispiace che il fraintendimento da parte tua delle mie parole sia dietro l'angolo sempre e comunque. Qui e altrove.
    Sembri pronto a considerare azione di trolling o lesa maestà qualsiasi cosa tu ritenga non consona ai tuoi ragionamenti.
    Se sul forum IRS non è ammesso un nickname (prova ne sia il fatto che mi avete sempre bannato finora, qui invece mi pare lo sia.

    C'è chi troverebbe paradossale la vostra chiusura, molto meno la mia richiesta di privacy. Tra l'altro lo spirito del mezzo (la rete internet) che un movimento moderno come il vostro dovrebbe conoscere è sempre stato altamente libertario fin dalle sue origini. Anche se a proposito di chiusure, ultimamente molti razionari del governo italiano propongono soluzioni di controllo del singolo simili. (Vedasi il disegno di legge 733 del pacchetto sicurezza, noto come proposta D'Alia). Nel vostro forum siete dunque perfettamente anticipatori delle nuove tendenze che per me sono i veri troll (o gremlins) di cui aver paura. Sopratutto quando sono bassi e calvi e ci governano.
    Detto questo e tornando al commento per cui mi accusi di fuori tema, mi pare che il post sulla Batalla, riguardante un lavoro che giudico interessante, come quell'animazione, fosse elemento anche simbolico per aprire una discussione sia sulla conoscenza della nostra storia che sul nostro contemporaneo.

    Se avessi letto fino in fondo le cose che ho scritto forse mi risponderesti in tema. Anche se per te sono anonimo come tu lo sei per me (dato che non ti conosco), io ti leggo a fondo e le tue idee per te hanno dignità pari alle mie.

    Se così non è allora tutti gli interventi sotto quel post, sarebbero comunque fuori tema.

    Io non ho offeso nessuno, forse ho il difetto di dire quello che penso, ma non offendo IRS come non offendo te.
    Non vado in guerra contro di voi o nessun altro. Sto semplicemente esprimendo queste considerazioni in quanto normale deduzione a seguito di una osservazione personale dei fatti visibili a tutti.

    Non devi certo condividerle e puoi contestrle una ad una e nel merito se lo ritieni. Io ti ascolterò con cura.

    Ma non hai nessun diritto di tacciare me a priori di seminatore di zizzania o mancanza di rispetto a 360°!
    Se così fosse penso che il moderatore di questo blog non abbia nessun problema a farmi fuori come avete fatto voi... :-)

    Inoltre, ho cercato di spiegare nel precedente commento anche a Michela Murgia cosa intendevo dire. Se lei lo ritiene penso sia perfettamente in grado di rispondermi, come giustamente dici tu.

    Ti saluto.
  • Allora, vediamo di capirci. A me come a chiunque fa piacere discutere nel merito dei temi qui proposti, anche di quelli accessori che si presentano nel corso della discussione. Altrimenti non staremmo qui.
    Dopo di che, si può essere d'accordo oppure no, ma non importa. L'essenziale è rimanere nei limiti del rispetto reciproco e della buona creanza, anche qualora la discussione, come spesso accade, si facesse accesa. Quel che non si può tollerare sono le azioni di disturbo e l'invadenza sabotatoria. E non solo qui, ma in generale su internet, come insegna la netiquette.
    I miei rilievi su questo punto sono dovuti ai modi che tu, SLF, hai scelto per interloquire con i frequentatori di questo sito (e di altri siti). Tutto qui.

    La questione di iRS è un'altra e l'hai ripetutamente tirata in ballo tu. Qui non se ne parlava affatto. Se vuoi possiamo affrontare il discorso, ma secondo me, data la natura dei tuoi commenti e delle tue opinioni, sarebbe meglio proporle nello spazio appositamente creato dal Movimento, che è il suo forum. Per farlo dovrai rispettarne ovviamente le regole di accesso. Trattandosi di uno spazio politico non generalista, ma di un movimento specifico, questa scelta era inevitabile, proprio per premunirsi da eventuali azioni di trollaggio e di spamming. E, contrariamente a quel che pensi, non si tratta di una sclta di chiusura, ma di trasparenza. Chi entra in quello spazio non ha niente da nascondere, e apparire col proprio nome e cognome (e spesso con foto e recapiti) garantisce anche sulla responsabilità di quel che si dice. Chi non ha nulla da temere o non ha intenzione di nuocere, non vedo perché dovrebbe trovarla una prescrizione così ostile. Ti ricordo che tu hai, deliberatamente o meno, violato diverse norme del regolamento di accesso a quel sito: ecco perché sei stato bannato. Non certo per il merito delle tue osservazioni.
    Ma in rete ci sono tanti spazi di discussione più facilmente accessibili, anche dedicati all'indipendentismo, o più ampiamente alla politica in Sardegna. Là potrai esprimerti con tutta libertà al riparo di un nickname.

    Per il resto, nessuno presume qui di avere la verità in tasca. Ma come non l'ho io, non credo che l'abbia nessuno. Le opinioni, come vedi, hanno tutte diritto di citatdinanza, da queste parti.

    Quel che non ho ancora capito è cosa davvero vorresti dirci. Sostieni che i simboli in politica non servono o che non sono efficaci quelli scelti da questo o quel movimento? E in che modo si potrebbe prescindere dalla storia, in un percorso politico qualsiasi e tanto più in un percorso politico indipendentista? A me non sembri ostile al discorso in sé, ma solo un po' disorientato (lo dico col massimo rispetto, senza polemica). Come è inevitabile che sia, del resto, in questo momento storico. Parliamone.

    Circa gli intellettuali poi, direi che non possono essere considerati una sorta di classe omogenea, di casta, cui poter riferire atteggiamenti, tipologie comportamentali o quant'altro in modo uniforme e univoco. Non lo sono nemmeno gli intellettuali sardi. Tuttavia, ne abbiamo già parlato in altre discussioni e a quelle rimando per sviscerare il tema. In ogni caso, mi par del tutto legittimo che un intelelttuale si dedichi anche, nei modi, nei tempi e nelle forme che crede, alla politica. Il che non significa affatto che ci sia un travaso automatico tra la sua opera creativa e i suoi interessi pubblici o civili. Che poiun intellettuale collabori o sia vicino a questo o a quello schieramento o movimento, fa parte della vita. Mi preoccupano molto di più quelli che fanno i "terzi" a oltranza, sotto ogni cielo, senza prendere mai parte a nulla (tranne al proprio tornaconto, spesso). ma chi si dichiara apertamente, compie solo un atto di onestà e trasparenza che bisognerebbe apprezzare. E che non implica comunque la legittimità di alcun giudizio preconfezionato su ciò che produce in campo creativo, artistico, o musicale o narrativo che sia.
  • Sardigna Liberation Front
    Perfetto Omar, non ho nessun problema con te o con IRS quando si riesce a procedere attraverso il normale "scontro" dialettico.
    Per quanto riguarda il tono della discussione ammetto che i miei metodi "bertoldiani" risultino sempre ben poco ortodossi.

    Spero mi scuserai se poi tali metodi risultano forse una via di mezzo tra la stirpe di bertoldi e bertoldini sardi e zappaterra da cui discendo e quel bertold brecht che quando si scrive forse si pensa invano di poter essere.
    Ma porsi traguardi difficili è importante per la crescita di ognuno (e gli indipendentisti lo sanno bene...)

    Quindi sono poco ortodosso ma sono sincero e dico sempre quello che penso a costo di apparire sgradito.
    Ma per quanto riguarda le mie idee sull'indipendenza, se sono sicuramente contestabili, ti assicuro che non sono per niente confuse.
    E se si avrà modo di discuterne de-visu in un futuro remoto potrai rendertene conto anche tu.
    Fino ad allora se vuoi possiamo farlo via mail.

    Tornando alla "netiquette" della rete e sulla rete la conosco abbastanza bene, te lo assicuro, ma se in talune occasioni decido di oppormici avrei le mie ragioni.

    A tale riguardo, proprio stasera ho ricevuto una mail dal vs. Franciscu Pala (moderatore dell'IRS Forum) che mi diceva di qualificarmi non accettando una registrazione con il nickname sardignaliberationfront (che pure è permesso dalla vs. piattaforma), ma solo nome cognome e residenza reali.. Alla quale ho ovviamente risposto come vedi qui sotto:


    Gent.mo Pala.
    Mi dispiace, ma io pur essendo fortemente interessato a conoscere meglio il vostro movimento e pur condividendone, in gran parte gli intenti NON intendo comunicarvi il mio vero nome.

    Lo spazio del forum è ovviamente vostro e potete cancellare il mio utente.

    Però prima di scomparire tengo a dirvi che essendo il vostro forum un luogo di riflessione, su una piattaforma web online aperta e non criptata, anche agli anonimi (seppure solo in visione), ritengo le vostre policy troppo lesive dei diritti individuali alla privacy di chi inserisce commenti . Siamo tutti consci che nessuno di noi ha niente di illegale da nascondere.

    Ma in condizioni di perdita progressiva dei diritti come quelle in cui tutti si vive oggi in Italia, è probabile che quello che ora non sembra reato d'opinione, presto lo diventi e sia perseguibile.

    E in uno stato con un governo unionista e reazionario, l'indipendenza può diventare presto un reato d'opinione perseguibile.
    Sono certo che avrete un centro studi in grado di vedere la recente proposta di legge 733 del pacchetto sicurezza, (nota come proposta D'Alia). Se questo è spunto per un post, mi auguro che lo apriate sul forum anche in mia assenza.

    Perché se così non fosse (in alternativa) forse voi potreste accettare nomi utente sulla pura fiducia, quindi potrei darvelo falso e allora potrebbero esser tutti falsi anche gli altri (e in tal caso vi faccio tanto di capello per il detournement situazionista) oppure come purtroppo immagino siete davvero tutti utenti onesti che accettano di farlo. Seppure si conoscano questi diritti, voi decidete di rinunciarvi di buon grado per la causa comune dell'indipendenza. Liberissimi di farlo ma io non sono d'accordo. E la mia opinione è più diffusa di quanto non si creda.

    Purtroppo il mondo fuori dal vs. forum è diverso.
    E alcuni non immaginano che qualsiasi cosa diranno dentro il vostro forum, oggi in assoluta buona fede, potrà essere usata in futuro anche contro di loro (da parte di avversari politici o chiunque voglia farlo) per la costituzione di database informativi (compresi quelli senza controllo delle forze dell'ordine e di altri apparati segreti deviati di un altro stato (quello italiano).

    In tal caso vorrà dire che (seppure con dispiacere) non interverrò.

    A si biri.
  • La sponsorizzazione è da Michela verso iRS semmai, non il contrario.
    Se c'è del risentimento è perché hai usato l'espressione «Oppure peggio, con seminari culturali e artistici che vedono la partecipazione degli intellettuali "illuminati" alla peppino marci che leggono, rileggono e sponsorizzano la "bandiera dei sardi" o "accabadora"». In un solo colpo hai detto 3 falsità poiché non ci sono stati seminari di intellettuali "illuminati" dove si è riletto o sponsorizzato il suo libro. Il tuo paradosso crolla proprio perché non è iRS che ricerca il tipo di consenso e legittimazione che insinui (intellettuale organico = usabile) ma è proprio il contrario: Michela per sua scelta personale aderisce e si spende per il movimento. Comunque ti risponderà lei ....
  • Sardigna Liberation Front
    Manuel, il senso del mio "oppure peggio" era solo al modo che io reputo fuorviante di veicolare l'indipendenza, non certo al fatto che si possano fare seminari o convegni di IRS in cui intervengano artisti e letterati.

    Quando poi ho parlato di 3 persone, li ho citati come un paradosso del discorso (lo spiego in un commento precedente) quasi come un simbolo tra quelli che (ovviamente per scelta) vi supportano.
    E sono persone oneste che peraltro stimo.

    Quindi se posate un attimo le lance e scendete da cavallo vi rendereste conto che questa non è una Battalla, e io non sono un Aragonese. (Sto dubitando che per alcuni di voi, il mio essere anonimo sia quasi pari)...
    E non ho nemmeno detto che tale modo (l'uso sincero della testimonianza intellettuale e vicina al movimento) sia un modo sbagliato di coinvolgere culturalmente l'uditorio...
    Mi riferivo solo agli effetti a lungo termine. Che non sono produttivi e secondo me sono addirittura controproducenti come spiego lungamente, trattandosi appunto di simboli.

    P.s.
    Detto fra noi non esisterebbero secondo me "intellettuali realmente organici" a nessun movimento o gruppo politico, perchè sarebbero destinati prima o poi a scomparire con esso.
    E solo ' una delle tante classificazioni sbagliate che la storia quella degli altri ci ha imposto.

    Un intellettuale così come chiunque altro, se nel pieno possesso delle proprie facoltà e sopratutto culturalmente onesto, può decidere di sposare un'idea come questa (ovvero l'indipendenza) e portarla avanti fino alla fine, (ovviamente parlo del raggiungimento dell'idea, ma anche se il percorso è lungo, della morte dell'intellettuale)
    Lo fa con il giusto senso critico nei confronti dell'idea stessa, essendo pronto a migliorarne il contesto culturale e a muoversi in sua difesa. E si sposa l'idea dell'indipendenza, per due sole ragioni.

    Per scelta intellettuale sincera, oppure per necessità vitale e istintiva, sentendo appunto tale scelta nel cuore. Alcuni lo fanno per entrambe le due motivazioni insieme.
    Sono felice se molti di quelli che ora vi seguono fanno scelte di questo tipo.

    Gli intellettuali organici di cui parli invece, che poi sono i peggiori esempi, di solito si fermano sempre prima del traguardo, oppure quando trovano un'idea più forte o un movimento migliore.
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