giu 18 2010

Test Invalsi? Prima le priorità …

Test Invalsi? Prima le priorità …
Ieri sono rientrato a casa dopo nove ore di correzione di farraginosi test Invalsi, e con schede per la correzione dei punteggi ancora più complicate, dove le risposte alle domande dovevano essere suddivise in due blocchi differenti, e senza un ordine preciso, dato che le domande del tipo A, B e C, per dire della prova di Italiano, in successione fornivano risposte da inserire, in ordine differente da domanda a domanda, in due blocchi A o B, cui si attribuivano due tipologie di valutazione differente, da 0 a 30 per il blocco A e da 0 a 20 per il blocco B, per un totale di 50 punti da aggiungere ai punti dei due blocchi A e B di Matematica, e la cui somma andava riportata in decimi. Il tutto attraverso una correzione manuale su test con caselle piccolissime, che per una macchina a lettura ottica vanno bene, ma per delle persone che ne devono controllare tra le 20 e le 30 schede per classe, con più di 100 risposte totali, tra Italiano e Matematica, per scheda/alunno, fanno tra le 2000 o 3000 risposte da verificare come giuste, corrette o non valide, e da riportare tutte in schede dove, incolonnate, si arrivava alla somma dei punteggi totali dei blocchi. Quello che forse non si sa, infatti, è che sono i docenti a segnare tutte le caselline delle griglie da inviare al Ministero, attraverso il controllo della correttezza o meno delle risposte degli alunni da fascicoli somministrati al momento della prova, e inoltre, perché, quando piove male, piove sempre sul bagnato, dovendo, sempre gli stessi docenti, riportare i punti trascritti nelle griglie per la correzione ottica, in un’altra griglia per una valutazione interna alle scuole. Un lavoro che in alcune scuole ha tenuto gli insegnanti impegnati anche per dieci ore di seguito, in base al numero degli alunni, alle classi e agli insegnanti a disposizione, per la serie, produciamo manovalanza culturale sempre più burocratizzata e spendiamo milioni per test ridicoli rispetto all’impoverimento della scuola. E perché questo? Continua “Test Invalsi? Prima le priorità …”


giu 11 2010

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Omar Onnis @ 13:19Tag: , , ,

Mentre attendiamo con trepidazione i risultati dei ballottaggi elettorali, non sarà male mettere insieme alcune notizie di questi giorni, per trarne qualche riflessione.

Sappiamo tutti (vero?) che il senato italiano ha licenziato ieri la sua versione di una delle leggi più marcatamente autoritarie e antidemocratiche della storia (breve e fragile) della repubblica italica. Sarà un caso, ma sempre ieri, in un’altra aula istituzionale (sorda e grigia?), quella del consiglio regionale sardo, il presidente della Regione Autonoma Ugo Chi? ha parlato di questioni energetiche e cosette amene collegate alla faccenda, negando che in Sardegna ci sia la mafia (la mafia? non esiste, hanno sempre risposto  in proposito i mafiosi, o i loro complici: constatazione storica, questa, beninteso, non allusione diffamatoria).

Diciamo che oggi come oggi, più per ragioni di potere, che per questioni etiche o politiche, il governo regionale sardo traballa alquanto. In ogni caso, se pure la magistratura italiana riuscirà a venire a capo, nelle sue sedi e con i suoi strumenti, della montagna affaristico-speculativa che da più d’un decennio sta ulteriormente devastando la Sardegna, noi con ogni probabilità non ne sapremo nulla per un pezzo.

D’altra parte, uno dei più importanti processi sul malaffare politico mai tenutisi in Sardegna (quello ribattezzato Ranno-Fideuram), è passato alquanto in sordina, senza che i sardi ci capissero granché. Eppure si tratta della conferma giudiziaria di un certo modo di concepire l’attività istituzionale che è sempre in auge da noi. Uno dei peccati mortali ai quali è stato inchiodato Renato Soru dalla nomenklatura partitica (quella alle cui amorevoli mani si è affidato da sé, per altro) è stato proprio di essersi messo di traverso a tale andazzo. Questo va riconosciuto. Magari per imporre interessi diversi (non giurerei mai sulla totale indifferenza di qualsiasi essere umano alla cose del mondo), chi lo sa. Ma quello è un dato storico che possiamo dare per acquisito, al di là di valutazioni politiche più ampie e articolate.

Per completare il quadro panoramico, ecco una bella sentenza europea (ci mancava, no?). Il complesso turistico di Is Arenas è abusivo. Che sorpresa! Bisognava arrivare tanto in alto (e fuori dai confini della gabbia italica) perché qualcuno lo riconoscesse apertamente e in termini giuridici e istituzionali. Eppure – diciamocelo – la porcata era evidente. Così come erano evidenti le penose o nulle ricadute positive sul territorio di una speculazione promossa e difesa con l’abusato ma sempre efficace argomento della “valorizzazione” e dei posti di lavoro.

Oh Sardigna, custa est s’ora chi ti depes ischidare! Cantavano quelli. Non sarà mai troppo presto.