<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Corona De Logu &#187; Angelo Morittu</title> <atom:link href="http://www.coronadelogu.com/author/angelo-morittu/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.coronadelogu.com</link> <description> </description> <lastBuildDate>Fri, 18 Jun 2010 10:26:49 +0000</lastBuildDate> <generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>Shardainos</title><link>http://www.coronadelogu.com/2010/04/23/shardainos/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2010/04/23/shardainos/#comments</comments> <pubDate>Fri, 23 Apr 2010 13:40:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Fantarcheologia]]></category> <category><![CDATA[Miti]]></category> <category><![CDATA[Popoli del Mare]]></category> <category><![CDATA[Satira]]></category> <category><![CDATA[Shardana]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=1116</guid> <description><![CDATA[Oggi l'epopea Shardana è in pieno delirio espansivo e compulsivo, non più e non solo provetti navigatori e audaci predoni in terraferma ma, come il prezzemolo, presenti in tutte le fasi salienti della Civiltà Umana.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2010/04/poleddu.jpg" rel="external"><img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2010/04/poleddu.jpg" alt="poleddu" width="190" class="alignleft size-full wp-image-1117" /></a><p align="justify">A giudicare dalle loro straordinarie quanto misconosciute imprese gli antichi Shardana sarebbero dunque l&#8217;anello mancante tra l&#8217;Homo Sapiens <em>Tnts</em> e l&#8217;Homo Sapiens Sapiens <em>Shrdn</em> (<em>Puru Omine Sardu Selezionadu Bassu</em>).<br /> Tempo fa conversavo amabilmente con un amico sull&#8217;origine della bandiera sarda dei quattro mori, quando questi, molto sicuro di se, mi informò che già sulla celeberrima stele di Nora era presente il nostro beneamato vessillo moro-crociato. Per quanto fossimo entrambi totalmente ignoranti sulle scritture antiche osservammo per ore la foto della stele ma non riuscimmo a trovare traccia del glorioso stemma, l&#8217;epigrafia non è roba per tonti.<br /> Dopo alcuni mesi tornando sull&#8217;argomento chiarimmo l&#8217;equivoco: non trattavasi della stele di Nora ma di quella di Nola, praticamente sconosciuta ai più, dove un inequivocabile guerriero Shardana sventola una bandiera con croce blu in campo bianco e quattro scarabocchi neri nei cantoni.<br /> Ma chi sono questi Shardana? La prima volta che ne lessi fu sulla “Storia della Sardegna” di tziu Mundeddu Carta-Raspi in termini tutto sommato plausibili sia pur con notevoli interrogativi aperti dallo stesso autore.<span id="more-1116"></span><br /> Oggi l&#8217;epopea Shardana è in pieno delirio espansivo e compulsivo, non più e non solo provetti navigatori e audaci predoni in terraferma ma, come il prezzemolo, presenti in tutte le fasi salienti della Civiltà Umana.<br /> Tutto sembrerebbe iniziare quando Abramo, il papà nobile di tutti gli Ebrei, abbandona la mitica UR capitale sumera in disgrazia, ma in verità non si capisce se i Shardana sono della stessa etnia del vecchio o semplici accompagnatori prezzolati e opportunamente circoncisi. Da allora questi Shardana che, più che popoli di mare, erano barcaioli d&#8217;acqua dolce infestano i mari di mezzo mondo, o meglio di tutto il mondo conosciuto: dalle coste del Libano, in Libia, a Marsiglia e oltre le Colonne d&#8217;Ercole in Gran Bretagna e Scandinavia e finanche in Marocco, Senegal e Zimbabwe.<br /> Ma dove potevano approdare i nostri eroi se non nella Sardegna Felix? All&#8217;inizio, prudentemente, venivano indicati solo come fondatori di alcune fiorentissime città-stato costiere, mentre il resto dell&#8217;isola era popolato dai nuragici costruttori di torri in pietra.<br /> Le recenti acquisizioni, invece, sembrerebbero indicare nei Shardana non solo gli infaticabili costruttori dei nuraghi, ma anche delle “pajare” pugliesi, passando per i grandi templi ebraici, i murazzi di Cnosso fino ad arrivare al Grande Zimbabwe africano. Le loro officine meccaniche forgiavano a ritmi indiavolati armi metalliche di tutti i tipi: asce semplici e doppie, lance, spade, pugnali e comodi coltelli a serramanico, e corna acuminate da avvitare sugli elmi in bronzo massiccio.<br /> Insomma tutta la storia inizia con i Shardana ben conosciuti anche dagli egizi che li assoldano come truppe d&#8217;elite, e come tali naturalmente portate anche a complotti, congiure e colpi di stato.<br /> E fu così, imprevedibilmente, che i nostri terribili guerrieri si offrirono come scorta armata al popolo d&#8217;Israele schiavo in Egitto quando, con Mosè in capo, decise di fuggire alla ricerca della Terra Promessa, questo reparto militare così indomito, sfuggito a terribili cataclismi, un paio di diluvi universali e pure ad un metorite di dimensioni assurde, assistette quindi anche al prodigio della rottura delle acque del Mar Rosso.<br /> Il vagabondaggio sulle dune del Sinai durò quarant&#8217;anni, davvero un brutto contrappasso per un popolo che in mare non perdeva mai la bussola, abituato a menar le mani ridotto alla stretta convivenza con un popolo errante in un perenne recitar di salmi e preghiere. Nel frattempo, in Sardegna,  costruivano nuragoni sempre più grandi, mentre in Grecia fecondavano le fanciulle doriche che partorivano la civiltà greca, in Turchia distruggevano Troia e saccheggiavano immense ricchezze dalle miniere sudafricane, non prima di averle circondate con possenti fortificazioni in pietra per difendersi dagli indigeni di colore.<br /> Nel tempo libero, nemmeno a dirlo, praticavano il loro sport preferito consistente nello straziare moltitudini di esseri umani con orrido sa(r)dismo e grandissime risate sardoniche. I meno abili con le armi scolpivano statue nella tenera roccia del Sinis, tingevano drappi, tessevano il bisso e cantavano stornelli a tenore.<br /> Reduci di guerra e pensionati tenevano costosissimi master di commercio navale e scrittura creativa ai Fenici, popolo mollusco ma assai danaroso.<br /> Non è dato sapere perché, se tutto il mondo è di origine Shardana, la loro eredità sia terminata tutta in Sardegna, dobbiamo esserne fieri e orgogliosi, siamo o no il popolo più costantemente resistente al mondo?</p><p>[*] Nella foto un magnifico esemplare di Shardainu la poderosa cavalcatura Shardana</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=1116" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2010/04/23/shardainos/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>La bonifica del giorno dopo</title><link>http://www.coronadelogu.com/2010/04/01/la-bonifica-del-giorno-dopo/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2010/04/01/la-bonifica-del-giorno-dopo/#comments</comments> <pubDate>Thu, 01 Apr 2010 18:54:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Assistenzialismo]]></category> <category><![CDATA[Industria]]></category> <category><![CDATA[Sindacato]]></category> <category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=1097</guid> <description><![CDATA[ Mentre sfoglio il “Manifesto delle Comunità di Sardegna” di Eliseo Spiga, Francesco Masala e Placido Cherchi, tre grandi filosofi dell&#8217;indipendentismo, non posso fare a meno di riflettere sulle recenti vicissitudini degli operai in lotta per il posto di lavoro e sulla grande manifestazione “unitaria” del 5 febbraio. Il “sindacally correct” consiglierebbe l&#8217;astensione da qualunque forma di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2010/04/portoscuso.r-300x253.jpg" alt="portoscuso.r" width="240" class="alignleft size-medium wp-image-1098" /><p align="justify">Mentre sfoglio il “Manifesto delle Comunità di Sardegna” di Eliseo Spiga, Francesco Masala e Placido Cherchi, tre grandi filosofi dell&#8217;indipendentismo, non posso fare a meno di riflettere sulle recenti vicissitudini degli operai in lotta per il posto di lavoro e sulla grande manifestazione “unitaria” del 5 febbraio.<br /> Il “sindacally correct” consiglierebbe l&#8217;astensione da qualunque forma di critica alle forme di lotta della classe operaia, ma i succitati maestri insegnano che non bisogna aver timore di esprimere idee “eretiche”, anche a costo di rimanere inascoltati e isolati.<br /> Sarà un caso che in prossimità della prossima tornata elettorale si stiano avviando a soluzione alcune annose vertenze sindacali, in particolare ad Ottana e Porto Vesme?  Eppure solo un anno fa abbiamo assistito a simili promesse davanti agli stessi impianti in agonia e puntualmente disattese ad urne chiuse.<br /> <span id="more-1097"></span>Decine di altri esempi ricordano purtroppo che certo sindacalismo sia perfettamente funzionale al mantenimento del sistema clientelare e assistenziale che alimenta da decenni la stessa classe politica cinica e parassitaria.<br /> Non credo che scimmiottare certi reality televisivi su isole tristemente famose possa andare oltre l&#8217;effimera celebrità mediatica dello show, prima o poi dovremo dire sul serio: «basta»!<br /> Per uno strano riflesso condizionato ogni qual volta che un impresa minaccia di smobilitare, subito scatta l&#8217;allarme bonifica, ovvero saltano fuori i dossier che denunciano vecchi e nuovi oltraggi all&#8217;ambiente, salvo rimetterli nel cassetto quando la chiusura viene “rimandata”, è serio tutto ciò?  Ovviamente no, ma è lampante che in tutte le nostre aree industriali esistono gravissimi problemi ambientali, ma la bonifica è argomento tabù davanti all&#8217;urgenza “busta-paga”.<br /> Ma quanto ci costano i sacrifici agli dei del Petrolio, dell&#8217;Alluminio e del Polimero?<br /> Possiamo sostenerli all&#8217;infinito o bisogna ripensare seriamente al nostro futuro, magari rileggendo il testamento di Eliseo Spiga? Il ritorno al lavoro negli stabilimenti di Ottana non cancellerà di certo l&#8217;inquinamento del fiume Tirso, ma sicuramente lo renderà socialmente accettabile, così come accettiamo da decenni le aberranti situazioni di Sarroch, Porto Vesme e Porto Torres, che, lungi dall&#8217;avere seriamente migliorato le condizioni sociali di quelle zone, hanno portato solo enormi profitti ad imprenditori di dubbie capacità e danni irreparabili al nostro territorio.<br /> Eppure sembra che da certi circoli viziosi non possiamo e non vogliamo più liberarci, oggi siamo in condizioni di accettare di tutto, dal Galsi alle centrali nucleari, pur di mantenere attive industrie energivore e totalmente fuori contesto; mentre con i soliti raggiri ci impongono tariffe elettriche altissime frutto di cartelli monopolistici orditi dallo stesso (ex) Ente Elettrico del Governo Italiano.<br /> Non si capisce che vantaggio possa avere la Sardegna dall&#8217;attraversamento di un gasdotto utile solo per l&#8217;Italia e che inizialmente non prevedeva nessuna distribuzione nel suo territorio; sarà questa l&#8217;ennesima opera devastante, una profonda trincea che sbriciolerà qualunque ostacolo incontrato sul suo tragitto e che, come da tradizione italica, verrà realizzato male e ci costerà una montagna di soldi e di danni.<br /> Ma davanti a nuove e fugaci prospettive di lavoro, non sappiamo dire di no, se questa crisi continua alla fine chiederemo a gran voce anche una centrale nucleare.<br /> Pertanto ribadisco l&#8217;accusa ai sindacati di complicità con gli speculatori e con i peggiori politici isolani, la loro miopia ha contribuito ai disastri sociali e ambientali e se non li fermerà qualcuno sono pronti a fare nuovi danni.<br /> Ho ascoltato con grande tristezza, e rabbia, il rappresentante dei lavoratori della miniera di Furtei che  rivendicava il diritto al lavoro di bonifica, senza mostrare nessuna vergogna per lo stupro che lui stesso ha perpetrato a quelle colline per qualche anno di lavoro.<br /> Il poveretto, per nulla pentito, si lamentava dell&#8217;esiguità delle fideiussioni che avrebbero dovuto garantire la rimessa in pristino dei luoghi, del tutto inconsapevole che certi danni sono incalcolabili e insanabili, e come tali, praticabili impunemente solo nelle zone più depresse e corrotte del mondo.<br /> Chiediamoci onestamente se davvero la Sardegna merita un destino così assurdo, come non trovare  veramente inconcepibile che un isola da secoli crocevia di commerci e culture, ricca di mille risorse e con una densità abitativa estremamente favorevole si riduca alla mercé di quattro speculatori.<br /> È mai possibile che la politica ed in particolare la sinistra sarda non trovi il coraggio di ri-orientare il sindacato, adattarlo alla nostra specificità, trovare insieme ad esso nuove prospettive di reddito che non siano quelle promesse e attese dai soliti imprenditori di rapina e/o compensate dagli ammortizzatori sociali, ma, messe insieme finalizzate esclusivamente al mantenimento del potere clientelare e assistenzialista?<br /> Orbene, infine, potrei anche capire l&#8217;orizzonte limitato del sindacalista, dopotutto vive le stesse angosce sussistenziali dell&#8217;operaio, ma la politica non può sdraiarsi sulle false soluzioni del breve e brevissimo periodo, se vuole tornare ad essere credibile ha il compito di trovare soluzioni nuove, solide e ardite, continuare ad accontentarsi del meno peggio del contingente annulla il nostro futuro e porta sicuramente alla conservazione e all&#8217;involuzione del presente.</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=1097" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2010/04/01/la-bonifica-del-giorno-dopo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;indipendenza oltre i miti nazionalistici</title><link>http://www.coronadelogu.com/2010/02/01/lindipendenza-oltre-i-miti-nazionalistici/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2010/02/01/lindipendenza-oltre-i-miti-nazionalistici/#comments</comments> <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 21:07:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[indipendenza]]></category> <category><![CDATA[Miti]]></category> <category><![CDATA[Nazionalismo]]></category> <category><![CDATA[Unità d'Italia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2010/02/01/lindipendenza-oltre-i-miti-nazionalistici/</guid> <description><![CDATA[Il Manifesto Sardo, sito dell&#8217;Associazione LUIGI PINTOR,  affronta e analizza i miti più o meno fasulli della storia sarda, ma in occasione del 150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia è opportuno guardare meglio anche dentro i miti fondanti la nazione italiana. È appassionante il filone di ricerca documentale intrapreso da questo sito sui miti antichi e moderni di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.manifestosardo.org/?p=2462"  rel="external"><img src="http://www.manifestosardo.org/wp-content/uploads/2010/01/nazionalismo.jpg" width="200px" align="left" hspace="8px"></a><a href="http://www.manifestosardo.org"  rel="external">Il Manifesto Sardo</a>, sito dell&#8217;Associazione LUIGI PINTOR,  affronta e analizza i miti più o meno fasulli della storia sarda, ma in occasione del 150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia è opportuno guardare meglio anche dentro i miti fondanti la nazione italiana.</p><p align="justify">È appassionante il filone di ricerca documentale intrapreso da questo sito sui miti antichi e moderni di Sardegna, è uno sforzo che apprezzo e condivido poiché sono convinto che la mitizzazione di uomini ed esperienze del passato in funzione di esaltazione nazionalistica oltre che essere inutile e dannosa, confligge con l’onestà intellettuale e con la libertà di pensiero.</p><p><span id="more-1072"></span></p><p align="justify">Per molti anni ci siamo vergognati delle famigerate “Carte di Arborea” e quella esperienza ancora brucia, ma se contestualizziamo quel fatto nell’epoca risorgimentale e delle nascenti nazioni d’Europa, lungi dal giustificarlo si inserisce perfettamente nelle tendenze intellettuali ottocentesche.<br /> Ogni grande nazione ha attinto al suo patrimonio leggendario e mitologico spesso con faciloneria quando non con cialtroneria, per rimanere in Italia il mito della Roma imperiale è stato riutilizzato grottescamente nella creazione del Regno d’Italia ad opera dei Savoia, ma ormai nessuno ha più proposto di demolire il Vittoriano o cambiare l’Inno Nazionale, solo per citare gli imperituri “monumenti” di quella mistificazione.<br /> Le false Carte d’Arborea unite alla mitizzazione della corte arborense, sono stati un tentativo piuttosto goffo ed innocente di riacquistare una dignità nazionale svilita e corrotta dai lunghi secoli della dominazione spagnola e piemontese, operazione sicuramente più ingenua rispetto al ricorrente e frusto mito di Atlantis che invece possiede connotati esclusivamente commerciali. Chi ha vissuto con orrore l’esaltazione nazionalistica italiana culminata con l’epopea coloniale e sfociata poi nel fascismo e nelle leggi razziali prova un ovvio rigetto per ogni, sia pur larvata, istanza nazionalistica a base etnica.</p><p align="justify">Tale in un certo senso è stato anche il “Sardismo”, una strana ed equivoca forma dicotomica di esaltazione-depressione razziale dove il grande valore di lealtà guerresca dei sardi si sottometteva ad un’ altra nazione riconoscendogli maggiore civiltà e potenza, fino a pretendere l’ammissione della loro “piccola nazione”, fallita nonché abortiva, come compensazione del sangue versato nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. Di quella tragica esperienza purtroppo ci rimane appioppato il vessillo dei Quattro Mori, che come noto altro non è che la bandiera di guerra di quei reggimenti e prima ancora delle casate estere regnanti in Sardegna.</p><p align="justify">Conseguentemente anche la rinnovata ventata indipendentista in Sardegna viene vista con diffidenza e perplessità, non solo da chi viene da fuori, come ha fatto lo scrittore <a href="http://www.manifestosardo.org/wp-content/uploads/2010/02/Ferracuti_IRS1.pdf"  rel="external">Angelo Ferracuti in un articolo</a> piuttosto confusionario apparso il 9 gennaio 2010 sul Manifesto , ma anche dalla stragrande maggioranza dei sardi.<br /> Eppure basterebbe poco per capire che le istanze di liberazione o di indipendenza non sempre e non necessariamente devono appoggiarsi al becero nazionalismo che abbiamo finora conosciuto, nello specifico i sardi dovranno convincersi, e quale migliore occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che loro sono “Nazione vera” senza se e senza ma e magari senza bisogno di esaltarsi per improbabili età dell’oro. Sarà quindi nell’avvicinarci al 2011 che assisteremo alla celebrazione dei fasti nazionalistici italiani, verranno infiocchettati i Savoia e Garibaldi, le Forze Armate e la Protezione Civile, la Nazionale e la Ferrari, la cucina  e la moda Made in Italy, passando per i moderni Padri della Repubblica: Andreotti, Craxi e Berlusconi, ma anche il fascismo e il passato coloniale ci verranno elaborati e serviti in formulazioni moralmente accettabili, poiché ci racconteranno che bisogna pur sempre “contestualizzare”, d’altronde siamo o no: “Italiani Brava Gente”?<br /> In quanto a falsi miti, la nostra “Grande” Patria adottiva e non a caso “Terra d’Inventori”, non la batte nessuno, e forse scopriremo allora che il nazionalismo è quella stupida e vacua forma di esaltazione umana che porta ad escludere quanti non dimostrino di appartenere etnicamente e sociologicamente ad una ben determinata comunità.<br /> Ergo l’indipendenza della Sardegna non è un mito svanito ed effimero come magari certi suoi “eroi”, tutti gli abitanti, sardi e non sardi, hanno il diritto di disporre del proprio destino senza più dipendere dalla mitica, ma sempre più lontana e corrotta, “Caput Mundi”.<br /> Mi premuro quindi di tranquillizzare quanti si preoccupano dei nazionalismi veri e di facciata che in Sardegna possiamo e dobbiamo aspirare ad una forma di indipendenza dall’Italia pulita da ogni forma di nazionalismo, in modo inclusivo e non escludente; è una scommessa importante e inedita, che specialmente chi ha un background laico, libertario e di sinistra non può non apprezzare.</p><p><a href="http://www.manifestosardo.org" rel="external"><img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/manifestosardo.jpg"></a></p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=1072" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2010/02/01/lindipendenza-oltre-i-miti-nazionalistici/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Letargo di classe</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/12/02/letargo-di-classe/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/12/02/letargo-di-classe/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 Dec 2009 10:05:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[intellettuali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=1002</guid> <description><![CDATA[ Prendendo spunto dalla malcelata delusione di alcuni utenti sulla scarsa partecipazione dei migliori intellettuali sardi sulle pagine di coronadelogu.com, sinceramente non credo sia un gran problema, ossia i siti di discussione possono nascere o morire come qualsiasi altra iniziativa umana, oggi, che vanno per la maggiore facebook e altri social network, i blog e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/12/riccio-in-letargo.jpg" alt="riccio in letargo" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-1003" /> Prendendo spunto dalla malcelata delusione di alcuni utenti sulla scarsa partecipazione dei migliori intellettuali sardi sulle pagine di coronadelogu.com, sinceramente non credo sia un gran problema, ossia i siti di discussione possono nascere o morire come qualsiasi altra iniziativa umana, oggi, che vanno per la maggiore facebook e altri social network, i blog e i forum hanno generalmente perduto parecchio appeal.<br /> Voglio pensare che molti di coloro che sembravano inizialmente interessati ad un nuovo spazio assolutamente libero, indipendente e non moderato, poi, non abbiamo potuto usarlo per scarsa o nulla dimestichezza col mezzo oppure perché troppo impegnati nella produzione e nella promozione dei propri lavori; ad ogni modo la loro diserzione internettara non è in nessun caso preoccupante e tanto meno condannabile.<span id="more-1002"></span><br /> Tuttavia il problema esiste, eccome, se osserviamo come in tempi di totale sbando economico e sociale della società sarda la sua “intelligenza” sia totalmente assente dal dibattito pubblico “tradizionale”, giusto per non usare il termine tanto fico “mainstream”, chiarisco che per intelligenza sarda non voglio intendere l&#8217;accezione etnica ma più estensivamente comprendere tutti coloro che hanno avuto o hanno a che fare con la Sardegna in campo artistico o letterario e che dovrebbero avere un minimo di interesse sociale e civile verso questo territorio.</p><p>Ebbene dove sono costoro? Cosa fanno? Perché non sentono un minimo di responsabilità sociale che il loro ruolo imporrebbe? Addirittura anche le grandi imprese (evidentemente non italiane) oggi si sentono in dovere di riscoprire il senso sociale del loro esistere, perché mai quella classe intelligente che solo qualche mese fa sembrava coagularsi attorno all&#8217;ex-presidente Soru in via di dipartita, oggi non ha più nulla da offrire se non qualche nuovo prodotto in vendita? Può bastare? Certo che no!</p><p>Eppure dovrebbe essere naturale per chi non considera il proprio territorio-habitat un mero piano calpestabile, ovvero non stare al mondo solo perché c&#8217;è posto come diciamo in vernacolo, impegnarsi per mantenerlo il più vivo, ospitale e bello possibile.<br /> Faccio un nome per tutti, sperando di non offendere l&#8217;interessato che apprezzo tanto sul piano artistico, ma, che fine ha fatto Paolo Fresu? Venne nominato coordinatore da Veltroni per dare un segnale di rinnovamento alla classe politica e civile sarda, puntando evidentemente sul prestigio del personaggio sardo più famoso e conosciuto al mondo, secondo solo ad Antonio Gramsci.<br /> Dunque non mi pare di ricordare una sola dichiarazione politica in seguito a quella nomina che non fosse di generico appoggio al partito democratico, pur non essendo un fan del PD credo che da quella nomina tutti i sardi, non solo i piddini, si aspettassero qualcosa di più della semplice comparsata.</p><p>Ovviamente non c&#8217;è il solo Fresu, anzi se il letargo riguardasse una sola persona magari assorta in mille impegni personali o professionali, la sua assenza non verrebbe neppure notata, purtroppo il problema è ben più generale, un vero letargo di gruppo.<br /> Eppure i motivi per suscitare non dico una rivoluzione, ma almeno una sommossa o un piccolo tumulto di coscienza non mancherebbero, non dico che prima di Cappellacci le cose andassero a gonfie vele, ma come non vedere che dopo l&#8217;intronazione di questo lacchè berlusconiano le condizioni della nostra isoletta stiano peggiorando sempre più?<br /> Cos&#8217;hanno da suggerire i nostri intellettuali  contro il sacco delle coste, contro la chiusura delle scuole, contro le mille promesse non mantenute, i monumenti abbandonati, l&#8217;eolico selvaggio, le fabbriche che chiudono e via elencando? Credo siano consapevoli che la loro voce probabilmente verrebbe ascoltata da chi ora sta guidando la Sardegna verso il baratro, il loro tranquillo conformismo, non è pertanto un semplice peccato da omissione, ma,  appunto per il ruolo che ricoprono, un&#8217;autentica complicità di un delitto del quale un giorno non troppo lontano dovranno pentirsi.</p><p>Voglio sperare che il travagliato e ineluttabile aborto della Unità d&#8217;Italia risvegli la coscienza di coloro che, non oberati dai tristi problemi della sussistenza, possono e devono finalmente occuparsi un po&#8217; del destino della Sardegna e dei suoi abitanti.</p><p>Confidando nel sense of humour dei nostri artisti,  e, parafrasando la celeberrima gag di Gassman coi lavoratori,<br /> mi permetto di lanciare loro un incitazione tipicamente sardignola:<em> intellettuales&#8230;. pruhh!</em></p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=1002" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/12/02/letargo-di-classe/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>27</slash:comments> </item> <item><title>Stiamo uccidendo per voi</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/07/27/stiamo-uccidendo-per-voi/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/07/27/stiamo-uccidendo-per-voi/#comments</comments> <pubDate>Mon, 27 Jul 2009 14:36:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[democrazia]]></category> <category><![CDATA[Frattini]]></category> <category><![CDATA[indipendenza]]></category> <category><![CDATA[nazione]]></category> <category><![CDATA[ronde]]></category> <category><![CDATA[terrorismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=925</guid> <description><![CDATA[ Domenica 26 luglio è apparso un articolo estivo di Ilvo Diamanti, che dopo lunghi mesi passati a scrivere sulle solite amenità, spalanca la finestra sul suo vano scala ammuffito e si pone questo bel domandone: &#8220;Esiste l&#8217;Italia? E, soprattutto, è una nazione?&#8220;. Dopo una serie di banalità e numeri sui particolarismi territoriali italici, per chiudere [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-926" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/07/iveco1-150x111.jpg" alt="iveco" width="150" /><br /> Domenica 26 luglio è apparso un <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/mappe/paese-leghe/paese-leghe.html"title="Il paese delle leghe e la nazione impossibile di Ilvo Diamanti"  rel="external">articolo estivo</a> di Ilvo Diamanti, che dopo lunghi mesi passati a scrivere sulle solite amenità, spalanca la finestra sul suo vano scala ammuffito e si pone questo bel domandone: &#8220;<em>Esiste l&#8217;Italia? E, soprattutto, è una nazione?</em>&#8220;. Dopo una serie di banalità e numeri sui particolarismi territoriali italici, per chiudere il suo pezzo, si risponde che: &#8220;<em>probabilmente l&#8217;Italia non esiste, ma bisognerebbe (ri)costruirla, &#8230; per legittima difesa</em>&#8220;.</p><p><span id="more-925"></span><br /> Intanto non si capisce da dove arrivino le minacce che dovrebbero scatenare questa urgente legittima difesa, le ipotesi non espresse dal valente politofago, evidentemente per motivi di spazio, sono due e ovviamente solo due: quella interna e quella esterna.<br /> Escludiamo subito la minaccia esterna poiché non esistono odori su complotti orditi da altri stati per favorire lo smembramento d&#8217;Italia, rimane retoricamente attiva l&#8217;ipotesi interna.<br /> A questo punto invece di aspettare che questa mente sopraffina ci distilli la prossima puntata delle sue profumatissime analisi, pare abbastanza scontato che lui affiderebbe la ricostruzione italica ad una nuova classe dirigente illuminata e magari a nuovi Garibaldi, Mazzini e perché no anche ad un nuovo papa con spiccato accento fiorentino e ad una formidabile nazionale di calcio che vinca giocando sul serio e non coi soliti catenacci. È invece molto meno scontato che il nostro mancato premio Pulitzer per la fuffa riesca a dirci &#8220;come fare&#8221;, il tragitto casa lavoro è troppo breve e frenetico affinché possa immaginare che il suo auspicio dovrebbe passare per una sanguinosa guerra civile e terminare con un grande incendio finale.<br /> Probabilmente ci fermeremo alla farsa, alle scaramucce tra guardie mascherate, in trepidante attesa che torni in patria l&#8217;esercito che si sta facendo le ossa e i muscoli all&#8217;estero.<br /> Bossi lo vorrebbe subito in Italia, per La Russa invece non è ancora sufficiente l&#8217;ammasso di carne e sangue, il generale che comanda i nostri guerrieri, invece non ricorda o non vuole rivelare quante persone hanno assassinato nella loro missione di pace all&#8217;estero, e tutto sommato dice che: &#8220;non è importante saperlo&#8221;, l&#8217;importante è &#8220;stabilizzare&#8221; magari a colpi e bombe di Mangusta, di Lince e di Tornado, non c&#8217;è nulla di più stabile e sicuro di un terrorista morto, e se anche non fosse un terrorista, beh, la perfezione non esiste, ma abbiate pazienza stiamo lavorando per la vostra sicurezza e anche per quella di Calderoli.<br /> Cosa c&#8217;entri l&#8217;italica sicurezza con l&#8217;Afghanistan lo scopriranno forse i nostri eredi, noi contemporanei sappiamo benissimo che gli italiani sanno farsi male da soli senza attendere le ferocissime orde dei talebani, ma è inutile ricorrere alla dietrologia, e poco importa se applichiamo fuori dai confini nazionali la pena di morte aborrita in patria, confortiamoci quindi col ministro Frattini che ci informa che partecipare a queste operazioni di genocidio in cooperativa è un ottimo biglietto da visita da esibire nei loro gaudiosi meeting internazionali.<br /> Ma poi quante storie quante lacrime per qualche soldato che rimpatriamo in lattina, quando ormai anche i fedeli servitori dello stato ammettono, senza le ipocrisie del loro datore di lavoro, che il loro sacrificio estremo è un banalissimo incidente sul lavoro, cadere da un ponteggio o saltare su una mina non è poi così tanto differente, e l&#8217;esportazione della democrazia non è tanto diversa dall&#8217;esportare Ferrari o Brunello sia pur taroccato. Diciamocelo chiaro gli afghani, e prima ancora tanti altri popoli cosiddetti &#8220;incivili&#8221; si sono accorti che la democrazia che stanno ricevendo è merce un pò avariata, spara, scoppia, e fà un sacco di morti, è pur vero che arriva con qualche carico di latte, farina e caramelle, ma cosa se ne fanno, se poi restano senza casa e senza parenti e amici con cui dividere tutto il ben di dio che gli mandiamo.<br /> E noi, bon vivants de mierda, ci stupiamo che questa sottospecie di uomini, dopo che ci sacrifichiamo per loro, ci odi, dipenderà forse dal fatto che oltreché ignoranti sono pure islamici?</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=925" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/07/27/stiamo-uccidendo-per-voi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Berlina Escort</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/06/21/berlina-escort/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/06/21/berlina-escort/#comments</comments> <pubDate>Sun, 21 Jun 2009 15:32:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Certosa]]></category> <category><![CDATA[prostituzione]]></category> <category><![CDATA[Vella]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=876</guid> <description><![CDATA[Gli americani ci fregano con la lingua, cantava una volta Guccini, ebbene non so quanti felici proprietari di una Ford Escort sapessero che in effetti guidavano una berlinetta meretrice modello lusso sia pur con un ottimo rapporto qualità/prezzo. In effetti per costoro sarà sembrato strano l&#8217;accostamento tra l&#8217;uomo più ricco e potente d&#8217;Italia e la [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/06/escort-150x150.jpg" alt="escort" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-877" />Gli americani ci fregano con la lingua, cantava una volta Guccini, ebbene non so quanti felici proprietari di una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ford_Escort" rel="external">Ford Escort</a> sapessero che in effetti guidavano una berlinetta meretrice modello lusso sia pur con un ottimo rapporto qualità/prezzo. In effetti per costoro sarà sembrato strano l&#8217;accostamento tra l&#8217;uomo più ricco e potente d&#8217;Italia e la modesta vetturetta per famiglie monoreddito della Ford.<span id="more-876"></span><br /> Poi abbiamo appreso che quelli che una volta si chiamavono &#8220;puttanoni deluxe&#8221; oggi si chiamano &#8220;escort&#8221; e forniscono i loro costosissimi servizi anche al nostro presidente del consiglio, che nonostante vada per i settantatre anni ha ancora parecchio testosterone da ejaculare.<br /> Per carità, nessun peccato e nessun reato, ma forse non è onorevole che un premier con infinito potere politico e mediatico sia letteralmente tenuto per l&#8217;apparato uro-genitale da uno stuolo di ragazze dai disinvolti costumi, tanto da candidarle generosamente nelle sue liste.<br /> L&#8217;elenco delle <a href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=1432&amp;Cat=1&amp;I=immagini/Foto/tacco_int.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=L%27Analisi&amp;Codi_Cate_Arti=38" rel="external">donne candidate per meriti escortivi</a> fino ai livelli ministeriali è molto lungo, forse troppo, se anche Gianfranco Fini ha denunciato il rischio di una disaffezione degli elettori, ma tant&#8217;è che chi è malato non sente ragioni e continuerà così fino alla propria autodistruzione.<br /> Visto che non è stato ancora possibile recintare con uno scudo spaziale la sua sputtanatissima villa sarda già <a href="http://eddyburg.it/article/articleview/1941/0/128" rel="external">protetta dal segreto di stato</a> e abbellita di mille pacchianerie degne di Trimalchione, pare che l&#8217;illustre cittadino onorario di Olbia stia pensando a venderla, una vera sfiga dopo che aveva chiuso la causa con la sua vicina di tenuta: <a href="http://www.maristellacipriani.com" rel="external">Maristella Cipriani</a>, anch&#8217;ella barese, candidandola alle europee e dopo aver ottenuto ogni sorta di approvazione edilizia dall&#8217;ex direttore dell&#8217;ufficio tutela del paesaggio: <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d302977" rel="external">Paolo Vella</a>, promosso anche lui al parlamento italiano per <a href="http://www.altravoce.net/2008/05/04/vella.html" rel="external">meriti di servizio</a>.<br /> Finalmente ora sappiamo anche a cosa serviva il tunnel di diabolik con orifizio a mare e protetto dalla reale arma dei carabinieri barcaioli. Poveri carabinieri, il vizioso vecchietto non sarà punito poiché, giustamente, i consumatori finali non sono punibili specialmente se avanti con gli anni; chi ha fornito la merce sostiene che non lo ha fatto a fini di lucro, gli unici responsabili sono i carabinieri di ronda alla Certosa che <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/politica/ddl-carfagna/ddl-carfagna/ddl-carfagna.html" rel="external">dovevano arrestare le prostitute</a> come fanno tutti i loro colleghi e rispedirle a casa col foglio di via per oltraggio al decoro delle istituzioni e attentato alla sicurezza dello stato.</p><p>Una volta in più siamo alla berlina, anzi alle escort.</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=876" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/06/21/berlina-escort/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>Elogio degli EffediBi</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/04/26/elogio-degli-effedibi/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/04/26/elogio-degli-effedibi/#comments</comments> <pubDate>Sun, 26 Apr 2009 20:48:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Abruzzo]]></category> <category><![CDATA[G8]]></category> <category><![CDATA[Sardegna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=840</guid> <description><![CDATA[ Fidz&#8217;e bagassa (figlio di pu***na) è una graziosa locuzione sarda molto più lieve e ammiccante del corrispondente termine italiano, sta ad indicare simpaticamente la scaltrezza adottata per ottenere qualcosa. Uso questo termine col massimo rispetto e simpatia verso chi esercita, volente o nolente, il mestiere più antico del mondo; tuttavia è notorio, ma non [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/04/cettolaqualunque.jpg" alt="cettolaqualunque" width="150" height="125" class="alignleft size-full wp-image-844" /> Fidz&#8217;e bagassa (figlio di pu***na) è una graziosa locuzione sarda molto più lieve e ammiccante del corrispondente termine italiano, sta ad indicare simpaticamente la scaltrezza adottata per ottenere qualcosa. Uso questo termine col massimo rispetto e simpatia verso chi esercita, volente o nolente, il mestiere più antico del mondo; tuttavia è notorio, ma non scontato, che chi viene allevato in un ambiente moralmente disinvolto probabilmente lo sarà in tutte quelle circostanze dove è necessario darsi da fare per farsi rispettare, ricorrendo a qualche piccolo o grande sotterfugio per raggiungere il proprio scopo più o meno lecito.<span id="more-840"></span><br /> Anche tra figli di bagassa vige tuttavia un codice d&#8217;onore, ove cavallerescamente, se ci si scontra con uno ancora più figlio di bagassa bisogna riconoscergli almeno l&#8217;onore delle armi.<br /> Normalmente i figli di bagassa vivono, non per colpa loro, negli ambienti più degradati della società ma non è più infrequente che le loro disfide abbiamo per agone le cosiddette istituzioni democratiche.<br /> Nello scontro generazionale e antropologico tra città e campagna che si sta consumando anche in Sardegna il concetto moderno di figlio di bagassa vince di gran lunga su quello ben più frusto e superato di balente. Anzi il concetto stesso di balentia si è oltremodo sbagassato, evidentemente per adattarsi ai tempi moderni e alle mode del momento.<br /> Orbene cos&#8217;è stato lo scontro, pardon la scaramuccia, sul G8 maddalenino se non una disfida tra figli di bagassa?<br /> Tutti i nostri politici o almeno quelli che contano, hanno accettato senza troppi drammi lo spostamento del vertice in Abruzzo, ma chiedendo a gran voce <a href="http://www.sardegnaeliberta.it/?p=1557" rel="external">almeno I SOLDI</a>!<br /> Per chi, prono, accetta sul proprio corpo il godimento altrui, normalmente il denaro è una soddisfacente occasione di rivincita, poco importano le modalità con cui ci si rapporta, anche eventuali lacerazioni più o meno violente possono essere cicatrizzate con una congrua somma di denaro.<br /> Dobbiamo essere davvero fieri dei nostri politici figli di bagassa, che in uno slancio di <a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_15546.htm" rel="external">generosa solidarietà</a> acconsentono che il meeting degli otto supereroi si tenga in Abruzzo, non solo per dimostrare vicinanza mediatica verso chi ha perso tutto ma anche per utilizzare colà una montagna di euro, salvo poi rivendicare nel retrobottega che sui soldi si stava scherzando e che quelli devono assolutamente restare in Sardegna.<br /> Evidentemente chi ha fatto la dura scuola della strada, conosce benissimo i <a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_15534.htm" rel="external">trucchi con le carte da gioco</a>, ma ignora totalmente quel banalissimo concetto scolastico del “<em>niente si crea e niente si distrugge, ma tutto si trasforma</em>”; per coloro che non hanno abbastanza riccioli sullo stomaco, la selezione naturale provvederà alla progressiva estinzione sociale.<br /> Purtroppo il mio sacco gastrico ha una peluria piuttosto scarsa ergo non vedo grandi fortune nella mente dei rivendicazionisti mercenari, quelli che si atteggiano a vincenti figli di bagassa sono ben più tristi figli di madre ignota, non sanno chi sono, cosa vogliono e quanto valgono, sempre alla mercé di qualche sordido lenone.<br /> Da quel che si legge in questi giorni sui vari blog e giornali c&#8217;è un tanta gente debole di stomaco ma non di rognoni che ha deciso di dire basta, basta sopratutto con quell&#8217;area di centro-sinistra che ormai sbandata non trova di meglio che <a href="http://www.dariofranceschini.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;sid=11&amp;doc=4529" rel="external">rincorrere la locomotiva di destra</a>, sperando che qualcosa la faccia rallentare in modo da poterne almeno agguantare i respingenti di coda, molti non andranno più a votare, qualcuno <a href="http://www.renatosoru.it/j/x/83?s=4&amp;v=9&amp;c=366&amp;id=7364&amp;va=x" rel="external">si impegnerà per l&#8217;indipendenza</a> della Sardegna.<br /> Resteranno i visionari e i tradizionalisti, quelli che vivono del dolce ricordo letterario di un Italia che non è mai esistita e mai esisterà.</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=840" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/04/26/elogio-degli-effedibi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Vita artificial durante</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/18/vita-artificial-durante/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/03/18/vita-artificial-durante/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Mar 2009 08:21:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[bioetica]]></category> <category><![CDATA[laicità]]></category> <category><![CDATA[religione]]></category> <category><![CDATA[testamento biologico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=702</guid> <description><![CDATA[Nel Parlamento Italiano si sta recidendo un altro pezzo di libertà, cade la libertà di ogni essere umano di disporre le ultime volontà in caso di stato vegetativo permanente. Questi onorevoli signori hanno deciso che la vita umana non è nella disponibilità della persona, bensì dell’autorità costituita, sopra la persona, i suoi cari, i medici [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-703" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/tortura.jpg" alt="tortura" width="150" />Nel Parlamento Italiano si sta recidendo un altro pezzo di libertà, cade la libertà di ogni essere umano di disporre le ultime volontà in caso di stato vegetativo permanente. Questi onorevoli signori hanno deciso che la vita umana non è nella disponibilità della persona, bensì dell’autorità costituita, sopra la persona, i suoi cari, i medici curanti vigilerà una pattuglia di poliziotti affinché la vita sia tutelata dal concepimento alla sua fine “naturale”. <span id="more-702"></span>Dalla legge ‘40 alla futura legge sul testamento biologico, è stato steso un doppio filo spinato di ipocrisia oscurantista, antiscientifica ma sopratutto anti-umana e contraria al buon senso dei cittadini sudditi.<br /> È un cruccio, un rovello un autentica paranoia riuscire a capire perché i nostri rappresentati “democratici” abbiano deciso di occuparsi di questioni tanto delicate ed intime come la tragedia della famiglia Englaro, arrivando addirittura a minacciare la mano militare, se la povera donna non avesse deciso di andarsene prima beffando tutti. Probabilmente molto dipende da quell’infelice imprinting religioso impostoci da piccoli che ci porta ad accettare i precetti vaticani giudicandoli inconsciamente positivi come “cosa buona e giusta”, ma vale anche una buona dose di superstizione e di paura della morte. Riflettere dell’ora della nostra morte è osceno, meglio accettare quello che prescrivono i filosofi papali che è noto traggono nutrimento e stipendio dalla paura della morte e dal mistero dell’origine della vita.<br /> Ma la paura dell’ignoto non è sufficiente a spiegare tutto questo fervore quando si toccano temi vicini alla sensibilità religiosa anche da parte di coloro che si dichiarano laici, la parola magica è “potere”, il vero collante dell’Italia non è la Costituzione nata dalla Resistenza ma la ben più solida e tradizionale saldatura tra potere politico e chiesa, un legame formidabile che attraversa monarchie, regimi totalitari e democrazie: In God We Trust, God Save the Queen, Dio Patria e Famiglia, Deus Salvet su Re. Senza Dio e i sacerdoti l’esercizio del potere diventa molto complicato se non impossibile, quindi molto meglio un tacito patto d’intesa e di mutuo soccorso. Il naturale principio di autodeterminazione delle persone, apparentemente innocuo per i più ingenui, è davvero dirompente per i millenari venditori di religione almeno quanto l’evoluzionismo darwiniano, non esistono punti di contatto possibili se si accetta l’uno deve negarsi l’altro, e l’organizzazione privata più grande al mondo, come la definiva Gramsci, non può permettersi cricche che potrebbero farla crollare.<br /> Passa ancora una volta il principio teologico della indisponibilità della vita umana applicato alle leggi di uno stato laico, ora tutti dovranno sottomettersi alle convinzioni dei divulgatori  di suggestioni, credenti e non credenti; nessuno potrà rifiutare l’alimentazione forzata, sarà il braccio secolare dei preti a praticare la tortura dell’imbuto, vita artificial durante. Ancora una volta brillano certe anime pie del centro-sinistra, quelli liberi di votare secondo coscienza, ma talmente incoscienti da non capire che la  loro libertà rovina quella degli altri, non si capisce perché tali personaggi trovino ospitalità in partiti che fondano la propria tradizione nei valori della tolleranza e della libertà, ma evidentemente è un ulteriore spiegazione della crisi della cosiddetta sinistra.</p><p><a href="http://www.manifestosardo.org" rel="external"><img class="size-full wp-image-703" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/manifestosardo.jpg" alt="" width="150" /></a><br /> <br/><br/></p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=702" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/03/18/vita-artificial-durante/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Indipendenza, unico orizzonte logico per la Sardegna</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/08/indipendenza-orizzonte-logico/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/03/08/indipendenza-orizzonte-logico/#comments</comments> <pubDate>Sun, 08 Mar 2009 11:00:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[indipendenza]]></category> <category><![CDATA[partiti italiani]]></category> <category><![CDATA[Sardegna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=534</guid> <description><![CDATA[ Durante l&#8217;ultima campagna elettorale per le regionali si è parlato spesso di Sardi, &#8220;sardosità&#8221;, autonomia, indipendenza, ma i risultati non sono stati molto diversi da quelli delle altre volte: solita gente, soliti intrighi, solite clientele, solite manovre. Il movimento indipendentista cresce, cresce di poco, pochissimo, ma alla fine sta passando il concetto che parlare di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-535" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/bossi01.jpg" alt="Bossi agli italiani" width="150" /></p><p>Durante l&#8217;ultima campagna elettorale per le regionali si è parlato spesso di Sardi, &#8220;sardosità&#8221;, autonomia, indipendenza, ma i risultati non sono stati molto diversi da quelli delle altre volte: solita gente, soliti intrighi, solite clientele, solite manovre. Il movimento indipendentista cresce, cresce di poco, pochissimo, ma alla fine sta passando il concetto che parlare di indipendenza per la Sardegna non è roba da disadattati e bombaroli ma sta lentamente conquistando la coscienza della gente &#8220;normale&#8221;.</p><p><span id="more-534"></span></p><p>Personalmente credo sia arrivato il momento di invocare l&#8217;indipendenza della Sardegna per necessità se non per legittima difesa della nostra sopravvivenza.<br /> Eviterò di parlare di Sardi in quanto etnia, ma è indubbio che, mentre tutti gli abitanti considerino nel loro inconscio la Sardegna una nazione con tutti gli attributi territoriali, culturali, antropologici e storici, ben pochi sono propensi ad ammettere che il processo di assimilazione nello stato italiano è stato fortuito, inconsapevole e ad oggi in gran parte irrimediabilmente fallito.<br /> Non è questione di nazionalismo, per quanto mi riguarda, non mi interessa quale che sia la nazionalità sul passaporto e tanto meno esaltare l&#8217;appartenenza ad un popolo sardo più o meno valoroso coi suoi miti più o meno fasulli.<br /> <img style="margin-top: 10px;" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/veltroni_franceschini02.jpg" alt="Democratici" width="300" height="197" align="right" />L&#8217;aspetto che dovrebbe essere chiaro a tutti e che mai come in questi tempi la nostra isola è una lontana provincia del sub-impero italiano in decadente implosione, nonostante la continuità territoriale e culturale il gap economico e sociale rispetto ai paesi civili sta diventando sempre più grande. È da sempre che i nostri politici vengono nominati da apparati esterni al territorio, ma anche quando emergono autonomamente non trovano di meglio che trasferirsi in continente e restarci, nessuno ormai si ricorda della Sardegna se non come substrato e retroterra folcloristico della Costa Smeralda.<br /> Ogni persona finora estranea a qualunque ideale sardista e tanto meno indipendentista (tale mi considero), ma mediamente dotata di capacità logiche, capirà che non c&#8217;è alcuna speranza, non dico di rinascita ma neppure di sopravvivenza, a rimanere attaccati all&#8217;Italia; si obietterà che è anacronistico rendersi indipendenti in un mondo sempre più globalizzato, ma, se riflettiamo un pò, è viceversa l&#8217;unico sistema per garantire un futuro ai nostri figli senza obbligarli ad andarsene.<br /> Tra qualche settimana si voterà per le europee, quando mai si è farfugliato di Sardegna in quel palazzo, quanti rappresentati abbiamo mai espresso?<br /> Mi risulta che quando si doveva decidere se attribuire una qualche rappresentate alla Sardegna, gli stessi nostri (dis)onorevoli si sono volpescamente defilati, chissà perché.<img class="size-full wp-image-537" style="margin-top: 10px;" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/themastellas03.jpg" alt="La famiglia Mastella" width="300" height="175" />L&#8217;abbiamo capito o no che dopo tangentopoli, e l&#8217;ingresso di qualche pervenuto, la classe politica e affaristica italiana si è blindata nel palazzo e nei gangli vitali dello stato predisponendo tutti quei dispositivi che le permetteranno di governare e saccheggiare risorse senza più alcuna remora, pudore e timore.<br /> Basta sfogliare non dico i giornali ma perlomeno il gossip per sapere che i prossimi leader politici saranno i figli e i figliocci di Berlusconi, Bossi, Rutelli, D&#8217;Alema, Cossiga, Craxi, Pisanu e Mastella, la moglie di Mastella, il figlio di Mastella e il cane di Mastella (citaz. D. Sepe).<br /> Non credo sia Di Pietro ad incarnare le speranze di una sinistra ormai dissolta, mentre è ormai perduta la carica iniziale del Partito Democratico nonostante siano finalmente terminate le americanate da cinematografo di Veltroni, per non parlare del partito dei famigli di Berlusconi pubblicamente cementati dal delirio del potere ma pronti ad azzannarsi come lupi nei retrobottega dei palazzi.<br /> Credo che ormai non possiamo più permetterci di aspettare le decisioni prese a 300 km di distanza e con anni luce di ritardo, possiamo e abbiamo l&#8217;obbligo di preparare un futuro migliore per i nostri figli, solo noi possiamo farlo, non possiamo più delegare alla solita classe politica che pensa solo al proprio mantenimento.</p><p>L&#8217;unico orizzonte logico è l&#8217;indipendenza, se siamo in grado di pensarla possiamo realizzarla, se rifiutiamo anche solo l&#8217;idea subiremo le idee degli altri, i nostri posteri ci giudicheranno.</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=534" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/03/08/indipendenza-orizzonte-logico/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>94</slash:comments> </item> <item><title>Come Natura Crea</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/03/come-natura-crea/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/03/03/come-natura-crea/#comments</comments> <pubDate>Tue, 03 Mar 2009 14:40:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[bioetica]]></category> <category><![CDATA[emigrazione]]></category> <category><![CDATA[Popolo delle Libertà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=431</guid> <description><![CDATA[È bello e rassicurante sentirsi al centro del mondo, un mondo imperniato su certezze eterne ed immutabili, e noi abbiamo la grande fortuna di avere la Caput-Mundi, e quindi anche il Capoccia der Monno Intero. Sgombro l&#8217;equivoco: non alludo al Papa, che pure in fatto di certezze non difetta, bensì al futuro capo del Popolo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-432 alignleft" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/cirio.jpeg" alt="Cirio, come natura crea" width="108" height="70" />È bello e rassicurante sentirsi al centro del mondo, un mondo imperniato su certezze eterne ed immutabili, e noi abbiamo la grande fortuna di avere la Caput-Mundi, e quindi anche il Capoccia der Monno Intero. <span id="more-431"></span>Sgombro l&#8217;equivoco: non alludo al Papa, che pure in fatto di certezze non difetta, bensì al futuro capo del Popolo Della Libertà. Da quelle parti si è aperto un timido dibattito in vista del congresso numero 1 (uno), e qualcuno ha osato sussurrare che bisognerebbe votarsi un capo, ma è stato prontamente redarguito: il Popolo della Libertà ha già il suo capo &#8220;naturale&#8221;.<br /> Potrei ironizzare sul fatto che non si può certo definire naturale uno che si è ricostruito il muso e il cuoio capelluto, ma preferirei imparare, magari da chi ha più strumenti di me, donde nasca la naturalità al comando dei propri simili.<br /> Probabilmente tra qualche settimana assisteremo alla nascita di una nuova dinastia di regnanti, e non mi stupirebbe che l&#8217;intronizzazione avvenisse a Monza o a Pavia, poiché si sa che tra naturale e divino il passo è corto, e sarebbe auspicabile che fosse l&#8217;arcivescovo di Milano ad officiare l&#8217;evento.<br /> È naturale che se uno ha l&#8217;innata propensione al comando la trasmetterà col seme alla sua prole, poiché nonostante sia impiastricciato di unguento divino, non è probabilmente immortale.<br /> E io che pensavo che naturale fosse: nascere, amare e morire come e quando si vuole, andare dove si desidera senza sentirsi un coniglio braccato e esprimere liberamente le proprie idee.<br /> Ma evidentemente le mie convinzioni sono piuttosto rozze e antiquate, e devo ammettere che il concetto di naturalità è mutevole, quant&#8217;è vero che non ci sono più le mezze stagioni, dobbiamo abituarci ad una nuova visione della natura e delle sue leggi.<br /> Finora l&#8217;unica autorità dirimente sulle questioni &#8220;naturali&#8221; stava in Vaticano, e normalmente cambiava opinione ad ogni morte di Papa; oggi il leader naturale parla a reti unificate e cambia opinione ogni quarto d&#8217;ora, al motto: <em>Come natura crea, Silvio smentisce</em>.<br /> Quindi mi piacerebbe approfittare di questo spazio per aggiornare con voi il concetto di naturalità, visto che ultimamente è un po&#8217; confuso, specialmente quando viene usato per fare le leggi sulla convivenza, sulla procreazione, sulla morte e sulle libertà personali in genere.</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=431" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/03/03/come-natura-crea/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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