Lucia Baire è l’assessore regionale sardo alla cultura, ma quale idea di cultura stia promuovendo per l’isola lo si sta comprendendo bene solo ora; in vista delle elezioni provinciali di maggio, forse gli operatori del settore dovrebbero cominciare a farsi qualche domanda in merito. Un buon terreno di verifica potrebbe essere analizzare l’organizzazione della Fiera del libro sardo di Macomer in corso in questi giorni, manifestazione che in passato ha avuto un certo rilievo per l’editoria dell’isola, ma che negli ultimi due anni si è distinta soprattutto per rapidità di decadimento, disertata da pubblico e scrittori. Per rimettere letteralmente le cose in riga l’assessore ha pensato bene di schierare l’esercito, presentando la manifestazione in compagnia di un militare in divisa e mostrine. Il perché di questa presenza è presto detto: nonostante siano assenti dal programma della Fiera i soggetti principali della filiera del libro sardo (gli scrittori, per esempio, e l’associazione dei librai indipendenti), è previsto invece che un tal Colonnello Giardini tenga un incontro sull’eccitante tema della pubblicistica militare, che vanta titoli prestigiosi come – lo giuro, è vero - “Il Fascino della Divisa”. Continua “Ministero della Cultura Militare”

Questo è il secondo dei post-it di riflessione civica in vista delle elezioni provinciali in Sardegna. L’articolo comprende anche il successivo carteggio pubblico con il senatore Piergiorgio Massidda, chiamato direttamente in causa.
Con le elezioni a due passi, nessuno è così sciocco da far associare il suo nome a temi impopolari come il nucleare, che, nonostante il continuo battage di disinformazione per farcelo digerire come “sicuro”, resta odioso alla gente come nient’altro. Infatti in Sardegna, dove
il fronte dell’anti-nucleare è ampio e ben organizzato, tutti i politici si dicono contrarissimi alla centrale nucleare, Ugo Cappellacci compreso. Almeno a parole, perché i fatti sembrano indicare un’altra direzione.
Continua “Il nucleare in Sardegna secondo Piergiorgio Massidda”
L’articolo che riporto è di Pietro Mannironi ed è uscito sulla Nuova Sardegna, praticamente ignorato, circa un mese fa. Annunciava che nella finanziaria – in corso di approvazione alla camera con l’ennesimo scandaloso voto di fiducia – c’è un emendamento molto preoccupante che riguarda la questione Sardegna-nucleare. Lo posto perché le voci sul progetto di installazione in Sardegna di una centrale si susseguono anche da fonti autorevoli (l’ultima è lo studio dell’Enel reso noto dai verdi la settimana scorsa, che indica Oristano tra i siti probabili) e altrettanto puntuali giungono le smentite, a cui però – e dal pezzo di Mannironi capirete bene perché – ci sono ottimi motivi per non credere ciecamente, tantopiù se sono in buona fede: quando il gioco si fa duro, le decisioni non le prendono di sicuro i nostri parlamentari e senatori. Continua “Prove tecniche di militarizzazione nucleare”

Riporto la prima parte di una sbobinatura ripulita di una interessante conversazione tenuta da Paolo Maninchedda con alcuni suoi allievi nella campagna di Antonio e Tetta Succu vicino a Bosa. L’ho presa da qui.
Un amico romanziere mi ha comunicato di non voler più scrivere. Il motivo? “O scrivi un romanzo capace di rappresentare il mondo, o non serve scrivere”. In parole povere, il mio amico, che è sardo, dice che o uno scrittore ha veramente qualcosa da dire oppure scivola a inventare storie come un cantastorie ma poi, prima o poi, comincia a stancarsi, a soffrire o di un senso di vacuità o di quell’insopportabile eccesso di cinismo che può catturare i commercianti che credono troppo nel proprio mestiere. Continua “Letteratura e indipendenza (parte 1)”
(scritto per Tiscali.it)
In un modo o nell’altro, noi a Cala Luna ci dobbiamo far arrivare la gente, perché non è possibile avere una spiaggia così e non usarla al massimo della capienza stipabile. Questo devono aver pensato i vandali che due settimane fa hanno martellato il caratteristico scoglio a fungo della famosa spiaggia sarda per impiantarci una bitta d’acciaio per l’attracco di natanti. Del resto, occuparsi di ambiente significa impegnarsi per far nascere un modello di coesistenza creativa tra gli esseri umani e la natura.
Continua “Travolti dal solito abuso nell’azzurro mare di agosto”
Ai più non sarà sfuggito questo stralcio di Claudia Lombardo uscito ieri sull’Unione, ma eventualmente lo riporto. E’ interessante.
(…) Non ultimo, l’aspetto socio-culturale e di costume. Per il 90 per cento dei sardi, la lingua sarda -insieme al gallurese, al sassarese, al catalano di Alghero e al tabarchino – deve essere promossa e sostenuta perché è parte costitutiva dell’identità, come risulta nella ricerca sociolinguistica fatta nel 2007 dalle Università di Cagliari e di Sassari per conto della Regione sarda. La ricerca ha evidenziato come quasi un milione e mezzo di cittadini sardi ha scoperto, o riscoperto l’identità e, soprattutto, la richiesta che la politica si occupi della questione. I sardi, in buona sostanza, desiderano che le istituzioni regionali promuovano e sostengano il sardo e le altre quattro lingue alloglotte (minoritarie) con adeguate misure di legge.
Non è mio compito, naturalmente, indicare strade, processi, iniziative. Ma non sarà inutile fornire un quadro di riferimento entro cui il Consiglio regionale dovrà muoversi. Continua “Cambio di rotta sulla LSC?”
Dopo la cittadinanza onoraria di Sant’Antioco appena concessa a Vittorio Sgarbi, apprendiamo la proposta dell’Università di Sassari – attualmente al vaglio del Senato Accademico – di assegnare una laurea in legge honoris causa a Gheddafi, già dittatore libico da 40 anni per militare colpo di stato, già promotore di lanci di missili verso Lampedusa nel non così lontano 1986, già mancante all’appello dei leader firmatari della convenzione di Ginevra sui rifugiati, e già diverse altre cose che motiverebbero oggi come non mai una certa prudenza nell’offrirgli una onorificenza qualsiasi, a maggior ragione in legge.
Sarà curioso conoscere i motivi.
Beniant senza calzones
E si nd’handaiant gallonados
(F. I. Mannu)
L’Assessorato alle politiche sociali del comune di Cagliari, governato con mano estrosa dal forzista Anselmo Piras, non sa più come stupire i cittadini. Si sbagliava chi credeva di aver raggiunto il massimo della meraviglia quando mesi fa vide la luce, debitamente finanziato nell’ambito di un progetto anti bullismo, un indispensabile galateo da distribuire nelle scuole, in cui tra le altre preziosità si spiegava ai nuovi lord brummel come arieggiare le scoregge, derattizzarsi signorilmente le narici o centrare con successo la tazza del water. Continua “Il posto fisso delle donne sarde (I’m your Venus)”
Di festival in Sardegna se ne fanno parecchi.
Per alcuni anche troppi, anche se non sempre è chiaro il parametro per definire il presunto eccesso. Io sono piuttosto tra quelli che pensano che di buoni festival non ce siano abbastanza.
Per questo saluto con favore i primi squilli mediatici sull’ Isola delle Storie, il festival della letteratura di Gavoi, che quest’anno ha lasciato trapelare con molto più anticipo del previsto diverse indiscrezioni su quello che sarà il programma di questa edizione. Continua “Quelli che i festival…”