giu 11 2010

Segnali

Omar Onnis @ 13:19Tag: , , ,

Mentre attendiamo con trepidazione i risultati dei ballottaggi elettorali, non sarà male mettere insieme alcune notizie di questi giorni, per trarne qualche riflessione.

Sappiamo tutti (vero?) che il senato italiano ha licenziato ieri la sua versione di una delle leggi più marcatamente autoritarie e antidemocratiche della storia (breve e fragile) della repubblica italica. Sarà un caso, ma sempre ieri, in un’altra aula istituzionale (sorda e grigia?), quella del consiglio regionale sardo, il presidente della Regione Autonoma Ugo Chi? ha parlato di questioni energetiche e cosette amene collegate alla faccenda, negando che in Sardegna ci sia la mafia (la mafia? non esiste, hanno sempre risposto  in proposito i mafiosi, o i loro complici: constatazione storica, questa, beninteso, non allusione diffamatoria).

Diciamo che oggi come oggi, più per ragioni di potere, che per questioni etiche o politiche, il governo regionale sardo traballa alquanto. In ogni caso, se pure la magistratura italiana riuscirà a venire a capo, nelle sue sedi e con i suoi strumenti, della montagna affaristico-speculativa che da più d’un decennio sta ulteriormente devastando la Sardegna, noi con ogni probabilità non ne sapremo nulla per un pezzo.

D’altra parte, uno dei più importanti processi sul malaffare politico mai tenutisi in Sardegna (quello ribattezzato Ranno-Fideuram), è passato alquanto in sordina, senza che i sardi ci capissero granché. Eppure si tratta della conferma giudiziaria di un certo modo di concepire l’attività istituzionale che è sempre in auge da noi. Uno dei peccati mortali ai quali è stato inchiodato Renato Soru dalla nomenklatura partitica (quella alle cui amorevoli mani si è affidato da sé, per altro) è stato proprio di essersi messo di traverso a tale andazzo. Questo va riconosciuto. Magari per imporre interessi diversi (non giurerei mai sulla totale indifferenza di qualsiasi essere umano alla cose del mondo), chi lo sa. Ma quello è un dato storico che possiamo dare per acquisito, al di là di valutazioni politiche più ampie e articolate.

Per completare il quadro panoramico, ecco una bella sentenza europea (ci mancava, no?). Il complesso turistico di Is Arenas è abusivo. Che sorpresa! Bisognava arrivare tanto in alto (e fuori dai confini della gabbia italica) perché qualcuno lo riconoscesse apertamente e in termini giuridici e istituzionali. Eppure – diciamocelo – la porcata era evidente. Così come erano evidenti le penose o nulle ricadute positive sul territorio di una speculazione promossa e difesa con l’abusato ma sempre efficace argomento della “valorizzazione” e dei posti di lavoro.

Oh Sardigna, custa est s’ora chi ti depes ischidare! Cantavano quelli. Non sarà mai troppo presto.


mag 19 2010

La risposta è nel vento

Omar Onnis @ 10:15Tag: , , ,

In Trentino e in Sud-Tirol i partiti autonomisti e di centrosinistra hanno largamente avuto la meglio sulla concorrenza berlusconide, leghista e nazionalista tirolese. Vorrà dire qualcosa?

Be’, magari che da quelle parti tutto si tollera tranne che qualcuno si ingerisca negli affari loro. Affari, in tutti i sensi possibili del termine. Continua “La risposta è nel vento”


apr 19 2010

La letteratura sarda come letteratura nazionale

Ogni tanto, a caso e spesso en passant, si ripropone una questione che ormai meriterebbe qualche analisi più approfondita e meditata. Che la forma romanzo stia vivendo una sua fioritura particolare, in Sardegna, è ormai dato acquisito, a volte citato a mo’ di fenomeno sorprendente o come motivo di vanto “etnico”. Ma mai che si riesca a sistematizzare il tema, cercando continuità e discontinuità, mettendo in campo ipotesi ricostruttive che diano conto del fenomeno, buttando qualche idea articolata nell’agone, un po’ fiacco a dire il vero, del dibattito culturale nostrano.

Certamente, non sarà qui che diremo l’ultima parola sulla questione. Nondimeno proverei a darle un’inquadratura generale, dentro cui muovere qualche passo.

La tesi che vorrei argomentare è che esiste ed è sempre esistita una letteratura sarda, in quanto letteratura propriamente nazionale (nel senso che questa locuzione può avere in epoca moderna e contemporanea). Il fermento odierno non è che la manifestazione della definitiva acquisizione in Sardegna degli strumenti della Modernità (come già ipotizzato altrove).

Continua “La letteratura sarda come letteratura nazionale”


apr 14 2010

Per fortuna arrivano loro!

Omar Onnis @ 14:25Tag: , , , ,

La Lega Nord, partito sbarcato ambiziosamente anche in Sardegna, lamenta per voce del suo rappresentante sull’Isola, tale Fabrizio Pirina, la preferenza data dalla coalizione di centrodestra al PsdAz, per le prossime elezioni provinciali.

«Faccio anche a nome del ministro Zaia» avrebbe detto Pirina «i complimenti al presidente Cappellacci. Ma come fa a scegliere il Psd’Az al posto della Lega, che con il Pdl è alleata dappertutto e che ha salvato il Pdl e il governo Berlusconi alle ultime elezioni?». Così riportano le cronache.

Pirina, nella sua esternazione, prosegue in questi termini: «[...]è già stato riferito tutto a Bossi e lui ne parlerà a Berlusconi, la valutazione sarà fatta in tavoli molto più importanti di quelli della Sardegna». Ma cerca anche di rassicurarci: «la Lega non presenta proprie liste per fare conquista ma per dare una mano a noi sardi».
Eh, dovremmo proprio ringraziare. Altro che puzza sotto il naso!

La denuncia è chiara: la Lega conta di più del PsdAz, a livello italiano. Ossia, il livello a cui si decidono le sorti dei sardi. Altro che illusioni autonomiste e neo-autonomiste. Questo si chiama parlar chiaro!

Continua “Per fortuna arrivano loro!”


gen 09 2010

La storia siamo noi

Omar Onnis @ 10:19Tag: , , ,
Camillo Bellieni

Camillo Bellieni

Una classe politica votata alla mediazione col potere centrale, a protezione di privilegi suoi e altrui. Le risorse del territorio appaltate o cedute al controllo forestiero, per lo più di natura parassitaria e speculatrice. Disagio sociale, inadeguatezza dei salari al costo della vita e costante ricatto occupazionale come garanzia di condizioni lavorative scadenti. Controllo dell’informazione e repressione del dissenso. Diffuso sentimento popolare di stanchezza e desiderio di affrancamento politico.

Questa era la situazione della Sardegna cento anni fa. Somiglia tanto a quella attuale.

Continua “La storia siamo noi”


nov 24 2009

Crisi, crisi delle mie brame…

Omar Onnis @ 12:26Tag: , , ,

250px-Mendicanti

Crisi, etimologicamente parlando, non è una parola dall’accezione prettamente negativa. Indica un momento o uno stato in cui esistono almeno due possibilità. Ha la stessa radice di crinale, di critica, ecc. Eppure è un termine ormai entrato nell’uso e profondamente radicato nell’immaginario collettivo come sinonimo di problemi, solitamente grossi. Un vero feticcio mediatico, in gran spolvero di questi tempi.

In Sardegna non riscuote grande successo, solo per la circostanza che noi – fortunati che siamo! – in crisi siamo sempre stati. Intere generazioni si sono consumate dentro la nostra perenne crisi. Si nasce e si vive per tutta la vita entro questo strano orizzonte precario ma in apparenza così evidente. Continua “Crisi, crisi delle mie brame…”


ott 05 2009

Inni nazionali e storia patria

Omar Onnis @ 15:19Tag: , , , ,

Stemma del Regno di Sardegna sabaudo

Stemma del Regno di Sardegna sabaudo

Interessante intervento di Carlo Loiodice su Carmilla OnLine, a proposito di inni nazionali e loro connotazioni.

Interessante per più motivi. Intanto fornisce alcune note storiche e interpretative di questo strano fenomeno  culturale/politico degli inni nazionali. Poi inquadra la fattispecie più specifica dell’inno nazionale italiano. Continua “Inni nazionali e storia patria”


set 01 2009

Approccio contrastivo

Omar Onnis @ 9:46Tag: , ,

Gli schutzen di Vezzano (TN)

In queste settimane estive i media trentini danno ampio spazio ad un dibattito apparentemente insulso, ma che ha invece diversi risvolti interessanti e vari livelli di lettura. Ne parlo qui a mo’ di termine di paragone, per un fatto di ricorrenze storiche quasi contemporanee.

Continua “Approccio contrastivo”


giu 30 2009

600 anni fa, oggi

Omar Onnis @ 12:25Tag: , , ,

albero deradicato

Era una domenica, il 30 giugno di seicento anni fa. Un giorno ignorato dai libri di storia. Un giorno fatale.
In storiografia non è lecito né utile spiegare tutto sulla base del mero avvenimento, ma un singolo avvenimento può essere simbolicamente significativo. Oltre, naturalmente, a costituire uno spartiacque, un “prima di” e un “dopo di”, che senza di esso non ci sarebbero stati.
Ci sono avvenimenti di questo tipo, singolarità del processo storico che riassumono antefatti complessi e dispiegano significati nel futuro. La Battaglia di Sanluri (sa Batalla de Seddori) è uno di questi. Continua “600 anni fa, oggi”

giu 01 2009

Siamo sicuri?

sarrochPochi giorni fa c’è stato un incidente sul lavoro. Sono morte tre persone. È successo nella più grande raffineria del Mediterraneo. Il complesso industriale è di proprietà della famiglia milanese dei Moratti. La società cui fa riferimento tale complesso industriale è la SARAS.

La SARAS e i Moratti sbarcarono in Sardegna negli anni Sessanta, grazie ai finanziamenti derivanti dalla Legge 588 del 1962, il cosiddetto Piano di Rinascita. La famiglia Moratti contemporaneamente finanziava più o meno direttamente la squadra di calcio del Cagliari, consentendo  che essa si affermasse nel panorama sportivo italiano, fino a vincere inopinatamente il campionato di serie A del 1970. Parallelamente, l’altro capitano di industria dedito agli investimenti (con soldi pubblici) in Sardegna, Nino Rovelli, finanziava la squadra di basket del capoluogo sardo, tanto da portarla sino ai play-off del massimo campionato cestistico italiano.

Ma cosa venivano a fare i Moratti e i Rovelli in Sardegna? Perché sembrava vantaggioso impiantare industrie pesanti, chimiche o petrolchimiche, nel contesto di un tessuto produttivo largamente pre-industriale, a vocazione prevalente agro-alimentare e, allora ancora in prospettiva, turistica? E perché tale investimento doveva sembrare vantaggioso anche allo Stato italiano, che lo favoriva e finanziava? Continua “Siamo sicuri?”


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