gen 09 2010

La storia siamo noi

Omar Onnis @ 10:19Tag: , , ,
Camillo Bellieni

Camillo Bellieni

Una classe politica votata alla mediazione col potere centrale, a protezione di privilegi suoi e altrui. Le risorse del territorio appaltate o cedute al controllo forestiero, per lo più di natura parassitaria e speculatrice. Disagio sociale, inadeguatezza dei salari al costo della vita e costante ricatto occupazionale come garanzia di condizioni lavorative scadenti. Controllo dell’informazione e repressione del dissenso. Diffuso sentimento popolare di stanchezza e desiderio di affrancamento politico.

Questa era la situazione della Sardegna cento anni fa. Somiglia tanto a quella attuale.

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nov 24 2009

Crisi, crisi delle mie brame…

Omar Onnis @ 12:26Tag: , , ,

250px-Mendicanti

Crisi, etimologicamente parlando, non è una parola dall’accezione prettamente negativa. Indica un momento o uno stato in cui esistono almeno due possibilità. Ha la stessa radice di crinale, di critica, ecc. Eppure è un termine ormai entrato nell’uso e profondamente radicato nell’immaginario collettivo come sinonimo di problemi, solitamente grossi. Un vero feticcio mediatico, in gran spolvero di questi tempi.

In Sardegna non riscuote grande successo, solo per la circostanza che noi – fortunati che siamo! – in crisi siamo sempre stati. Intere generazioni si sono consumate dentro la nostra perenne crisi. Si nasce e si vive per tutta la vita entro questo strano orizzonte precario ma in apparenza così evidente. Continua “Crisi, crisi delle mie brame…”


ott 05 2009

Inni nazionali e storia patria

Omar Onnis @ 15:19Tag: , , , ,

Stemma del Regno di Sardegna sabaudo

Stemma del Regno di Sardegna sabaudo

Interessante intervento di Carlo Loiodice su Carmilla OnLine, a proposito di inni nazionali e loro connotazioni.

Interessante per più motivi. Intanto fornisce alcune note storiche e interpretative di questo strano fenomeno  culturale/politico degli inni nazionali. Poi inquadra la fattispecie più specifica dell’inno nazionale italiano.

Ma per noi sardi l’articolo offre un ulteriore livello di lettura. Si noterà infatti che in nessun modo e a nessun proposito viene citata la Sardegna. Persino quando Loiodice accenna alla numerazione dinastica di Vittorio Emanuele II parla di “regno precedente”, senza menzionarlo (a quanto pare questo rimane una sorta di tabù). Vengono dimenticati poi due elementi che pure nel discorso cadevano a fagiolo. Si cita ad esempio la nota (e sempre un po’ sopravvalutata, come da costume storiografico italico) Rivoluzione Napoletana del 1799, ma ovviamente non si ricorda nemmeno succintamente la rivoluzione sarda degli anni 1794-1796. Dico ovviamente, perché si tratta di un evento storico difficilmente inquadrabile in una storia nazionale italiana propriamente detta, sia per scenario, sia per ragioni politiche. Nondimeno, essendo un episodio della storia europea dai significati ben più corposi di quelli della rivoluzione partenopea, una menzione magari ci poteva scappare. Ma va be’, sappiamo come vanno questo genere di cose e quali ne siano le cause, perciò non staremo certo qui a recriminare. Un po’ meno giustificabile risulta invece il mancato riferimento all’inno di quel “regno precedente” da cui pure Loiodice sembra far discendere, per continuità se non altro dinastica, il Regno d’Italia. Cita vari inni più o meno coevi (compreso naturalmente quello di Mameli/Novaro) ma non S’Hymnu sardu nationale (meglio noto come “Cunservet Deus su Re“) di V. Angius. Ma anche qui, a pensarci, l’aggettivo “nationale” era riferito alla Sardegna, non certo all’Italia. Il che, se messo in evidenza, avrebbe condotto il discorso lontano e costretto a una riflessione e a spiegazioni ulteriori: troppo complicato e inedito, per poterselo concedere, effettivamente.

Non mancherà chi vedrà in tutto ciò una ferita all’orgoglio identitario sardo, sempre così suscettibile, quando non siano in gioco questioni sostanziali. A me invece sembra che faccia giustizia di una certa posizione ideologica, sviluppatasi in seno a una ricostruzione storiografica che porta in calce il nome del prof. Francesco Cesare Casula e piuttosto amata in ambiente sardista e autonomista (col beneplacito del presidente emerito della repubblica italiana, F. Cossiga), posizione ideologica secondo la quale i sardi sarebbero i più italiani degli italiani e la nostra storia dovrebbe avere un posto di rigurado nella storiografia italiana, perché un certo giorno di quasi sette secoli fa i catalani fondarono presso l’attuale Cagliari il Regno di Sardegna, futuro Regno d’Italia. Lasciamo pure perdere le obiezioni (e anche il sorriso amaro) che una tale ricostruzione genera in qualsisi spirito onesto, non obnubilato da patologici complessi di inferiorità; quel che risulta evidente, in questo caso, è quanta poca accoglienza trovino in Italia tali tesi, e non presso ambienti intellettuali nazionalisti a oltranza. E forse è meglio così: di motivi per coprirci di ridicolo, soprattutto grazie ai nostri esimi rappresentanti istituzionali, ne stiamo fornendo già troppi!


set 01 2009

Approccio contrastivo

Omar Onnis @ 9:46Tag: , ,

Gli schutzen di Vezzano (TN)

In queste settimane estive i media trentini danno ampio spazio ad un dibattito apparentemente insulso, ma che ha invece diversi risvolti interessanti e vari livelli di lettura. Ne parlo qui a mo’ di termine di paragone, per un fatto di ricorrenze storiche quasi contemporanee.

Continua “Approccio contrastivo”


giu 30 2009

600 anni fa, oggi

albero deradicato

Era una domenica, il 30 giugno di seicento anni fa. Un giorno ignorato dai libri di storia. Un giorno fatale.
In storiografia non è lecito né utile spiegare tutto sulla base del mero avvenimento, ma un singolo avvenimento può essere simbolicamente significativo. Oltre, naturalmente, a costituire uno spartiacque, un “prima di” e un “dopo di”, che senza di esso non ci sarebbero stati.
Ci sono avvenimenti di questo tipo, singolarità del processo storico che riassumono antefatti complessi e dispiegano significati nel futuro. La Battaglia di Sanluri (sa Batalla de Seddori) è uno di questi. Continua “600 anni fa, oggi”

giu 01 2009

Siamo sicuri?

sarrochPochi giorni fa c’è stato un incidente sul lavoro. Sono morte tre persone. È successo nella più grande raffineria del Mediterraneo. Il complesso industriale è di proprietà della famiglia milanese dei Moratti. La società cui fa riferimento tale complesso industriale è la SARAS.

La SARAS e i Moratti sbarcarono in Sardegna negli anni Sessanta, grazie ai finanziamenti derivanti dalla Legge 588 del 1962, il cosiddetto Piano di Rinascita. La famiglia Moratti contemporaneamente finanziava più o meno direttamente la squadra di calcio del Cagliari, consentendo  che essa si affermasse nel panorama sportivo italiano, fino a vincere inopinatamente il campionato di serie A del 1970. Parallelamente, l’altro capitano di industria dedito agli investimenti (con soldi pubblici) in Sardegna, Nino Rovelli, finanziava la squadra di basket del capoluogo sardo, tanto da portarla sino ai play-off del massimo campionato cestistico italiano.

Ma cosa venivano a fare i Moratti e i Rovelli in Sardegna? Perché sembrava vantaggioso impiantare industrie pesanti, chimiche o petrolchimiche, nel contesto di un tessuto produttivo largamente pre-industriale, a vocazione prevalente agro-alimentare e, allora ancora in prospettiva, turistica? E perché tale investimento doveva sembrare vantaggioso anche allo Stato italiano, che lo favoriva e finanziava? Continua “Siamo sicuri?”


mar 25 2009

Conosciamo noi stessi?

Omar Onnis @ 11:27Tag: , ,

mafalda_e_conosci_te_stesso1Pare che sull’architrave del tempio di Apollo, a Delfi, fosse scolpito l’ammonimento: “Conosci te stesso!”. Socrate ne trasse un comandamento che poi impartiva convinto a destra e a manca. Infatti, fu condannato a morte. Ma lui stesso parlava anche di un daimon, uno spirito, un pensiero autonomo, che ognuno porta dentro di sé. Qualcosa di indipendente dalla nostra volontà, anzi, di solito prevalente su di essa.
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feb 25 2009

L’insostenibile leggerezza del non-essere

Omar Onnis @ 12:40Tag: , ,
foto di Mario Sollai

(la foto è di Mario Sollai)
Ha suscitato qualche reazione un mio commento, molto generale, su alcuni elementi emersi in occasione delle ultime elezioni sarde. Il pezzo in questione è linkato (molto cortesemente) nell’articolo di Michela Murgia Lo stato delle anime, è pubblicato anche su Altravoce.net e non lo ripropongo qui.

Riporto invece la risposta redatta da Alessandro Mongili sull’Altravoce, cui faccio seguire la mia replica. Continua “L’insostenibile leggerezza del non-essere”