Ogni tanto, a caso e spesso en passant, si ripropone una questione che ormai meriterebbe qualche analisi più approfondita e meditata. Che la forma romanzo stia vivendo una sua fioritura particolare, in Sardegna, è ormai dato acquisito, a volte citato a mo’ di fenomeno sorprendente o come motivo di vanto “etnico”. Ma mai che si riesca a sistematizzare il tema, cercando continuità e discontinuità, mettendo in campo ipotesi ricostruttive che diano conto del fenomeno, buttando qualche idea articolata nell’agone, un po’ fiacco a dire il vero, del dibattito culturale nostrano.
Certamente, non sarà qui che diremo l’ultima parola sulla questione. Nondimeno proverei a darle un’inquadratura generale, dentro cui muovere qualche passo.
La tesi che vorrei argomentare è che esiste ed è sempre esistita una letteratura sarda, in quanto letteratura propriamente nazionale (nel senso che questa locuzione può avere in epoca moderna e contemporanea). Il fermento odierno non è che la manifestazione della definitiva acquisizione in Sardegna degli strumenti della Modernità (come già ipotizzato altrove).
Continua “La letteratura sarda come letteratura nazionale”

Riporto la prima parte di una sbobinatura ripulita di una interessante conversazione tenuta da Paolo Maninchedda con alcuni suoi allievi nella campagna di Antonio e Tetta Succu vicino a Bosa. L’ho presa da qui.
Un amico romanziere mi ha comunicato di non voler più scrivere. Il motivo? “O scrivi un romanzo capace di rappresentare il mondo, o non serve scrivere”. In parole povere, il mio amico, che è sardo, dice che o uno scrittore ha veramente qualcosa da dire oppure scivola a inventare storie come un cantastorie ma poi, prima o poi, comincia a stancarsi, a soffrire o di un senso di vacuità o di quell’insopportabile eccesso di cinismo che può catturare i commercianti che credono troppo nel proprio mestiere. Continua “Letteratura e indipendenza (parte 1)”
Di festival in Sardegna se ne fanno parecchi.
Per alcuni anche troppi, anche se non sempre è chiaro il parametro per definire il presunto eccesso. Io sono piuttosto tra quelli che pensano che di buoni festival non ce siano abbastanza.
Per questo saluto con favore i primi squilli mediatici sull’ Isola delle Storie, il festival della letteratura di Gavoi, che quest’anno ha lasciato trapelare con molto più anticipo del previsto diverse indiscrezioni su quello che sarà il programma di questa edizione. Continua “Quelli che i festival…”
A mie fit piàghidu de faeddare de leteradura in custu logu, siat chi siat in italianu o in sardu, e a s’imbesse e daemi inoghe a faeddare de àteru, trasinadu sempre dae cuddu argumentu chi si leat su logu finas cando non nd’apo gana. Gai comente mi capitat, chene mancare mai, a sas pagas presentatzione chi fato de carchi trabagliu meu. Continua “Arrejunu siguru”