<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Corona De Logu &#187; Lucia Baire</title> <atom:link href="http://www.coronadelogu.com/tag/lucia-baire/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.coronadelogu.com</link> <description> </description> <lastBuildDate>Fri, 18 Jun 2010 10:26:49 +0000</lastBuildDate> <generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>Ministero della Cultura Militare</title><link>http://www.coronadelogu.com/2010/04/24/ministero-della-cultura-militare/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2010/04/24/ministero-della-cultura-militare/#comments</comments> <pubDate>Sat, 24 Apr 2010 19:43:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Michela Murgia</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Fiera del libro di Macomer]]></category> <category><![CDATA[Libera Universidade Mediterranea]]></category> <category><![CDATA[Lucia Baire]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Saverio Gaeta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=1129</guid> <description><![CDATA[Lucia Baire è l’assessore  regionale sardo alla cultura, ma quale idea di cultura stia promuovendo  per l’isola lo si sta comprendendo bene solo ora; in vista delle  elezioni provinciali di maggio, forse gli operatori del settore  dovrebbero cominciare a farsi qualche domanda in merito. Un buon terreno  di verifica potrebbe [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img691.imageshack.us/img691/134/baire.gif" alt=" " width="200" height="220" align="left" />Lucia Baire è l’assessore  regionale sardo alla cultura, ma quale idea di cultura stia promuovendo  per l’isola lo si sta comprendendo bene solo ora; in vista delle  elezioni provinciali di maggio, forse gli operatori del settore  dovrebbero cominciare a farsi qualche domanda in merito. Un buon terreno  di verifica potrebbe essere analizzare l’organizzazione della Fiera del  libro sardo di Macomer in corso in questi giorni, manifestazione che in  passato ha avuto un certo rilievo per l’editoria dell’isola, ma che  negli ultimi due anni si è distinta soprattutto per rapidità di  decadimento, disertata da pubblico e scrittori. Per rimettere  letteralmente le cose in riga l’assessore ha pensato bene di schierare  l’esercito, presentando la manifestazione in compagnia di un militare in  divisa e mostrine. Il perché di questa presenza è presto detto:  nonostante siano assenti dal programma della Fiera i soggetti principali  della filiera del libro sardo (gli scrittori, per esempio, e  l’associazione dei librai indipendenti), è previsto invece che un tal  Colonnello Giardini tenga un incontro sull’eccitante tema della  pubblicistica militare, che vanta titoli prestigiosi come &#8211; lo giuro, è  vero -  <a href="http://img651.imageshack.us/img651/2259/divisa.jpg"  rel="external">“Il Fascino della Divisa”</a>. <span id="more-1129"></span>Questa sensibilità al  valor militare l’assessore Baire deve averla assorbita dal suo sponsor  politico, l’arcivescovo di Cagliari mons. Mani, che prima di assumere la  guida della diocesi era proprio Ordinario Militare Italiano, <a href="http://www.ordinariato.it/"  rel="external">la massima carica dei  cappellani nell’esercito</a>, con giurisdizione su tutti i militari  delle forze armate, sui loro familiari e sul personale civile annesso,  con buona pace di don Milani.<br/><br /> <img src="http://img685.imageshack.us/img685/188/baire2.jpg" alt=" " hspace="5" vspace="3" width="200" height="161" align="left" />Conscia del  fatto che la Sardegna ospita da sola il 60% del totale delle basi  militari d’Italia, la signora Baire deve aver desunto che la nostra sia  una cultura militarizzata, dove acquista senso dare spazio anche a  “Caserme Aperte” – lo giuro, <a href="http://www.nsd.it/forze-armate/4-novembre-150-caserme-aperte-ai-cittadini.-si-alla-giornata-ricordo-caduti-in-missioni-di-pace.html"  rel="external">è vero anche questo</a> &#8211; l’iniziativa con cui  l’esercito cerca da sempre di convincere la popolazione locale che  carroarmati, aerei da combattimento e poligoni militari con proiettili  all’uranio impoverito siano una cosa da gita domenicale coi bambini,  proprio come andare a <a href="http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=602&amp;s=17&amp;v=9&amp;c=4461&amp;c1=%22Cortes+Apertas%22&amp;n=24&amp;ric=1"  rel="external">Cortes Apertas.</a> L’assessorato però non si limita a  consentire all’Esercito di spacciarsi per attore culturale sul  territorio: addirittura lo finanzia per farlo. L’imperdibile  appuntamento con la pubblicistica militare è infatti voce di spesa per  la Fiera per un importo di 10.000 euro, che per due ore di incontro  rappresenta più del cachet di un premio Nobel.</p><div>Tanta generosità – unita al  fatto che questa è l’unica  fiera editoriale dove gli editori espositori  vengono pagati, anziché pagare gli  spazi che occupano &#8211; farebbe  supporre che la signora Baire abbia deciso  di largheggiare in  finanziamenti a tutte le attività culturali sul  territorio regionale,  comprese quelle vere. Invece pochi giorni fa è  stata resa nota con  apposita delibera la notizia che le risorse ai  festival e alle altre  iniziative sono state ancora ridotte, con la  fissazione di tetti  massimi di finanziamento che quasi dimezzeranno i  fondi di eventi come  Gavoi e Berchidda, paesi antipatriottici che hanno  il peccato originale  di non ospitare nessuna base militare.</div><div>Il resto  del  programma della Fiera purtroppo non salva la scelleratezza della  scelta  di ospitare l’Esercito: le tre giornate di Macomer brillano  infatti  soprattutto per le assenze, e in quel che resta si  oscilla tra <a href="http://libreriarizzoli.corriere.it/libro/zavattaro_fabio-un_santo_di_nome_giovanni_.aspx?ean=9788874245581"  rel="external">marchette cattoliche</a>, banale stereotipo (il titolo  di &#8220;Sardegna nel Mito&#8221; fa eco al  patinato spot regionale <a href="http://www.youtube.com/watch?v=O88r5dnn52s"  rel="external"><em>Mith  in the mediterranean sea</em></a>, rivelando  bieche sinergie da Pro  Loco) ed <a href="http://www.anobii.com/books/Le_Colonne_dErcole/9788890074004/0112a4a685b6c1bb1b/"  rel="external">esplosive novità</a> di ben cinque anni fa, per  mettere insieme le quali il direttore artistico Saverio Gaeta ha  percepito 10.000 euro, in sfregio ai molti operatori culturali seri che  in questi anni hanno organizzato la Fiera di Macomer con totale spirito  di gratuità e professionalità ben superiore. Per ripagarli, lo  spazio  di esposizione ai librai locali è stato ridotto e relegato a un  locale  dove ci piove dentro, con il risultato che i protagonisti teorici  di  questa Fiera – cioè i libri – ieri erano “esposti” al pubblico  coperti  da un telo di plastica, come il cadavere di Laura Palmer.</div><div>Cieco a  queste evidenze, l’assessore alla Cultura di  Macomer Govanni Biccai ha  avuto il coraggio di proclamare ambizioso: «<em>Mi  piacerebbe che col tempo  la nostra mostra uscisse dai confini  regionali e si trasformasse nella  Fiera del libro del Mediterraneo</em>».  Le premesse per fare qualcosa di simile ci sono tutte, direi.  Ma visto  che si punta al grande evento, per l’anno prossimo mi permetto  di  suggerire un invito anche alla Protezione Civile, tanto per non farci   mancare niente.<br /> <strong>p.s.</strong><br /> Siccome a demolire sono  bravi tutti, in attesa del programma di Gavoi  segnalo costruttivamente  anche un esempio di progettazione culturale  seria, promossa dalla <a href="http://lum-sardigna.blogspot.com/"  rel="external">Libera  Universidade Mediterranea</a>, con appuntamenti  periodici su temi come  le energie rinnovabili, le conseguenze del  gasdotto dall’Algeria,  l’economia agricola e industriale davvero  sostenibile, il futuro della  lingua sarda e il posto della Sardegna nel  Meditterrano come nazione,  anziché come mito. Non c’è l’esercito, ma  pare che la gente ci vada lo  stesso.</div> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=1129" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2010/04/24/ministero-della-cultura-militare/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>A chi serve la cultura</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/11/a-chi-serve-la-cultura/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/03/11/a-chi-serve-la-cultura/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Mar 2009 18:01:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Michela Murgia</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Bruno Murgia]]></category> <category><![CDATA[intellettuali]]></category> <category><![CDATA[Lucia Baire]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=580</guid> <description><![CDATA[(il cartello si trova all&#8217;ingresso del mio palazzo) Mi ha sempre incuriosito il modo in cui la politica si rapporta alla cultura, e ora che la signora Lucia Baire è stata nominata come assessore regionale preposto, la mia curiosità si rinnova. Non è una domanda disinteressata: nel mondo in cui mi piacerebbe vivere, la politica dovrebbe [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-581" title="foto0056" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/foto0056-150x150.jpg" alt="foto0056" width="150" height="150" /><em>(il cartello si trova all&#8217;ingresso del mio palazzo)</em></p><p>Mi ha sempre incuriosito il modo in cui la politica si rapporta alla cultura, e ora che la signora Lucia Baire è stata nominata come assessore regionale preposto, la mia curiosità si rinnova. Non è una domanda disinteressata: nel mondo in cui mi piacerebbe vivere, la politica dovrebbe rispettosamente temerla, la cultura. Dovrebbe percepirla come un’autorità morale, una sorta di quarto potere, necessario e indipendente al pari di quello legislativo, esecutivo o giudiziario.<span id="more-580"></span></p><p>Da un certo punto di vista la cultura è stato davvero un oggetto maneggiato con cautela dalla politica. Tutti i sistemi di potere, anche quelli dittatoriali, hanno cercato di accattivarsi gli intellettuali, quando non di usarli, e restano tutt’oggi ben contenti quando riescono a farsene legittimare. È meno difficile di quel che sembra, perché quello che comunemente si intende per mondo culturale non è affatto un sistema indipendente. A molti operatori per portare avanti i loro progetti servono i soldi di cui la politica dispone, e non a caso la mappa dei finanziamenti sotto tutte le legislature ha ricalcato in gran parte quella delle simpatie politiche, dimostrando, casomai ce ne fosse bisogno, che il potere ha la tendenza a sostenere la cultura non in quanto produttrice di strumenti di democrazia, ma come <em>dècor du regime</em>.</p><p>Sul <a href="http://www.brunomurgia.it/2009/02/13/la-destra-e-la-cultura/"  rel="external">blog del deputato PdL Bruno Murgia</a> durante la campagna elettorale lessi una cosa in merito che mi lasciò a bocca aperta; ve la riporto, perché è rivelatoria di come un certo mondo politico vede la cultura:<br /> “ <em>A destra </em>[n.d.r. sulla cultura]<em> il percorso da fare è comunque più tortuoso, perché a differenza degli eredi della grande tradizione comunista italiana, si è persa l’idea della <strong>cultura come generatrice di consenso democratico</strong>. Una peculiarità che era propria della visione di Gramsci, ma anche della visione di Mussolini e Gentile, impegnati da sempre a far passare una dimensione culturale della rivoluzione fascista.</em>”</p><p>Senza entrare nel merito della fondatezza dell’accostamento storico, la definizione resta preoccupante per tutti coloro che lavorano nella cultura intendendola come generatrice non di <em>consenso</em> (quella è la propaganda), ma di <strong>consapevolezza democratica</strong> (e quindi anche e soprattutto di <em>dissenso</em>). Una visione strumentale che personalmente mi auguro non sia condivisa dal nuovo assessore, e la domanda gliela porrei volentieri.</p><p>Agli operatori culturali a ogni titolo possibile resta un altro quesito, che qui dentro non possiamo permetterci di non fare. Se per molti di noi la possibilità di operare è serva del finanziamento pubblico, cioè in definitiva del potere politico, per quali altre strade può passare il mestiere/servizio del fare cultura che non vuole vendersi, né subire ricatti?</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=580" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/03/11/a-chi-serve-la-cultura/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>46</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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