<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Corona De Logu &#187; precari</title> <atom:link href="http://www.coronadelogu.com/tag/precari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.coronadelogu.com</link> <description> </description> <lastBuildDate>Fri, 18 Jun 2010 10:26:49 +0000</lastBuildDate> <generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>Coordinamenti dei precari, movimenti spontanei e sindacati: unione per la difesa della scuola!</title><link>http://www.coronadelogu.com/2010/05/24/coordinamenti-dei-precari-movimenti-spontanei-e-sindacati-unione-per-la-difesa-della-scuola/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2010/05/24/coordinamenti-dei-precari-movimenti-spontanei-e-sindacati-unione-per-la-difesa-della-scuola/#comments</comments> <pubDate>Mon, 24 May 2010 16:09:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Cristian Ribichesu</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[alunni]]></category> <category><![CDATA[docenti]]></category> <category><![CDATA[Gelmini]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Legge sulla sicurezza]]></category> <category><![CDATA[precari]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Scuola sarda]]></category> <category><![CDATA[Sindacato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=1165</guid> <description><![CDATA[Dopo che l&#8217;anno è quasi giunto al termine, arrivando verso l&#8217;allontanamento di altre 25.600 persone dal posto di lavoro, persone che hanno diritto al ruolo per legge http://www.democraziaoggi.it/?p=1128 , e persone che già hanno fatto una lunga gavetta http://www.democraziaoggi.it/?p=273 , ma soprattutto dopo che sono stati annunciati ulteriori tagli e addirittura blocchi negli scatti stipendiali [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2010/05/foto-ariston1.jpg" rel="external"><img class="alignleft size-medium wp-image-1166" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2010/05/foto-ariston1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Dopo che l&#8217;anno è quasi giunto al termine, arrivando verso l&#8217;allontanamento di altre 25.600 persone dal posto di lavoro, persone che hanno diritto al ruolo per legge <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=1128" rel="external">http://www.democraziaoggi.it/?p=1128</a> , e persone che già hanno fatto una lunga gavetta <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=273" rel="external">http://www.democraziaoggi.it/?p=273</a> , ma soprattutto dopo che sono stati annunciati ulteriori tagli e addirittura blocchi negli scatti stipendiali dei docenti di ruolo, in seguito agli incidenti in Grecia e Romania e alle richieste di Zapatero, per stringere la cinghia ai Paesi membri dell&#8217;Unione, i sindacati decidono di indire riunioni sindacali e proporre una giornata di mobilitazione il 10 giugno, l&#8217;ultimo giorno di scuola.<span id="more-1165"></span></p><p>Inaudito, così lontani dalla tempestività da poterli definire quasi complici dei tagli, insomma, troppo morbidi nei confronti di politiche scolastiche che, invece, sono più dure delle pietre. Un&#8217;eccezione sicuramente è la posizione dei Cobas, che coraggiosamente, ma è il coraggio che serve davanti ai posti che vengono persi, alle persone che vengono allontanate così ignobilmente dal posto di lavoro, hanno indetto lo sciopero degli scrutini, per l&#8217;11 e il 12 giugno, non certo una soluzione al problema, ma un segnale fortissimo di dissenso nei confronti dell&#8217;operato del Governo in merito alle politiche scolastiche.</p><p>In Italia, poi, la cinghia ai lavoratori della scuola e alla stessa scuola è già stata stretta da tempo e la protesta degli insegnanti si basa su motivazioni tecniche che vanno oltre le sole divisioni politiche <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=339" rel="external">http://www.democraziaoggi.it/?p=339</a> , motivazioni che sono supportate dallo stato di sofferenza reale in cui gravano adesso le singole istituzioni, ma che vengono celate o mascherate dall&#8217;informazione di parte e anche dall&#8217;inadempienza delle Regioni, come quella sarda  <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=1316" rel="external">http://www.democraziaoggi.it/?p=1316</a> , che invece, oltre a difendere il lavoro dei lavoratori della scuola e la qualità dell&#8217;insegnamento, dovrebbe, inoltre, correre ai ripari per le ricadute negative sul numero degli iscritti nelle facoltà universitarie locali  <a href="http://www.coronadelogu.com/2010/05/08/calano-gli-iscritti-nelle-facolta-della-sardegna-crisi-abbandono-e-riforma-scolastica/">http://www.coronadelogu.com/2010/05/08/calano-gli-iscritti-nelle-facolta-della-sardegna-crisi-abbandono-e-riforma-scolastica/</a> .</p><p>Ora, una possibile barriera per arginare la tempesta dei tagli che, come scritto, il prossimo anno porterà alla perdita di altri 25.600 posti, soprattutto degli insegnanti già preparati e formati, i più giovani che servirebbero per il normale ricambio generazionale della classe docente, che è la più anziana d&#8217;Europa per media d&#8217;età <a href="http://lnx.contro-mano.net/?p=598" rel="external">http://lnx.contro-mano.net/?p=598</a> , è rappresentata dal rispetto della legge sulla sicurezza, che impone un tetto massimo di 26 persone per aula, indipendentemente dalle dimensioni, e comunque nel rispetto di 1,8 mq di spazio a testa nelle scuole elementari e medie e 1,96 nelle superiori. Adesso, la legge sulla sicurezza, visto che la sicurezza e la salute dei cittadini e dei lavoratori è tutelata dalla Costituzione, gerarchicamente è superiore alla legge ordinaria della riforma scolastica, legge scolastica che tra l&#8217;altro, per la sua completa attuazione, è ancora mancante di numerosi passaggi tecnici, come il parere favorevole della Corte dei Conti. I sindacati, che anziché concentrare una parte delle energie sulle offerte formative della scuola, la didattica,  avrebbero dovuto impegnarsi con più forza per la tutela del lavoro e dei lavoratori, dal 2008 a oggi non hanno fatto pesare l&#8217;incongruenza delle richieste della legge Gelmini di voler portare a 30 il numero massimo degli alunni per classe, in palese contrasto con i principi della sicurezza, e non hanno denunciato tutte le situazioni di sovraffollamento nelle aule, aspetto che avrebbe portato a bloccare parte di quelle migliaia di posti di lavoro persi lo scorso anno. Ora, alcuni insegnanti hanno avuto l&#8217;idea di richiedere alle istituzioni, Province e Comuni, la vigilanza per il rispetto della legge sulla sicurezza, dato che le istituzioni sono responsabili delle sicurezza dei propri stabili, per il <strong><em>D. Lgs 112/1998, &#8220;alle Province e Comuni spettano l&#8217;istituzione, l&#8217;aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole in attuazione degli strumenti di programmazione; la redazione dei piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche; il piano di utilizzazione e manutenzione degli edifici e di uso delle attrezzature&#8221;</em></strong>, attraverso il campionamento della aule scolastiche, e con l&#8217;affissione sulle porte delle stesse aule di cartelli che ne indicano le dimensioni e la capienza, anche in coerenza con il principio di trasparenza e funzionalità, nonché con lo stesso Testo Unico sulla sicurezza <a href="http://www.coronadelogu.com/2010/04/30/dal-prossimo-anno-aumenterano-ancora-gli-alunni-per-classe/">http://www.coronadelogu.com/2010/04/30/dal-prossimo-anno-aumenterano-ancora-gli-alunni-per-classe/</a> . A volte gli interventi più efficaci vengono proprio con le soluzioni più semplici, e sia in ambito locale che in ambito nazionale i sindacati non hanno mai richiesto l&#8217;affissione di un cartello indicante dimensioni e capienza di persone nelle aule, cartelli che sicuramente potrebbero indurre i Dirigenti scolastici a richiedere la formazione di classi meno numerose agli uffici scolastici provinciali, anche per la pressione che potrebbe nascere dalle stesse famiglie degli alunni, informate da questi qualora le classi abbiano più persone di quelle indicate nel cartello dell&#8217;aula. A parte il fatto che se i sindacati avessero voluto, per il principio della legge sulla trasparenza, avrebbero potuto richiedere le piantine delle aule ai Dirigenti scolastici e le formazioni delle classi, sapendo quante persone c&#8217;erano nelle differenti aule delle varie scuole, denunciandone le irregolarità da subito, impedendo molti sovraffollamenti e molti tagli nel personale scolastico. Ma ora, inoltre, alcuni sindacalisti, in ultimissime assemblee sindacali, dichiarano di avere chiesto ai docenti, fin dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, di apporre tali cartelli nelle aule (tra l&#8217;altro sbagliando indicazione, perché non possono, per legge, essere i docenti ad attaccare tali cartelli nelle porte della aule, ma si può richiedere ciò a Province e Comuni), forse per paura di perdere consensi tra lavoratori di ruolo e precari della scuola, arrogandosi idee e iniziative, proprio come quella dei cartelli per il rispetto della legge sulla sicurezza, principio sposato anche dal Direttore dell&#8217;Unità Concita De Gregorio, che immediatamente, pur &#8220;non essendo un&#8217;addetta ai lavori&#8221;, ne ha capito l&#8217;importanza <a href="http://www.unita.it/news/scuola/98203/troppi_alunni_in_classe_illegale_ora_ribelliamoci" rel="external">http://www.unita.it/news/scuola/98203/troppi_alunni_in_classe_illegale_ora_ribelliamoci</a> , insomma, idee che, invece, in tutta Italia vengono partorite e portate avanti da coordinamenti di insegnanti, precari e non, da gruppi di genitori e da movimenti nati spontaneamente per la difesa della scuola pubblica nazionale, dimostrandosi più attivi degli stessi sindacati.</p><p>Ora, certamente, per tutti sarebbe meglio che i sindacati, o i singoli sindacalisti, anziché sminuire le azioni dei coordinamenti dei precari slegati da questi, e di tutti i vari movimenti nazionali di genitori, docenti e cittadini sensibili per il futuro della scuola e dei suoi lavoratori, capiscano in cosa loro non sono stati efficaci ed evidenzino la positività, invece, degli interventi di questi movimenti, affiancandosi, sia per una loro credibilità che non può prescindere dalla coerenza e dalla verità, sia per la vera difesa della Scuola, che deve avvenire con l&#8217;unione di tutti. Evidentemente, ed è la realtà delle persone che tagliate lo scorso anno ora hanno anche finito la disoccupazione, e ormai sono perse in un limbo indefinito,  i sindacati non sono  stati efficaci in una forte lotta contro la &#8220;riforma&#8221; Gelmini, e indubbiamente per riconquistare la fiducia di chi è già stato allontanato dal posto di lavoro e di chi lo sarà, se non si riusciranno a contrastare le politiche scolastiche del Governo, in un immediato futuro, è bene trovare l&#8217;unione e promuovere proprio quei movimenti e quei coordinamenti spontanei che dal 2008 hanno più volte sollevato il problema dei tagli nella scuola, con azioni che spesso sono state visibili e sentite in modo forte, sia nel locale che a livello nazionale.</p><p>Cristian Ribichesu</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=1165" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2010/05/24/coordinamenti-dei-precari-movimenti-spontanei-e-sindacati-unione-per-la-difesa-della-scuola/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>La scuola alle porte del 2010. Il ministro Gelmini a Ballarò, la &#8220;riforma&#8221; scolastica e la sorte dei precari.</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/12/27/la-scuola-alle-porte-del-2010-il-ministro-gelmini-a-ballaro-la-riforma-scolastica-e-la-sorte-dei-precari/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/12/27/la-scuola-alle-porte-del-2010-il-ministro-gelmini-a-ballaro-la-riforma-scolastica-e-la-sorte-dei-precari/#comments</comments> <pubDate>Sun, 27 Dec 2009 14:51:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Cristian Ribichesu</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Floris]]></category> <category><![CDATA[Fois]]></category> <category><![CDATA[Gelmini]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[precari]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Scuola sarda]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=1044</guid> <description><![CDATA[Seguo spesso la trasmissione televisiva Ballarò, condotta dal giornalista Floris. Anche questo martedì 15/12, e con rammarico ho visto che l’attuale Ministro all&#8217;Istruzione sembra lontana dal contesto scolastico. Sarà un mio limite, ma credo di non sbagliare. Io penso che il punto non stia nel fatto che i finanziamenti della Scuola venissero usati, alla vigilia [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Seguo spesso la trasmissione televisiva Ballarò, condotta dal giornalista Floris. Anche questo martedì 15/12, e con rammarico ho visto che l’attuale Ministro all&#8217;Istruzione sembra lontana dal contesto scolastico. Sarà un mio limite, ma credo di non sbagliare. Io penso che il punto non stia nel fatto che i finanziamenti della Scuola venissero usati, alla vigilia dell&#8217;insediamento di questo Governo, per il 98% per pagare stipendi, come affermato dal ministro Gelmini, ma che negli anni progressivamente lo Stato abbia ridotto i finanziamenti nell&#8217;istruzione e, per forza di cose, alla fine siano rimasti in piedi solo le voci degli stipendi (togli anche quelle e chiudi le scuole!) .  <span id="more-1044"></span>Certamente le colpe devono essere distribuite nel tempo, tanto che l&#8217;Italia per il finanziamento di questo settore, fondamentale per lo Stato e per la vita dei cittadini, è ben sotto la media, per PIL, dei paesi OCSE. E si consideri che circa un sesto del personale docente ogni anno è rappresentato da personale precario, precario per risparmiare sui costi della stabilizzazione, assunto a settembre e licenziato a giugno o agosto, … e per anni.</p><p>Voglio aggiungere anche che quei sistemi di ammortizzazione sociale annunciati dal Ministro, con tanta enfasi, ancora non sono operanti, dato che molti docenti non hanno neanche ricevuto il pagamento del tfr dello scorso anno, il pagamento delle ferie non godute e, lavorando quest&#8217;anno per poche ore, hanno perso la disoccupazione di 800 euro per lavorare per poche centinaia di euro, e magari a parecchie decine di chilometri da casa e pagati non sempre puntualmente anche per quelle poche centinaia di euro (non si immagini tanto, 300, 400, 500 euro). Immaginatevi il Natale di molti docenti precari, che ancora, anche per passione e senso del dovere, continuano a lavorare per le supplenze preparandosi tutti i giorni e acquistando continuamente e personalmente libri e materiali didattici. La convenzione con l&#8217;INPS, poi, per il momento non è ancora funzionante, e parlo di quella convenzione che avrebbe dovuto assicurare un reddito minimo per i precari che avessero lavorato per poche centinaia di euro, con una formula di completamento tra stipendio a tempo determinato e disoccupazione (legge Salva-precari). Rimango allibito, inoltre, davanti all&#8217;affermazione del Ministro all&#8217;Istruzione di voler migliorare la Scuola con una nuova formazione dei docenti, dato che i docenti preparati e qualificati esistono e da anni lavorano come precari in mezzo a mille difficoltà. La scuola media, inoltre, con la cancellazione delle ore a disposizione, ogni qualvolta si assenti per un giorno un docente, vede spesso la divisione degli alunni di una classe in altre differenti, sovraffollandole. Contemporaneamente, sempre alle scuole medie, secondarie di primo grado, si è negata la possibilità di lezioni individualizzate per quegli alunni con problematiche particolari che, generalmente, venivano seguiti proprio dai docenti che avevano ore a disposizione. Insomma, ritornando a Ballarò, in pochi minuti, purtroppo perché la puntata ha visto una variazione per la discussione dell&#8217;aggressione al Capo del Governo (la scaletta prevedeva la tematica principale sulla Scuola), comunque in pochi minuti si è negato il fatto che la &#8220;riforma&#8221; Gelmini sia data essenzialmente da un enorme taglio a carico del personale scolastico precario. Triste sentir dire da parte del Ministro che i lavoratori a tempo determinato non devono pretendere nulla in merito alla stabilizzazione.</p><p>Triste e scorretto, moralmente e politicamente.</p><p>Tra l&#8217;altro, se si dovesse ragionare così come afferma il Ministro, non dovrebbero pretendere niente quelle centinaia di migliaia di lavoratori a tempo determinato che lavorano in vari settori del pubblico, nazionale, regionale e locale, e che avendo superato &#8220;solo&#8221; una selezione o un concorso richiedono giustamente l&#8217;inserimento lavorativo indeterminato. E scrivo &#8220;solo&#8221; non per sminuirne l&#8217;importanza, ma perché gli specializzati docenti precari hanno superato un corso-concorso con selezione e esame di Stato ben articolato. Ormai uno scippo.</p><p>I paragoni del ministro Gelmini, poi, come chiedere se si pensa che aumentando gli investimenti nell&#8217;Istruzione questa possa migliorare, lasciano il tempo che trovano, perché sarebbe come dire che un auto non va solo con la benzina, ma non va solo con l&#8217;autista o solo con le ruote. Semplicemente un sistema per funzionare deve avere a disposizione tutte le risorse che lo completano organicamente, risorse umane, finanziarie, organizzative e strutturali. E intanto molti docenti precari, supplenti, come scritto, stanno lavorando in previsione di uno stipendio il cui pagamento viene posticipato nel tempo, perché in molte scuole mancano le risorse finanziarie per pagare supplenti, materiali e sussidi didattici, e le manutenzioni spesso sono carenti, troppo.</p><p>In ragione di tutto ciò il Governo, proprio vedendo la riduzione progressiva dei finanziamenti per l&#8217;Istruzione, avrebbe dovuto aumentare le risorse per la Scuola, non diminuirle facendo breccia nei problemi esistenti e creando una voragine.</p><p>Questo di seguito è quello che penso, con alcuni dati certificati e certificabili.</p><p>Se esiste un aspetto che ci caratterizza come persone è la socializzazione, la capacità di molti di fermarsi per strada quando s’incontra un conoscente o un amico e scambiare quattro parole, anche per parlare del più o del meno. Ovviamente queste riflessioni a voce alta spesso difettano della correttezza scientifica, ma molte volte sono più pregnanti e più aderenti alla realtà di quanto possa essere la visione data dai media, dai politici o dagli studiosi di statistica in merito alla vita dei cittadini. Molte volte, però, le persone non interessate direttamente da una particolare realtà del Paese, non coinvolte da certe problematiche, parlano di determinati argomenti in base alle informazioni che hanno acquisito dall’ambiente, e alla fine, dal confronto fra le opinioni dei più, fra quelli direttamente coinvolti da certe dinamiche sociali e quelli estranei o solo spettatori, fra i politici e fra i mezzi dell’informazione, sembra di assistere all’esistenza di più Italie.</p><p>Un argomento discusso, ma forse non adeguatamente in proporzione all’importanza, almeno dallo scorso anno, è il funzionamento del nostro sistema scolastico e il suo cambiamento. Infatti, che la scuola italiana soffra più problemi è noto, ma la soluzione intrapresa per il suo miglioramento è certamente criticabile. Il tutto, come molti ben sanno, si è risolto in una drastica riduzione di personale, con un taglio di 42.104 docenti e 15.167 collaboratori scolastici (1.928 docenti e 591 collaboratori scolastici in meno per la Sardegna nel 2009/2010), per un totale di 52.171 posti di lavoro in meno in Italia per il corrente anno scolastico, che ammontano a 131.900 se considerati i tagli di tre anni consecutivi, e a fronte di un aumento di 37.441 alunni nel 2009 rispetto al 2008, “stipati” in classi che sono diminuite di 3.826 unità. I finanziamenti per l’Istruzione, poi, sono diminuiti nel tempo, dato che per il 2009 si è registrata una riduzione del 45,77% rispetto al 2001, e del 21,66% rispetto al 2008, e così l’investimento pubblico per questa voce risulta inferiore alla media dei paesi Ocse in proporzione al Pil.</p><p>Proprio uno dei capitoli di spesa che maggiormente risentirà dei tagli della “riforma” è quello riguardante i docenti precari, che nello scorso anno scolastico erano 130.835, cioè il 15,66% dei docenti della scuola italiana. Negli anni, nonostante le esigenze di personale, il precariato scolastico è aumentato, poiché si è scelto di usufruire del lavoro di questi docenti risparmiando sulla stabilizzazione, tanto che dei 130.835 precari in servizio nel 2008/2009 ne sono stati licenziati 110.553 alla fine delle attività didattiche. Perciò sembra che ora si voglia diminuire il precariato non stabilizzando e allontanando sempre più dal ruolo i docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento provinciali, le stesse da cui si attinge per l’assunzione a tempo indeterminato e determinato.</p><p>E allora non si può che rimanere allibiti davanti ai commenti di cittadini che, estranei al mondo scolastico, ma tempestati dalle informazioni non sempre corrette, credono che si stia operando nel miglior modo possibile per il progresso della Scuola, addirittura pensando che si voglia perfezionare tutta la categoria dei docenti con l’istituzione di “innovativi” corsi di formazione per futuri insegnanti neo-laureati, come riferito dal Ministro all’Istruzione questo settembre, mentre si vogliono tagliare 133.000 precari (più di 80.000 insegnanti) che già hanno superato concorsi o scuole di specializzazione Siss, e negli “addetti ai lavori” sorgono spontaneamente dei dubbi riguardanti questo “nuovo” percorso formativo.</p><p>Infatti la scuola di specializzazione Siss viene chiusa e si passa al tre anni più due della laurea specialistica più un anno di specializzazione con tirocinio, che corrispondono a sei anni di studio e pratica, come nel vecchio sistema della laurea quadriennale con gli ulteriori due anni di studio e pratica della scuola Siss. È bene ricordare che le scuole Siss, dopo un esame di ammissione iniziale, si esplicavano in due anni di studio, superamento di esami di psicologia, pedagogia, legislazione scolastica, laboratori, studio dei sistemi di valutazione scolastica, didattica delle materie d’insegnamento, 300 ore di tirocinio, la realizzazione di una tesi e un’ultima interrogazione con una commissione di docenti universitari e delle scuole pubbliche. E per il nuovo percorso di formazione docenti nulla dovrebbe cambiare (forse le ore di tirocinio, 450, da quanto annunciato, ma ristrette in un unico anno, a discapito degli studi di didattica, contro le 300 della Siss). Semplicemente, il sistema universitario è stato allungato di un anno e perciò si vuole adeguare il sistema di formazione degli insegnanti riducendolo di uno. Ma allora come si può parlare di formazione di nuovi docenti se vogliono tagliare quelli che fanno parte delle graduatorie ad esaurimento, molti dei quali hanno frequentato le Siss? E poi, come si può pensare che questa nuova selezione programmata possa essere più meritoria e finalizzata all’inserimento in ruolo se già le Siss erano numero chiuso, e previo il superamento di un esame di ammissione, per assumere nel rispetto della turnazione? I nuovi corsi di formazione potrebbero o potranno apportare delle migliorie, ma non si può pensare di non assumere chi fa parte delle graduatorie ad esaurimento e che già ha affrontato un percorso lungo di formazione professionale: laurea; concorsi e/o specializzazione con selezione; ulteriori corsi di perfezionamento; anni di lavoro precario, anche coprendo 200 chilometri al giorno, e continua formazione in itinere.</p><p>Certamente se si vuole migliorare il livello qualitativo dell’apprendimento sarebbe opportuno diminuire il numero massimo degli alunni per classe. Così, mentre tutti i Paesi OCSE vengono richiamati a investire maggiormente nell’Istruzione, mentre lo studio recente del settembre 2009 della Banca d’Italia, “I rendimenti dell&#8217;istruzione&#8221;, evidenzia i vantaggi economici dati da un maggior finanziamento del sistema scolastico, in Italia si prosegue con i tagli e si diramano informazioni che non sempre rappresentano la realtà, ponendo i cittadini davanti al binomio concettuale della positività o negatività di questa “riforma” scolastica. Inevitabilmente, nella realtà dei fatti, quella nota a molti che nella scuola ci lavorano, vi è solo una risposta, quella negativa.</p><p>Nell’ultimo romanzo, Stirpe, lo scrittore sardo Marcello Fois scrive storie verosimili, o forse vere. Fois scrive di uomini, delle guerre mondiali, scrive sull’amore e sul dolore, e scrive di famiglie, dell’ingiustizia e del destino, e fa bellissime similitudini e metafore, riguardanti il mestiere del fabbro, la lavorazione dei metalli e la forgiatura, dei metalli e delle persone insieme, e cita la storia di Giobbe. E allora, rubando la licenza di questo scrittore, oggi i precari della scuola stanno subendo questa “forgiatura”, e speriamo che la tecnica utilizzata o il battere del martello non siano scorretti o troppo insistenti, altrimenti il metallo si fila, e poi è facile che s’infranga e alla fine si spezzi.</p><p>Cristian Ribichesu</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=1044" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/12/27/la-scuola-alle-porte-del-2010-il-ministro-gelmini-a-ballaro-la-riforma-scolastica-e-la-sorte-dei-precari/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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