L’articolo che riporto è di Pietro Mannironi ed è uscito sulla Nuova Sardegna, praticamente ignorato, circa un mese fa. Annunciava che nella finanziaria – in corso di approvazione alla camera con l’ennesimo scandaloso voto di fiducia – c’è un emendamento molto preoccupante che riguarda la questione Sardegna-nucleare. Lo posto perché le voci sul progetto di installazione in Sardegna di una centrale si susseguono anche da fonti autorevoli (l’ultima è lo studio dell’Enel reso noto dai verdi la settimana scorsa, che indica Oristano tra i siti probabili) e altrettanto puntuali giungono le smentite, a cui però – e dal pezzo di Mannironi capirete bene perché – ci sono ottimi motivi per non credere ciecamente, tantopiù se sono in buona fede: quando il gioco si fa duro, le decisioni non le prendono di sicuro i nostri parlamentari e senatori. Continua “Prove tecniche di militarizzazione nucleare”
Ai più non sarà sfuggito questo stralcio di Claudia Lombardo uscito ieri sull’Unione, ma eventualmente lo riporto. E’ interessante.
(…) Non ultimo, l’aspetto socio-culturale e di costume. Per il 90 per cento dei sardi, la lingua sarda -insieme al gallurese, al sassarese, al catalano di Alghero e al tabarchino – deve essere promossa e sostenuta perché è parte costitutiva dell’identità, come risulta nella ricerca sociolinguistica fatta nel 2007 dalle Università di Cagliari e di Sassari per conto della Regione sarda. La ricerca ha evidenziato come quasi un milione e mezzo di cittadini sardi ha scoperto, o riscoperto l’identità e, soprattutto, la richiesta che la politica si occupi della questione. I sardi, in buona sostanza, desiderano che le istituzioni regionali promuovano e sostengano il sardo e le altre quattro lingue alloglotte (minoritarie) con adeguate misure di legge.
Non è mio compito, naturalmente, indicare strade, processi, iniziative. Ma non sarà inutile fornire un quadro di riferimento entro cui il Consiglio regionale dovrà muoversi. Continua “Cambio di rotta sulla LSC?”
(il cartello si trova all’ingresso del mio palazzo)
Mi ha sempre incuriosito il modo in cui la politica si rapporta alla cultura, e ora che la signora Lucia Baire è stata nominata come assessore regionale preposto, la mia curiosità si rinnova. Non è una domanda disinteressata: nel mondo in cui mi piacerebbe vivere, la politica dovrebbe rispettosamente temerla, la cultura. Dovrebbe percepirla come un’autorità morale, una sorta di quarto potere, necessario e indipendente al pari di quello legislativo, esecutivo o giudiziario. Continua “A chi serve la cultura”
Il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha reso nota la composizione della nuova Giunta regionale. Sono nominati Assessori:
- Maria Paola Corona, imprenditrice, in qualità di Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione;
- Giorgio La Spisa, funzionario pubblico, consigliere regionale, in qualità di Assessore alla Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio e, ad interim, di Assessore dell’Industria; Continua “who is who”
Ai tempi di Andreotti le bizzarrie governative venivano varate a ferragosto, ma per Berlusconi va benissimo anche il carnevale. Tra frizzi, lazzi e barzellette, ci ha parlato del mangime forzato ai moribondi, di ronde da passeggio, dello sciopero virtuale e financo di centrali nucleari.
I sardi in festa hanno giubilato in piazza Renato-Cancioffali al ritmo della ratantira, davvero un brutto scherzo di carnevale per tanti Soriani sull’orlo di una crisi di nervi.
Ma davanti agli choc, l’homo sapiens-sapiens fin dalla notte dei tempi ha imparato a resistere, mettendo in atto tre strategie. Continua “Cagliari città-stato”

È bello avere, per disporre e squadernare parole per gli appunti-disappunti degli altri, questo spazio fisico e virtuale insieme in cui parlarsi… per una sinistra che da tempo ha perso la capacità di parlarsi perché tutta tesa a difendere roccaforti ideologiche e pratiche decisionistiche come fossero riti necessari per sacrifici ancora più necessari. Una sinistra che ha perso il senso dell’utopia, del non luogo come spazio della ricerca e del confronto, e in questo andar ciecamente per le sue mille direzioni indiscutibili ha perso il senso dell’orientamento travolgendo ogni ostacolo. Quanto mi hanno infastidito i fedelissimi soriani della prima e ancor di più quelli dell’ultima ora, oltre agli opportunisti di sempre, tutti impegnati a spianare la strada e a magnificare le gesta del leader maximo, yes-wo/men incapaci di vedere il disastro che stava compiendosi intorno… che stavano compiendo… che stavamo lasciando compiersi. Continua “Lo spazio dell’ascolto è anche quello dell’autocritica”
Vorrei aprire un dibattito sulla lettera pubblicata nel sito dell’Associazione Editori Sardi e rivolta al nuovo governatore rispetto alle politiche di sostegno del comparto editoriale.
Questo il mio commento:
Non si capisce come le iniziative relative ai premi letterari, ai presidi del libro, al forum del passaparola, ai festival, possano sovrapporsi ad altre non meglio specificate attività di promozione della lettura portate avanti in passato dagli editori: né come si faccia a dire che le une sono rivolte ai già lettori e le altre a crearne di nuovi: avere certezze rispetto ai risultati di qualsiasi iniziativa legata alla creazione di nuovi lettori è quantomeno improbabile, nessuno le ha, tantomeno l’AES.
Il documento considera anacronistico il coinvolgimento di librai e agenti letterari( e andrebbero aggiunti gli autori) nelle manifestazioni finanziate dalla Regione: vi assicuro che questa posizione da parte della Regione è in linea con le posizioni del governo nazionale che, istituendo il centro del libro ha inserito i rappresentanti dei librai a fianco a quelli degli editori. Continua “Gli editori sardi e il nuovo governatore”