<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Corona De Logu &#187; Regione Sardegna</title> <atom:link href="http://www.coronadelogu.com/tag/regione-sardegna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.coronadelogu.com</link> <description> </description> <lastBuildDate>Fri, 18 Jun 2010 10:26:49 +0000</lastBuildDate> <generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>Coordinamenti dei precari, movimenti spontanei e sindacati: unione per la difesa della scuola!</title><link>http://www.coronadelogu.com/2010/05/24/coordinamenti-dei-precari-movimenti-spontanei-e-sindacati-unione-per-la-difesa-della-scuola/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2010/05/24/coordinamenti-dei-precari-movimenti-spontanei-e-sindacati-unione-per-la-difesa-della-scuola/#comments</comments> <pubDate>Mon, 24 May 2010 16:09:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Cristian Ribichesu</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[alunni]]></category> <category><![CDATA[docenti]]></category> <category><![CDATA[Gelmini]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Legge sulla sicurezza]]></category> <category><![CDATA[precari]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Scuola sarda]]></category> <category><![CDATA[Sindacato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=1165</guid> <description><![CDATA[Dopo che l&#8217;anno è quasi giunto al termine, arrivando verso l&#8217;allontanamento di altre 25.600 persone dal posto di lavoro, persone che hanno diritto al ruolo per legge http://www.democraziaoggi.it/?p=1128 , e persone che già hanno fatto una lunga gavetta http://www.democraziaoggi.it/?p=273 , ma soprattutto dopo che sono stati annunciati ulteriori tagli e addirittura blocchi negli scatti stipendiali [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2010/05/foto-ariston1.jpg" rel="external"><img class="alignleft size-medium wp-image-1166" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2010/05/foto-ariston1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Dopo che l&#8217;anno è quasi giunto al termine, arrivando verso l&#8217;allontanamento di altre 25.600 persone dal posto di lavoro, persone che hanno diritto al ruolo per legge <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=1128" rel="external">http://www.democraziaoggi.it/?p=1128</a> , e persone che già hanno fatto una lunga gavetta <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=273" rel="external">http://www.democraziaoggi.it/?p=273</a> , ma soprattutto dopo che sono stati annunciati ulteriori tagli e addirittura blocchi negli scatti stipendiali dei docenti di ruolo, in seguito agli incidenti in Grecia e Romania e alle richieste di Zapatero, per stringere la cinghia ai Paesi membri dell&#8217;Unione, i sindacati decidono di indire riunioni sindacali e proporre una giornata di mobilitazione il 10 giugno, l&#8217;ultimo giorno di scuola.<span id="more-1165"></span></p><p>Inaudito, così lontani dalla tempestività da poterli definire quasi complici dei tagli, insomma, troppo morbidi nei confronti di politiche scolastiche che, invece, sono più dure delle pietre. Un&#8217;eccezione sicuramente è la posizione dei Cobas, che coraggiosamente, ma è il coraggio che serve davanti ai posti che vengono persi, alle persone che vengono allontanate così ignobilmente dal posto di lavoro, hanno indetto lo sciopero degli scrutini, per l&#8217;11 e il 12 giugno, non certo una soluzione al problema, ma un segnale fortissimo di dissenso nei confronti dell&#8217;operato del Governo in merito alle politiche scolastiche.</p><p>In Italia, poi, la cinghia ai lavoratori della scuola e alla stessa scuola è già stata stretta da tempo e la protesta degli insegnanti si basa su motivazioni tecniche che vanno oltre le sole divisioni politiche <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=339" rel="external">http://www.democraziaoggi.it/?p=339</a> , motivazioni che sono supportate dallo stato di sofferenza reale in cui gravano adesso le singole istituzioni, ma che vengono celate o mascherate dall&#8217;informazione di parte e anche dall&#8217;inadempienza delle Regioni, come quella sarda  <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=1316" rel="external">http://www.democraziaoggi.it/?p=1316</a> , che invece, oltre a difendere il lavoro dei lavoratori della scuola e la qualità dell&#8217;insegnamento, dovrebbe, inoltre, correre ai ripari per le ricadute negative sul numero degli iscritti nelle facoltà universitarie locali  <a href="http://www.coronadelogu.com/2010/05/08/calano-gli-iscritti-nelle-facolta-della-sardegna-crisi-abbandono-e-riforma-scolastica/">http://www.coronadelogu.com/2010/05/08/calano-gli-iscritti-nelle-facolta-della-sardegna-crisi-abbandono-e-riforma-scolastica/</a> .</p><p>Ora, una possibile barriera per arginare la tempesta dei tagli che, come scritto, il prossimo anno porterà alla perdita di altri 25.600 posti, soprattutto degli insegnanti già preparati e formati, i più giovani che servirebbero per il normale ricambio generazionale della classe docente, che è la più anziana d&#8217;Europa per media d&#8217;età <a href="http://lnx.contro-mano.net/?p=598" rel="external">http://lnx.contro-mano.net/?p=598</a> , è rappresentata dal rispetto della legge sulla sicurezza, che impone un tetto massimo di 26 persone per aula, indipendentemente dalle dimensioni, e comunque nel rispetto di 1,8 mq di spazio a testa nelle scuole elementari e medie e 1,96 nelle superiori. Adesso, la legge sulla sicurezza, visto che la sicurezza e la salute dei cittadini e dei lavoratori è tutelata dalla Costituzione, gerarchicamente è superiore alla legge ordinaria della riforma scolastica, legge scolastica che tra l&#8217;altro, per la sua completa attuazione, è ancora mancante di numerosi passaggi tecnici, come il parere favorevole della Corte dei Conti. I sindacati, che anziché concentrare una parte delle energie sulle offerte formative della scuola, la didattica,  avrebbero dovuto impegnarsi con più forza per la tutela del lavoro e dei lavoratori, dal 2008 a oggi non hanno fatto pesare l&#8217;incongruenza delle richieste della legge Gelmini di voler portare a 30 il numero massimo degli alunni per classe, in palese contrasto con i principi della sicurezza, e non hanno denunciato tutte le situazioni di sovraffollamento nelle aule, aspetto che avrebbe portato a bloccare parte di quelle migliaia di posti di lavoro persi lo scorso anno. Ora, alcuni insegnanti hanno avuto l&#8217;idea di richiedere alle istituzioni, Province e Comuni, la vigilanza per il rispetto della legge sulla sicurezza, dato che le istituzioni sono responsabili delle sicurezza dei propri stabili, per il <strong><em>D. Lgs 112/1998, &#8220;alle Province e Comuni spettano l&#8217;istituzione, l&#8217;aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole in attuazione degli strumenti di programmazione; la redazione dei piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche; il piano di utilizzazione e manutenzione degli edifici e di uso delle attrezzature&#8221;</em></strong>, attraverso il campionamento della aule scolastiche, e con l&#8217;affissione sulle porte delle stesse aule di cartelli che ne indicano le dimensioni e la capienza, anche in coerenza con il principio di trasparenza e funzionalità, nonché con lo stesso Testo Unico sulla sicurezza <a href="http://www.coronadelogu.com/2010/04/30/dal-prossimo-anno-aumenterano-ancora-gli-alunni-per-classe/">http://www.coronadelogu.com/2010/04/30/dal-prossimo-anno-aumenterano-ancora-gli-alunni-per-classe/</a> . A volte gli interventi più efficaci vengono proprio con le soluzioni più semplici, e sia in ambito locale che in ambito nazionale i sindacati non hanno mai richiesto l&#8217;affissione di un cartello indicante dimensioni e capienza di persone nelle aule, cartelli che sicuramente potrebbero indurre i Dirigenti scolastici a richiedere la formazione di classi meno numerose agli uffici scolastici provinciali, anche per la pressione che potrebbe nascere dalle stesse famiglie degli alunni, informate da questi qualora le classi abbiano più persone di quelle indicate nel cartello dell&#8217;aula. A parte il fatto che se i sindacati avessero voluto, per il principio della legge sulla trasparenza, avrebbero potuto richiedere le piantine delle aule ai Dirigenti scolastici e le formazioni delle classi, sapendo quante persone c&#8217;erano nelle differenti aule delle varie scuole, denunciandone le irregolarità da subito, impedendo molti sovraffollamenti e molti tagli nel personale scolastico. Ma ora, inoltre, alcuni sindacalisti, in ultimissime assemblee sindacali, dichiarano di avere chiesto ai docenti, fin dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, di apporre tali cartelli nelle aule (tra l&#8217;altro sbagliando indicazione, perché non possono, per legge, essere i docenti ad attaccare tali cartelli nelle porte della aule, ma si può richiedere ciò a Province e Comuni), forse per paura di perdere consensi tra lavoratori di ruolo e precari della scuola, arrogandosi idee e iniziative, proprio come quella dei cartelli per il rispetto della legge sulla sicurezza, principio sposato anche dal Direttore dell&#8217;Unità Concita De Gregorio, che immediatamente, pur &#8220;non essendo un&#8217;addetta ai lavori&#8221;, ne ha capito l&#8217;importanza <a href="http://www.unita.it/news/scuola/98203/troppi_alunni_in_classe_illegale_ora_ribelliamoci" rel="external">http://www.unita.it/news/scuola/98203/troppi_alunni_in_classe_illegale_ora_ribelliamoci</a> , insomma, idee che, invece, in tutta Italia vengono partorite e portate avanti da coordinamenti di insegnanti, precari e non, da gruppi di genitori e da movimenti nati spontaneamente per la difesa della scuola pubblica nazionale, dimostrandosi più attivi degli stessi sindacati.</p><p>Ora, certamente, per tutti sarebbe meglio che i sindacati, o i singoli sindacalisti, anziché sminuire le azioni dei coordinamenti dei precari slegati da questi, e di tutti i vari movimenti nazionali di genitori, docenti e cittadini sensibili per il futuro della scuola e dei suoi lavoratori, capiscano in cosa loro non sono stati efficaci ed evidenzino la positività, invece, degli interventi di questi movimenti, affiancandosi, sia per una loro credibilità che non può prescindere dalla coerenza e dalla verità, sia per la vera difesa della Scuola, che deve avvenire con l&#8217;unione di tutti. Evidentemente, ed è la realtà delle persone che tagliate lo scorso anno ora hanno anche finito la disoccupazione, e ormai sono perse in un limbo indefinito,  i sindacati non sono  stati efficaci in una forte lotta contro la &#8220;riforma&#8221; Gelmini, e indubbiamente per riconquistare la fiducia di chi è già stato allontanato dal posto di lavoro e di chi lo sarà, se non si riusciranno a contrastare le politiche scolastiche del Governo, in un immediato futuro, è bene trovare l&#8217;unione e promuovere proprio quei movimenti e quei coordinamenti spontanei che dal 2008 hanno più volte sollevato il problema dei tagli nella scuola, con azioni che spesso sono state visibili e sentite in modo forte, sia nel locale che a livello nazionale.</p><p>Cristian Ribichesu</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=1165" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2010/05/24/coordinamenti-dei-precari-movimenti-spontanei-e-sindacati-unione-per-la-difesa-della-scuola/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Ministero della Cultura Militare</title><link>http://www.coronadelogu.com/2010/04/24/ministero-della-cultura-militare/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2010/04/24/ministero-della-cultura-militare/#comments</comments> <pubDate>Sat, 24 Apr 2010 19:43:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Michela Murgia</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Fiera del libro di Macomer]]></category> <category><![CDATA[Libera Universidade Mediterranea]]></category> <category><![CDATA[Lucia Baire]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Saverio Gaeta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=1129</guid> <description><![CDATA[Lucia Baire è l’assessore  regionale sardo alla cultura, ma quale idea di cultura stia promuovendo  per l’isola lo si sta comprendendo bene solo ora; in vista delle  elezioni provinciali di maggio, forse gli operatori del settore  dovrebbero cominciare a farsi qualche domanda in merito. Un buon terreno  di verifica potrebbe [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img691.imageshack.us/img691/134/baire.gif" alt=" " width="200" height="220" align="left" />Lucia Baire è l’assessore  regionale sardo alla cultura, ma quale idea di cultura stia promuovendo  per l’isola lo si sta comprendendo bene solo ora; in vista delle  elezioni provinciali di maggio, forse gli operatori del settore  dovrebbero cominciare a farsi qualche domanda in merito. Un buon terreno  di verifica potrebbe essere analizzare l’organizzazione della Fiera del  libro sardo di Macomer in corso in questi giorni, manifestazione che in  passato ha avuto un certo rilievo per l’editoria dell’isola, ma che  negli ultimi due anni si è distinta soprattutto per rapidità di  decadimento, disertata da pubblico e scrittori. Per rimettere  letteralmente le cose in riga l’assessore ha pensato bene di schierare  l’esercito, presentando la manifestazione in compagnia di un militare in  divisa e mostrine. Il perché di questa presenza è presto detto:  nonostante siano assenti dal programma della Fiera i soggetti principali  della filiera del libro sardo (gli scrittori, per esempio, e  l’associazione dei librai indipendenti), è previsto invece che un tal  Colonnello Giardini tenga un incontro sull’eccitante tema della  pubblicistica militare, che vanta titoli prestigiosi come &#8211; lo giuro, è  vero -  <a href="http://img651.imageshack.us/img651/2259/divisa.jpg"  rel="external">“Il Fascino della Divisa”</a>. <span id="more-1129"></span>Questa sensibilità al  valor militare l’assessore Baire deve averla assorbita dal suo sponsor  politico, l’arcivescovo di Cagliari mons. Mani, che prima di assumere la  guida della diocesi era proprio Ordinario Militare Italiano, <a href="http://www.ordinariato.it/"  rel="external">la massima carica dei  cappellani nell’esercito</a>, con giurisdizione su tutti i militari  delle forze armate, sui loro familiari e sul personale civile annesso,  con buona pace di don Milani.<br/><br /> <img src="http://img685.imageshack.us/img685/188/baire2.jpg" alt=" " hspace="5" vspace="3" width="200" height="161" align="left" />Conscia del  fatto che la Sardegna ospita da sola il 60% del totale delle basi  militari d’Italia, la signora Baire deve aver desunto che la nostra sia  una cultura militarizzata, dove acquista senso dare spazio anche a  “Caserme Aperte” – lo giuro, <a href="http://www.nsd.it/forze-armate/4-novembre-150-caserme-aperte-ai-cittadini.-si-alla-giornata-ricordo-caduti-in-missioni-di-pace.html"  rel="external">è vero anche questo</a> &#8211; l’iniziativa con cui  l’esercito cerca da sempre di convincere la popolazione locale che  carroarmati, aerei da combattimento e poligoni militari con proiettili  all’uranio impoverito siano una cosa da gita domenicale coi bambini,  proprio come andare a <a href="http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=602&amp;s=17&amp;v=9&amp;c=4461&amp;c1=%22Cortes+Apertas%22&amp;n=24&amp;ric=1"  rel="external">Cortes Apertas.</a> L’assessorato però non si limita a  consentire all’Esercito di spacciarsi per attore culturale sul  territorio: addirittura lo finanzia per farlo. L’imperdibile  appuntamento con la pubblicistica militare è infatti voce di spesa per  la Fiera per un importo di 10.000 euro, che per due ore di incontro  rappresenta più del cachet di un premio Nobel.</p><div>Tanta generosità – unita al  fatto che questa è l’unica  fiera editoriale dove gli editori espositori  vengono pagati, anziché pagare gli  spazi che occupano &#8211; farebbe  supporre che la signora Baire abbia deciso  di largheggiare in  finanziamenti a tutte le attività culturali sul  territorio regionale,  comprese quelle vere. Invece pochi giorni fa è  stata resa nota con  apposita delibera la notizia che le risorse ai  festival e alle altre  iniziative sono state ancora ridotte, con la  fissazione di tetti  massimi di finanziamento che quasi dimezzeranno i  fondi di eventi come  Gavoi e Berchidda, paesi antipatriottici che hanno  il peccato originale  di non ospitare nessuna base militare.</div><div>Il resto  del  programma della Fiera purtroppo non salva la scelleratezza della  scelta  di ospitare l’Esercito: le tre giornate di Macomer brillano  infatti  soprattutto per le assenze, e in quel che resta si  oscilla tra <a href="http://libreriarizzoli.corriere.it/libro/zavattaro_fabio-un_santo_di_nome_giovanni_.aspx?ean=9788874245581"  rel="external">marchette cattoliche</a>, banale stereotipo (il titolo  di &#8220;Sardegna nel Mito&#8221; fa eco al  patinato spot regionale <a href="http://www.youtube.com/watch?v=O88r5dnn52s"  rel="external"><em>Mith  in the mediterranean sea</em></a>, rivelando  bieche sinergie da Pro  Loco) ed <a href="http://www.anobii.com/books/Le_Colonne_dErcole/9788890074004/0112a4a685b6c1bb1b/"  rel="external">esplosive novità</a> di ben cinque anni fa, per  mettere insieme le quali il direttore artistico Saverio Gaeta ha  percepito 10.000 euro, in sfregio ai molti operatori culturali seri che  in questi anni hanno organizzato la Fiera di Macomer con totale spirito  di gratuità e professionalità ben superiore. Per ripagarli, lo  spazio  di esposizione ai librai locali è stato ridotto e relegato a un  locale  dove ci piove dentro, con il risultato che i protagonisti teorici  di  questa Fiera – cioè i libri – ieri erano “esposti” al pubblico  coperti  da un telo di plastica, come il cadavere di Laura Palmer.</div><div>Cieco a  queste evidenze, l’assessore alla Cultura di  Macomer Govanni Biccai ha  avuto il coraggio di proclamare ambizioso: «<em>Mi  piacerebbe che col tempo  la nostra mostra uscisse dai confini  regionali e si trasformasse nella  Fiera del libro del Mediterraneo</em>».  Le premesse per fare qualcosa di simile ci sono tutte, direi.  Ma visto  che si punta al grande evento, per l’anno prossimo mi permetto  di  suggerire un invito anche alla Protezione Civile, tanto per non farci   mancare niente.<br /> <strong>p.s.</strong><br /> Siccome a demolire sono  bravi tutti, in attesa del programma di Gavoi  segnalo costruttivamente  anche un esempio di progettazione culturale  seria, promossa dalla <a href="http://lum-sardigna.blogspot.com/"  rel="external">Libera  Universidade Mediterranea</a>, con appuntamenti  periodici su temi come  le energie rinnovabili, le conseguenze del  gasdotto dall’Algeria,  l’economia agricola e industriale davvero  sostenibile, il futuro della  lingua sarda e il posto della Sardegna nel  Meditterrano come nazione,  anziché come mito. Non c’è l’esercito, ma  pare che la gente ci vada lo  stesso.</div> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=1129" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2010/04/24/ministero-della-cultura-militare/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Prove tecniche di militarizzazione nucleare</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/12/15/prove-tecniche-di-militarizzazione-nucleare/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/12/15/prove-tecniche-di-militarizzazione-nucleare/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 Dec 2009 11:32:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Michela Murgia</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[ambiente]]></category> <category><![CDATA[energia]]></category> <category><![CDATA[La Russa]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[nucleare]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Scajola]]></category> <category><![CDATA[servi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=1025</guid> <description><![CDATA[L&#8217;articolo che riporto è di Pietro Mannironi ed è uscito sulla Nuova Sardegna, praticamente ignorato, circa un mese fa. 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Lo posto perché le voci sul progetto di installazione in Sardegna di una centrale si susseguono anche da fonti autorevoli (l&#8217;ultima è lo studio dell&#8217;Enel <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200912articoli/50192girata.asp"  rel="external">reso noto dai verdi</a> la settimana scorsa, che indica Oristano tra i siti probabili) e altrettanto puntuali giungono <a href="http://piergiorgiomassidda.blogspot.com/2009/12/nucleare-in-sardegna-pronti-dire-no-ma.html"  rel="external">le smentite</a>, a cui però &#8211; e dal pezzo di Mannironi capirete bene perché &#8211; ci sono ottimi motivi per non credere ciecamente, tantopiù se sono in buona fede: quando il gioco si fa duro, le decisioni non le prendono di sicuro i nostri parlamentari e senatori.<span id="more-1025"></span></p><p><span id="content"><span id="dixerit_player">La Nuova Sardegna 13.11.2009<em><br /> Le ragioni del metodo possono svelare le ragioni della sostanza politica. Nel senso che nei percorsi tortuosi, a volte carsici, dell’evoluzione di un processo legislativo si possono intravedere riserve mentali, timori per una trasparenza che può essere valutata pericolosa e, sicuramente, rinunce colpevoli al confronto aperto. Il tutto in nome del cinico assunto del fine che giustifica i mezzi. È questa la premessa possibile di quello che, se confermato, potrebbe essere considerato un vero e proprio colpo di mano per imporre la “rivoluzione nucleare” nel nostro Paese. Più che di sospetti, si tratta di segnali forti e inquietanti di un ritorno all’atomo seguendo un percorso non condiviso, strisciante, e carico di ambiguità. E cioé, creando una “blindatura” intorno alle centrali, immunizzandole da ogni possibile conflitto o contenzioso: mettendole le stellette. Insomma, costruendole in aree del demanio militare. Un sistema che imbavaglierebbe il comprensibile dissenso, sia istituzionale che popolare, creando una scorciatoia nella quale non sono contemplate polemiche, mediazioni, e accordi. Il grimaldello dell’operazione. Ad accorgersi di questa strategia occulta di avvicinamento al nucleare sono stati il senatore del Partito democratico Gian Piero Scanu e il segretario nazionale della Funzione pubblica della Cgil, Carlo Podda. I due hanno anche identificato il “grimaldello” dell’operazione: la società Difesa Servizi spa. Si tratta di una società a esclusivo capitale pubblico (appena un milione di euro) che, almeno secondo le intenzioni dichiarate, dovrebbe soprattutto commercializzare i loghi delle forze armate e portare così qualche euro nelle casse della Difesa. Ma anche, almeno secondo le intenzioni dei proponenti, gestire in modo privatistico servizi, commesse, acquisti e vendite per conto della Difesa. Insomma, quello che nel governo viene chiamato «un impulso dinamico ed efficiente per svecchiare l’amministrazione militare». Ma non è proprio così. Tutto comincia con il disegno di legge numero 1373, firmato dai ministri Ignazio La Russa (Difesa), Giulio Tremonti (Economia e Finanza) e Claudio Scajola (Sviluppo economico) e presentato alla presidenza del Senato il 10 febbraio di quest’anno. L’intestazione è davvero minimale: Misure a tutela dei segni distintivi delle Forze armate e costituzione della società «Difesa Servizi Spa». I loghi e i simboli militari, come si vedrà, sono però una specie di grottesca foglia di fico, che non riesce però a nascondere la reale portata dell’operazione. Gian Piero Scanu, in commissione Difesa, capisce che c’è qualcosa che non va. Prima di tutto, la denervazione del sistema amministrativo e burocratico delle forze armate. Ma sarebbe più giusto parlare di processo di spoliazione delle competenze e delle autonomie amministrative dell’apparato della Difesa. Dice il senatore del Pd: «È apparso subito evidente il tentativo di privatizzare una parte importante della pubblica amministrazione come quella militare. Per questo, come gruppo, abbiamo chiesto una serie di audizioni in commissione: vertici militari, rappresentanti della logistica e della struttura amministrativa della Difesa, ma anche rappresentanti della Corte dei Conti e dell’Authority per la concorrenza. Inutile dire che quasi tutte le nostre richieste sono state cassate. Eppure, il regolamento del Senato prevede che le richieste di audizione debbano essere accolte, almeno che non vengano considerate ostruzionistiche. Mi chiedo cosa ci sia di ostruzionistico nel sentire, per dire, il comandante generale dell’Arma dei carabinieri! È però importante riferire subito la riflessione politica che facemmo in quella prima fase: se si privatizza questo pezzo importante di pubblica amministrazione, è evidente che si apre la strada per privatizzare altri settori come la scuola, la giustizia e la sanità». C’è un’altra anomalia che colpisce Scanu e poi il segretario generale della Funzione pubblica della Cgil, Carlo Podda: il consiglio d’amministrazione della società Difesa Servizi Spa è nominato dal ministro della Difesa e, nel disegno di legge firmato La Russa, Tremonti e Scajola, non sono previsti tempi o scadenze di mandato. Il primo emendamento. Fino a questo momento, dunque, nessuno parla di produzione di energia nelle aree del demanio militare e, meno che mai, di centrali nucleari. Ma a maggio ecco i primi segnali: il senatore del Pdl Valter Zanetta propone infatti di inserire un articolo 2-bis al disegno di legge nel quale, guarda caso, al primo comma si legge che la Difesa «può affidare in concessione o in locazione o utilizzare direttamente i siti militari, le infrastrutture e i beni del demanio militare» con la finalità «di installare impianti energetici». «Ci siamo allora accorti &#8211; dice Gian Piero Scanu &#8211; che dietro Difesa servizi Spa c’era ben altro. Non solo, dunque, la possibilità di gestire un volume d’affari che abbiamo quantificato in 3-5 miliardi di euro, ma soprattutto il tentativo di introdurre surrettiziamente una strada per arrivare alla creazione di centrali nucleari nel demanio militare». E infatti, il 14 maggio di quest’anno, Scanu insieme ai senatori Pegorer e Della Seta, presenta un’interrogazione ai ministri della Difesa, dell’Ambiente e per i Rapporti con le Regioni. Dopo aver analizzato i testi dei disegni di legge 1195 e 1373, chiede chiarezza. Si legge infatti nell’interrogazione: «Dal combinato disposto delle disposizioni contenute nei suddetti disegni di legge, emerge un quadro per cui una società di diritto privato, costituita su affidamento diretto del ministero della Difesa, potrebbe gestire in aree del demanio militare, quindi sottratte a qualsiasi possibilità di controllo da parte degli organi amministrativi e delle istituzioni locali, impianti energetici, ovvero centrali nucleari o termovalorizzatori». Lievitano i dubbi. Dunque, il re è nudo. Il percorso è stato disegnato, ma manca ancora la società che dovrebbe gestire il processo. Cioé la Difesa Servizi Spa. Cominciano inevitabilmente a lievitare i dubbi. Prima di tutto appare evidente l’esautoramento totale degli enti e delle comunità locali e delle istituzioni da ogni diritto e possibilità di informazione e di controllo sull’attività e le modalità di gestione degli impianti. Istituzioni e società civile rischiano di restare fuori dai fili spinati che delimitano le aree militari, perché salterebbero tutti gli ostacoli, impedimenti, regole e garanzie previste dalla normativa ordinaria: <strong>basterebbe una delibera del consiglio d’amministrazione della Difesa Servizi Spa per costruire un termovalorizzatore. Ma anche una centrale nucleare.</strong> Per non parlare, poi, del scorie radioattive. Il problema del loro stoccaggio sarebbe estremamente semplificato. Nei giorni scorsi, ecco il blitz. <strong>Nella maratona per la Finanziaria, rispunta l’emendamento per istituire la società Difesa Servizi Spa. In un primo momento viene considerato non ammissibile, ma, intorno alla mezzanotte, viene riproposto e approvato.</strong> C’è tensione all’interno della stessa maggioranza: per il metodo e per la sostanza dell’iniziativa. Tanto che lo stesso presidente Carlo Cantoni (Pdl) decide di astenersi. L’altro ieri, Gian Piero Scanu presenta una nuova formulazione del disegno di legge che istituisce la Difesa Servizi Spa. Prima di tutto propone un’agenzia e non una società per azioni. Al posto del consiglio d’amministrazione c’è un comitato direttivo nel quale hanno un ruolo i responsabili amministrativi e logistici delle forze armate. Il direttore non è nominato dal ministro, ma è il capo di stato maggiore della Difesa. Ma è nell’articolo 4 del disegno di legge targato Pd che si fa la differenza. Di più: in caso di bocciatura si avrebbe l’implicita ammissione che esiste il progetto per costruire termovalorizzatori e centrali nucleari nelle aree del demanio militare. Scanu scrive infatti che «si possono affidare in concessione o in locazione, per un periodo non superiore a venti anni siti del demanio militare&#8230; con la finalità di installarvi impianti energetici esclusivamente alimentati da fonti rinnovabili». Mercoledì pomeriggio la proposta viene bocciata. È la prova che non si vogliono impianti per produrre energia da fonti rinnovabili. Si vuole cioé altro. E quest’altro sono i termovalorizzatori e le centrali nucleari. Il secondo blitz. Ma non è finita qui. Ieri, con un secondo colpo di mano, viene affidata alla nascente società Difesa Servizi Spa anche la gestione del patrimonio immobiliare della Difesa. Dice Carlo Podda, segretario della Funzione pubblica della Cgil: «Un vero e proprio blitz, un provvedimento che aveva affrontato un lungo iter in commissione, era stato inserito nottetempo in un emendamento al testo della Finanziaria presentato in commissione Bilancio alla Camera due settimane fa, in barba ad ogni principio democratico. Oggi il progetto torna alla sua forma originaria, aggiungendo alle funzioni della società la gestione degli immobili, oltre alle competenze esclusive in tema di acquisizione di beni e servizi, esautorando di fatto la Consip». Tagliente il giudizio politico di Scanu: «Ora è chiaro, vogliono solo avere le mani libere per le centrali nucleari e per la gestione di un’enorme fetta di potere quantificabile in un giro d’affari di circa cinque miliardi di euro». <strong>Il senatore del Pd non lo dice, ma la regione con il maggiore carico di demanio militare è la Sardegna</strong>. </em></span></span></p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=1025" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/12/15/prove-tecniche-di-militarizzazione-nucleare/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>22</slash:comments> </item> <item><title>Cambio di rotta sulla LSC?</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/07/13/cambio-di-rotta-sulla-lsc/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/07/13/cambio-di-rotta-sulla-lsc/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 Jul 2009 07:51:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Michela Murgia</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[claudia lombardo]]></category> <category><![CDATA[limba sarda]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=909</guid> <description><![CDATA[Ai più non sarà sfuggito questo stralcio di Claudia Lombardo uscito ieri sull&#8217;Unione, ma eventualmente lo riporto. E&#8217; interessante. (&#8230;) Non ultimo, l&#8217;aspetto socio-culturale e di costume. Per il 90 per cento dei sardi, la lingua sarda -insieme al gallurese, al sassarese, al catalano di Alghero e al tabarchino &#8211; deve essere promossa e sostenuta perché [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-910" title="Cossiga in versione Sonetaula" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/07/31052009047-150x150.jpg" alt="Cossiga in versione Sonetaula" width="150" height="150" />Ai più non sarà sfuggito questo stralcio di Claudia Lombardo uscito <a href="http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20090712&amp;Categ=1&amp;Voce=1&amp;IdArticolo=2364213"  rel="external">ieri sull&#8217;Unione</a>, ma eventualmente lo riporto. E&#8217; interessante.</p><p>(&#8230;) Non ultimo, l&#8217;aspetto socio-culturale e di costume. Per il 90 per cento dei sardi, la lingua sarda -insieme al gallurese, al sassarese, al catalano di Alghero e al tabarchino &#8211; deve essere promossa e sostenuta perché è parte costitutiva dell&#8217;identità, come risulta nella ricerca sociolinguistica fatta nel 2007 dalle Università di Cagliari e di Sassari per conto della Regione sarda. La ricerca ha evidenziato come quasi un milione e mezzo di cittadini sardi ha scoperto, o riscoperto l&#8217;identità e, soprattutto, la richiesta che la politica si occupi della questione. I sardi, in buona sostanza, desiderano che le istituzioni regionali promuovano e sostengano il sardo e le altre quattro lingue alloglotte (minoritarie) con adeguate misure di legge.<br /> Non è mio compito, naturalmente, indicare strade, processi, iniziative. Ma non sarà inutile fornire un quadro di riferimento entro cui il Consiglio regionale dovrà muoversi.<span id="more-909"></span><br /> L&#8217;Europa e l&#8217;Italia hanno adottato norme a tutela del sardo insieme alle altre lingue storiche parlate nella Repubblica. A questo, naturalmente, è necessario attenersi. Ma è nostro obbligo estendere la tutela e l&#8217;attività di promozione alle macro varianti linguistiche nel momento in cui si prevede di legiferare in materia. Per di più la normativa in vigore in Sardegna si è mostrata largamente inadeguata a perseguire una valida politica linguistica. Anche se sarebbe sbagliato dire che si sia rivelata inutile. L&#8217;esistenza della legge regionale ha permesso un grande passo in avanti in quella che possiamo definire una &#8220;defolclorizzazione&#8221; del sardo.<br /> Diversa la valutazione per l&#8217;idea di procedere alla standardizzazione del sardo con la sperimentazione della Limba sarda unificada e della successiva Limba sarda comuna. Un&#8217;iniziativa che è andata avanti non senza discussioni e polemiche anche accese. Per questo motivo credo che, nell&#8217;imminenza della stagione costituente della nostra nuova autonomia, sia opportuno fare tesoro delle esperienze acquisite e procedere agli aggiustamenti necessari per evitare che cali dall&#8217;alto l&#8217;idea di uno standard scritto ufficiale che porti verso la deriva di una lingua sarda imposta per ragioni politiche.<br /> Premesso che una lingua è, e rimane, viva fino a quando c&#8217;è chi la parla e non per disposizione di una norma di legge, dobbiamo porci il problema di come, e se, portare a sintesi le cinque macro aree linguistiche dell&#8217;Isola. Ciò rende necessario partire dalla lingua sarda effettivamente parlata, in tutte le varianti, evitando di creare un prodotto artificiale, studiato a tavolino e imposto dall&#8217;alto. Un processo di unificazione, dunque, che dovrà essere promosso in maniera democratica, nei modi e nei tempi.<br /> Esso potrà formarsi sfruttando tre assi portanti: la scuola, i mezzi di informazione e la cultura che, partendo dalle parlate locali, possano maturare un percorso di conoscenza, il più ampio possibile, per arrivare ad acquisire una forma scritta e parlata che derivi dal comune patrimonio lessicale e letterario di tutti i territori sardi. Penso, per esempio, alla redazione di una enciclopedia del sardo dalla quale trarre una forma di linguaggio scritto che unisca tutti gli elementi comuni della nostra lingua, sia grammaticali che lessicali, senza relegare a forma dialettale le varianti esistenti. Attraverso questa strada si potrà arrivare a creare una lingua sarda promossa dalla partecipazione di tutte le componenti territoriali che contraddistinguono le differenti ricchezze linguistiche locali, così come sono state tramandate, custodite e preservate.<br /> CLAUDIA LOMBARDO<br /> * Presidente del Consiglio regionale</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=909" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/07/13/cambio-di-rotta-sulla-lsc/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>A chi serve la cultura</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/11/a-chi-serve-la-cultura/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/03/11/a-chi-serve-la-cultura/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Mar 2009 18:01:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Michela Murgia</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Bruno Murgia]]></category> <category><![CDATA[intellettuali]]></category> <category><![CDATA[Lucia Baire]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=580</guid> <description><![CDATA[(il cartello si trova all&#8217;ingresso del mio palazzo) Mi ha sempre incuriosito il modo in cui la politica si rapporta alla cultura, e ora che la signora Lucia Baire è stata nominata come assessore regionale preposto, la mia curiosità si rinnova. Non è una domanda disinteressata: nel mondo in cui mi piacerebbe vivere, la politica dovrebbe [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-581" title="foto0056" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/foto0056-150x150.jpg" alt="foto0056" width="150" height="150" /><em>(il cartello si trova all&#8217;ingresso del mio palazzo)</em></p><p>Mi ha sempre incuriosito il modo in cui la politica si rapporta alla cultura, e ora che la signora Lucia Baire è stata nominata come assessore regionale preposto, la mia curiosità si rinnova. Non è una domanda disinteressata: nel mondo in cui mi piacerebbe vivere, la politica dovrebbe rispettosamente temerla, la cultura. Dovrebbe percepirla come un’autorità morale, una sorta di quarto potere, necessario e indipendente al pari di quello legislativo, esecutivo o giudiziario.<span id="more-580"></span></p><p>Da un certo punto di vista la cultura è stato davvero un oggetto maneggiato con cautela dalla politica. Tutti i sistemi di potere, anche quelli dittatoriali, hanno cercato di accattivarsi gli intellettuali, quando non di usarli, e restano tutt’oggi ben contenti quando riescono a farsene legittimare. È meno difficile di quel che sembra, perché quello che comunemente si intende per mondo culturale non è affatto un sistema indipendente. A molti operatori per portare avanti i loro progetti servono i soldi di cui la politica dispone, e non a caso la mappa dei finanziamenti sotto tutte le legislature ha ricalcato in gran parte quella delle simpatie politiche, dimostrando, casomai ce ne fosse bisogno, che il potere ha la tendenza a sostenere la cultura non in quanto produttrice di strumenti di democrazia, ma come <em>dècor du regime</em>.</p><p>Sul <a href="http://www.brunomurgia.it/2009/02/13/la-destra-e-la-cultura/"  rel="external">blog del deputato PdL Bruno Murgia</a> durante la campagna elettorale lessi una cosa in merito che mi lasciò a bocca aperta; ve la riporto, perché è rivelatoria di come un certo mondo politico vede la cultura:<br /> “ <em>A destra </em>[n.d.r. sulla cultura]<em> il percorso da fare è comunque più tortuoso, perché a differenza degli eredi della grande tradizione comunista italiana, si è persa l’idea della <strong>cultura come generatrice di consenso democratico</strong>. Una peculiarità che era propria della visione di Gramsci, ma anche della visione di Mussolini e Gentile, impegnati da sempre a far passare una dimensione culturale della rivoluzione fascista.</em>”</p><p>Senza entrare nel merito della fondatezza dell’accostamento storico, la definizione resta preoccupante per tutti coloro che lavorano nella cultura intendendola come generatrice non di <em>consenso</em> (quella è la propaganda), ma di <strong>consapevolezza democratica</strong> (e quindi anche e soprattutto di <em>dissenso</em>). Una visione strumentale che personalmente mi auguro non sia condivisa dal nuovo assessore, e la domanda gliela porrei volentieri.</p><p>Agli operatori culturali a ogni titolo possibile resta un altro quesito, che qui dentro non possiamo permetterci di non fare. Se per molti di noi la possibilità di operare è serva del finanziamento pubblico, cioè in definitiva del potere politico, per quali altre strade può passare il mestiere/servizio del fare cultura che non vuole vendersi, né subire ricatti?</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=580" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/03/11/a-chi-serve-la-cultura/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>46</slash:comments> </item> <item><title>who is who</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/10/who-is-who/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/03/10/who-is-who/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Mar 2009 12:21:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Tore Cubeddu</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Cappellacci]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/03/10/who-is-who/</guid> <description><![CDATA[Il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha reso nota la composizione della nuova Giunta regionale. Sono nominati Assessori: - Maria Paola Corona, imprenditrice, in qualità di Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione; - Giorgio La Spisa, funzionario pubblico, consigliere regionale, in qualità di Assessore alla Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio e, ad [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-575" title="componidori2g" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/componidori2g-150x150.jpg" alt="componidori2g" width="150" height="150" />Il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha reso nota la composizione della nuova Giunta regionale. Sono nominati Assessori:<br /> - <strong>Maria Paola Corona</strong>, imprenditrice, in qualità di Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione;<br /> - <strong>Giorgio La Spisa</strong>, funzionario pubblico, consigliere regionale, in qualità di Assessore alla Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio e, ad interim, di Assessore dell’Industria;<span id="more-574"></span><br /> - <strong>Gabriele Asunis</strong>, attuale Direttore Generale degli Enti Locali e Finanze dell’Assessorato degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica, in qualità di Assessore degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica;<br /> - <strong>Emilio Simeone</strong>, manager pubblico, in qualità di Assessore della Difesa dell&#8217;Ambiente;<br /> - <strong>Andrea Prato</strong>, dirigente privato settore agro-industria, in qualità di Assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale;<br /> - <strong>Sebastiano Sannitu</strong>, amministratore pubblico locale ed attuale sindaco del Comune di Berchidda, in qualità di Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio;<br /> - <strong>Mario Angelo Giovanni Carta</strong>, libero professionista (consulente del lavoro) ed amministratore pubblico locale, in qualità di Assessore dei Lavori Pubblici;<br /> - <strong>Maria Valeria Serra</strong>, dirigente pubblico, in qualità di Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale;<br /> - <strong>Maria Lucia Baire</strong>, ingegnere, in qualità di Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport;<br /> - <strong>Antonio Angelo Liori</strong>, medico, consigliere regionale, in qualità di Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale;<br /> - <strong>Liliana Lorettu</strong>, docente universitario, in qualità di Assessore dei Trasporti.</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=574" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/03/10/who-is-who/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>Cagliari città-stato</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/03/01/cagliari-citta-stato/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/03/01/cagliari-citta-stato/#comments</comments> <pubDate>Sun, 01 Mar 2009 18:22:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Angelo Morittu</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Cagliari]]></category> <category><![CDATA[indipendenza]]></category> <category><![CDATA[limba sarda]]></category> <category><![CDATA[nazione]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category> <category><![CDATA[sardismo]]></category> <category><![CDATA[servi]]></category> <category><![CDATA[Soru]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=310</guid> <description><![CDATA[Ai tempi di Andreotti le bizzarrie governative venivano varate a ferragosto, ma per Berlusconi va benissimo anche il carnevale. Tra frizzi, lazzi e barzellette, ci ha parlato del mangime forzato ai moribondi, di ronde da passeggio, dello sciopero virtuale e financo di centrali nucleari. I sardi in festa hanno giubilato in piazza Renato-Cancioffali al ritmo della [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-309" title="sardinia a s'imbressu" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/03/sardegnadown2-198x300.gif" alt="sardegnadown2" width="119" height="180" />Ai tempi di Andreotti le bizzarrie governative venivano varate a ferragosto, ma per Berlusconi va benissimo anche il carnevale. Tra frizzi, lazzi e barzellette, ci ha parlato del mangime forzato ai moribondi, di ronde da passeggio, dello sciopero virtuale e financo di centrali nucleari.<br /> I sardi in festa hanno giubilato in piazza Renato-Cancioffali al ritmo della ratantira, davvero un brutto scherzo di carnevale per tanti Soriani sull&#8217;orlo di una crisi di nervi.<br /> Ma davanti agli choc, l&#8217;homo sapiens-sapiens fin dalla notte dei tempi ha imparato a resistere, mettendo in atto tre strategie.<span id="more-310"></span></p><ol><li>Si sdraia sotto un riparo e aspetta che passi la nottata e/o il cadavere del nemico, magari sballandosi con sostanze psicotrope.</li><li>Se ne va alla ricerca di una rupe sufficentemente alta e vi si getta anima e corpo.</li><li>Ragiona sulla sua misera condizione ed elabora uno o più progetti di riscatto.</li></ol><p>Orbene, la nostra morale cristiana, unita alla paura del dolore e all&#8217;alto costo dei narcotici, ci impone di passare senz&#8217;altro alla soluzione del terzo tipo.</p><p>Analizzando la concentrazione di potere politico, amministrativo, economico e mediatico, è evidente che Cagliari rappresenta la testa della Sardegna, la <em>corona de logu</em>, diremmo per restare in tema.<br /> Ma Cagliari è stata ed è una città-stato, un&#8217;isola nell&#8217;isola, da quasi mille anni controllata da signori e potentati esterni, spesso a carico o in conflitto col resto della Sardegna. Una testa con buona parte del corpo atrofizzato, che spesso non sente più suo, a cui rifiuta l&#8217;ingresso di sangue fresco che potrebbe dargli nuovi virgulti vitali preferendo piuttosto rimanere attaccata artificialmente alle macchine.<br /> Fuor di metafora, è quello che è successo a Soru e in passato ai sardisti, il primo rigettato e i secondi fagocitati dall&#8217;ameba cagliaritana.<br /> La macchina del potere non ammette deragliamenti, tutto deve rimanere nelle sue rotaie, è ammessa la dependance affaristica terranovese, ma l&#8217;entità sarda non deve esistere, disturba (ho scritto entità non nazione).<br /> Disturba il velluto di Soru, disturba la lingua sarda, disturba il pacifismo da straccioni, l&#8217;ecologismo terzomondista e anche quel certo modo anarchico di tenere la schiena dritta.<br /> La sarditudine, intesa come roba da sardi in solitudine, è aborrita dal rampantismo d&#8217;accatto della classe dirigente regionale, non funziona, è anti-moderna, è ammessa solo in determinate occasioni festaiole come ebbi a scrivere su <a href="http://www.altravoce.net"  rel="external">Altravoce</a> e sul <a href="http://michelamurgia.altervista.org"  rel="external">blog di Michela</a>.</p><p>È auspicabile un riequilibrio dello strapotere cagliaritano, magari spostando il Consiglio Regionale ad Oristano. Sarebbe un operazione dall&#8217;alto valore simbolico ma anche economico che darebbe un sicuro impulso alle zone interne, un messaggio di vicinanza alle/delle istituzioni e di speranza nel futuro. Sarebbe anche uno stimolo alla creazione di infrastrutture veramente utili, altroché Betile, Tuvixeddu e nuovo stadio, la Sardegna ha bisogno di collegamenti veloci e sicuri, ha bisogno di ferrovie moderne e non solo di rami da dissecare e poi recidere, si darebbe sfogo anche ai costruttori che invece di buttare cemento sulle coste potrebbero creare nuovi posti di lavoro in funzione della Sardegna, e non delle solite signorie continentali che hanno già stabilito come, dove e di cosa abbiamo bisogno per vivere e ce lo mandano a dire tramite i nostri capataz arroccati in su casteddu &#8216;e Callari.<br /> Obama per reagire alla crisi ha annunciato un grande piano di opere pubbliche: ponti, strade, edifici;<br /> la stessa cosa farà l&#8217;Italia, miliardi per l&#8217;expo di Milano, la TAV, il ponte di Messina, le centrali nucleari, mentre per la Sardegna, dopo la tre-giorni Maddalenina, le solite cosette a Cagliari e nuovi lunapark per vacanzieri.</p><p>Bisogna pensare qualcosa di veramente importante, una cesura netta col passato, l&#8217;alternativa è sparire, sparire dentro Cagliari, dentro Olbia, Roma, Milano, Torino, Bologna, Sucorrunannudesavurca e ricoprirci di verguensa per il nostro fatalismo da eterni sottomessi.</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=310" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/03/01/cagliari-citta-stato/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>13</slash:comments> </item> <item><title>Lo spazio dell&#8217;ascolto è anche quello dell&#8217;autocritica</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/02/24/lo-spazio-dell%e2%80%99ascolto-e-anche-quello-dell%e2%80%99autocritica/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/02/24/lo-spazio-dell%e2%80%99ascolto-e-anche-quello-dell%e2%80%99autocritica/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Feb 2009 17:55:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonello Zanda</dc:creator> <category><![CDATA[Mala tempora currunt]]></category> <category><![CDATA[babbu mortu]]></category> <category><![CDATA[democrazia]]></category> <category><![CDATA[Mongiu]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Sinistra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/?p=107</guid> <description><![CDATA[È bello avere, per disporre e squadernare parole per gli appunti-disappunti degli altri, questo spazio fisico e virtuale insieme in cui parlarsi… per una sinistra che da tempo ha perso la capacità di parlarsi perché tutta tesa a difendere roccaforti ideologiche e pratiche decisionistiche come fossero riti necessari per sacrifici ancora più necessari. Una sinistra [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp"><dl id="attachment_111" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px;"><dt class="wp-caption-dt"><img class="size-thumbnail wp-image-111" title="dialogo" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/02/20080711_dialogo-150x150.gif" alt="dialogo" width="150" height="150" /></dt></dl></div><p>È bello avere, per disporre e squadernare parole per gli appunti-disappunti degli altri, questo spazio fisico e virtuale insieme in cui parlarsi… per una sinistra che da tempo ha perso la capacità di parlarsi perché tutta tesa a difendere roccaforti ideologiche e pratiche decisionistiche come fossero riti necessari per sacrifici ancora più necessari. Una sinistra che ha perso il senso dell&#8217;utopia, del non luogo come spazio della ricerca e del confronto, e in questo andar ciecamente per le sue mille direzioni indiscutibili ha perso il senso dell&#8217;orientamento travolgendo ogni ostacolo. Quanto mi hanno infastidito i fedelissimi soriani della prima e ancor di più quelli dell’ultima ora, oltre agli opportunisti di sempre, tutti impegnati a spianare la strada e a magnificare le gesta del leader maximo, yes-wo/men incapaci di vedere il disastro che stava compiendosi intorno&#8230; che stavano compiendo&#8230; che stavamo lasciando compiersi.<span id="more-107"></span>Nessuno che abbia provato a dire: abbiamo sbagliato qualcosa?! Dirselo e ripeterselo era necessario prima e anche durante tutta la campagna elettorale: perché pur essendo uno che ha sofferto intensamente, e nel mio piccolo anche personalmente, lo stile dell’imprenditore prestato alla politica (un prestito che non prevedeva &#8211; non nascondiamocelo &#8211; cambi d’abito), ho inseguito chi aveva scelto di non votare o di annullare il voto proprio per discutere degli errori, per parlare, per pensare una soluzione, per convincerli che gli errori era possibile correggerli.</p><p>Difficile, ma loro sono stati pronti e disposti a discutere e a ragionare molto più di quelli che hanno difeso il castello delle verità incrollabili, che invece spingevano come trattori sull’acceleratore dell’apocalisse imminente dicendo: “ma vi rendete conto di cosa succederà se vincerà il nano”? E come possiamo non renderci conto di ciò: forse non siamo cittadini di questa Italia governata da chi non è uguale agli altri davanti alla legge?</p><p>Ma anche noi che abbiamo visto tutto, che sapevamo e temevamo e temiamo il consolidamento di interessi nefasti per noi e ancor più per coloro che verranno dopo di noi, noi sappiamo anche che ci sono tante ragioni dietro la disfatta, e la maggior parte di queste non ha come protagonisti i disfattisti.</p><p>Possiamo parlare delle mutazioni antropologiche, della crisi ideologica, della congiuntura economica, della situazione storica, della complessità sociologica, delle ulcere dei partiti, del clientelismo, dell&#8217;ignoranza, ecc.: sono tante e tutte importanti le ragioni che si possono trovare e che si devono analizzare, ma niente deve impedire di guardare criticamente anche al passato recente, a uno stile di governo accompagnato dall’incapacità di ascoltare e di dialogare e che con la tecnica dell’intimidazione ha fatto strage del capitale umano che aveva portato il centrosinistra alla vittoria cinque anni fa.</p><p>La cosa che più mi risulta sconcertante è che questa incapacità di parlare persiste proprio in quel presidente che ha girato la Sardegna per dire e recitare il rosario delle “benefatte” &#8211; perché questo era necessario. Ma oggi, oggi che non è il nostro presidente ma è soltanto un rappresentante in consiglio regionale, cosa è che lo spinge a non provare a recitare anche il rosario delle malefatte? Certo lo so che qualcuno ancora accecato dalla vittoria di allora e dalla sconfitta di oggi sentenzierà che non ci sono state malefatte!</p><p>Ma vogliamo forse fare come gli struzzi? Ci vogliamo dimenticare di come è stata gestita per esempio la politica culturale nell’ultima amministrazione? Oppure pensiamo che il pane duro come un manganello prodotto e menato maldestramente dall’assessore Mongiu sia solo farina del suo sacco? Credo insomma che questo spazio sia importante proprio per riprendere a parlare e a ragionare, per cercare non tanto orizzonti ma processi condivisi.</p><p>Il paradiso non è dietro l’angolo e la democrazia è il progetto più difficile da costruire. È il senso del nostro operare politico quotidiano. L’unica resistenza che ci dobbiamo permettere &#8211; lo diceva bene Enzo Biagi &#8211; è quella di agire democraticamente e in questo modo fare bene il proprio lavoro: così non solo si resiste, ma si progetta un’alternativa.</p><p>Chi ha perso &#8211; il presidente e la coalizione tutta &#8211; non ha prodotto democrazia e non ha fatto bene il proprio lavoro: questo bisogna dirselo prima di tutto, per un dovere di autocritica che ha chi lavora tutti i giorni per far crescere la coscienza civile e democratica di tutti, prima di entrare in profondità per capire e prima di riprendere il lavoro di ricostruzione. Lavorare in questo orizzonte vuol dire che il consenso non solo bisogna guadagnarselo &#8211; vincendo le elezioni, per esempio &#8211; ma bisogna anche conservarlo operando democraticamente per tutti, per quelli che stanno dalla tua parte e anche per gli altri.</p><p>Dopo l’esperienza di questi ultimi cinque anni, che sono stati gli anni di maggiore sofferenza per quella Cineteca sarda dove svolgo il mio lavoro, che in 45 anni ha costruito con spirito democratico il suo sapere (il saper fare e anche il saper sapere) e il corpo di conoscenze che appartengono a tutti i sardi (la memoria storica audiovisiva permanente della Sardegna), una parola come “democrazia” che sembrava assimilata e scontata si è imposta alla mia attenzione con tutta la sua urgenza e importanza.</p><p>È una parola che in un certo senso è stata svuotata e sostituita da duri ma fragili corpi: gli obiettivi al posto delle regole, la determinazione al posto del dialogo, la decisione al posto della condivisione. Tutte operazioni più facili e immediate, ma che hanno incrinato la possibilità di ritrovarsi nella dimensione sociale e collettiva, in cui anche la voce più sottile e impercepibile riesce ad essere ascoltata.</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=107" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/02/24/lo-spazio-dell%e2%80%99ascolto-e-anche-quello-dell%e2%80%99autocritica/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>Gli editori sardi e il nuovo governatore</title><link>http://www.coronadelogu.com/2009/02/24/gli-editori-sardi-e-il-nuovo-governatore/</link> <comments>http://www.coronadelogu.com/2009/02/24/gli-editori-sardi-e-il-nuovo-governatore/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Feb 2009 11:25:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Aldo Addis</dc:creator> <category><![CDATA[Editoria]]></category> <category><![CDATA[AES]]></category> <category><![CDATA[librai indipendenti]]></category> <category><![CDATA[Regione Sardegna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.coronadelogu.com/2009/02/24/gli-editori-sardi-e-il-nuovo-governatore/</guid> <description><![CDATA[Vorrei aprire un dibattito sulla lettera pubblicata nel sito dell&#8217;Associazione Editori Sardi e rivolta al nuovo governatore rispetto alle politiche di sostegno del comparto editoriale. Questo il mio commento: Non si capisce come le iniziative relative ai premi letterari, ai presidi del libro, al forum del passaparola, ai festival, possano sovrapporsi ad altre non meglio specificate attività [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-74" title="libri" src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/uploads/2009/02/libri-150x150.jpg" alt="libri" width="150" height="150" />Vorrei aprire un dibattito <a href="http://www.editorisardi.it/news/press/200902/06/498c0e9c00226/"  rel="external">sulla lettera pubblicata nel sito dell&#8217;Associazione Editori Sardi</a> e rivolta al nuovo governatore rispetto alle politiche di sostegno del comparto editoriale.<br /> Questo il mio commento:</p><p>Non si capisce come le iniziative relative ai premi letterari, ai presidi del libro, al forum del passaparola, ai festival, possano sovrapporsi ad altre non meglio specificate attività di promozione della lettura portate avanti in passato dagli editori: né come si faccia a dire che le une sono rivolte ai già lettori e le altre a crearne di nuovi: avere certezze rispetto ai risultati di qualsiasi iniziativa legata alla creazione di nuovi lettori è quantomeno improbabile, nessuno le ha, tantomeno l&#8217;AES.<br /> Il documento considera anacronistico il coinvolgimento di librai e agenti letterari( e andrebbero aggiunti gli autori) nelle manifestazioni finanziate dalla Regione: vi assicuro che questa posizione da parte della Regione è in linea con le posizioni del governo nazionale che, istituendo il centro del libro ha inserito i rappresentanti dei librai a fianco a quelli degli editori. <span id="more-73"></span>E&#8217; semmai anacronistico continuare a pensare che siano solo gli editori i soggetti che operano nel mondo del libro.<br /> Sono stati gli editori a non voler proseguire la collaborazione con noi, salvo poi sollecitare la Regione a &#8220;reintrodurre la concertazione con le associazioni degli operatori di settore&#8221;.<br /> E&#8217; invece sacrosanto, e su questo noi tutti dobbiamo essere intransigenti, che il potere politico faccia un passo indietro rispetto all&#8217;organizzazione di eventi legati ai libri: si dia mandato ad una commissione, o ad un esperto se le commissioni non piacciono, di pensare ad organizzare gli eventi di promozione della lettura dando loro certezza di finanziamento e totale autonomia gestionale: architetti catapultati a decidere la disposizione dei libri, tir pieni di  libri regalati a chiunque e senza criterio, assenza totale di programmi e di visione generale degli obiettivi finali che dovrebbero avere queste iniziative sono solo alcuni dei punti da cancellare se si vuole ripartire con un progetto serio. Altrimenti meglio niente, lo dico anche per la prossima edizione di Macomer.<br /> Si sollecita una ridiscussione della presenza degli editori alle fiere: ma per fare che? Abbiamo visto cosa fanno questi signori alle fiere: stanno dietro il bancone ad incassare quei pochi spiccioli che derivano dalla vendita dei libri di quegli editori che non hanno potuto o voluto avere un proprio stand.<br /> Intorno a loro gli altri editori sardi e non, che intrecciano relazioni, vendono e acquistano diritti, partecipano agli incontri, promuovono le proprie pubblicazioni. Anche in questo caso: meglio niente, l&#8217;esperienza di Torino dell&#8217;ultimo anno è stata deprimente.<br /> Chiudo con la ciliegina: gli editori sardi chiedono di stanziare altri 500.000 euro per l&#8217;acquisto di libri sardi da parte delle scuole, ma facendoli acquistare direttamente dagli editori, riuniti in consorzio: saltando quindi le librerie.<br /> Non aggiungo altro(ci sarebbe da spiegare loro per l&#8217;ennesima volta che non si chiedono soldi alla Regione per favorire l&#8217;introduzione di uno scaffale di libri sardi nelle librerie indipendenti, che lo hanno già, o in quelle di catena, che se non lo hanno è perché non lo vogliono): in un anno il nuovo gruppo dirigente dell’AES ha vanificato quanto di buono aveva fatto Mario Argiolas nei confronti di tutta la filiera del libro, portando avanti iniziative comuni con i librai, proponendo politiche da parte della Regione diverse dal vecchio assistenzialismo senza alcuna prospettiva in cui l’AES è tragicamente ricaduta.</p> <img src="http://www.coronadelogu.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=73" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.coronadelogu.com/2009/02/24/gli-editori-sardi-e-il-nuovo-governatore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>39</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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